La Cina al vaglio di un microscopio elettronico

Il mondo dell’intelligence che scruta il futuro ha nel mirino la Cina. Le zone calde sono oggetto di attenzione da parte del 99 per cento dell’intelligence. Ma c’è un un per cento misterioso, nascosto, che scruta Pechino con la lente d’ingrandimento, anzi con un microscopio elettronico. Il presidente Bush esige quotidianamente un report sulla Cina; compilato dall’intelligence ma con il contributo del ministero del Tesoro, del Commercio con l’estero e della Federal Reserve. La Cina è una potenza politica, economica, militare e va scrutata in tutti questi tre aspetti. I cinesi sono un miliardo e 300 milioni. La Cina di oggi può essere paragonata al Giappone degli 60: un missile pronto ad andare in orbita nel mondo dei miracoli economici. La Cina, per svilupparsi, ha bisogno di tecnologie, di tecnici, di scienziati, di materiali “sensibili”. Gli acquisti cinesi sono una immensa tentazione per il business occidentale. Tutti sono disposti a dare tutto alla Cina, senza porsi troppi problemi di sicurezza. Un caso, che gli “accademici” dell’intelligence stanno studiando, è quello dell’aeroporto di Guangzhou, la città monstre della ruggente Cina del Sud-est. Tale impianto sarà il più grande di tutta l’Asia. Lo si sta costruendo con il contributo di aziende tedesche, danesi, olandesi e americane. La torre di controllo sarà un mostro high-tech, con materiale made in Usa. Tutti gli avanzati prodotti “civili” che affluiscono in Cina sono passati” al sistema militar-industriale. C’è in corso un “grande balzo in avanti”, una super modernizzazione della Difesa e dell’intelligence cinesi. L’Armata di Pechino fra cinque anni, forse sarà irriconoscibile. Sarà un esercito modernissimo, avrà un’aviazione capace di colpire in tutta l’area, un sistema missilistico e di guerra elettronica capace di annullare qualunque Taiwan e qualunque Giappone, un intelligence elettronico e umano concorrenziale rispetto alla Cia. La Cina del 2012 sarà l’unica potenza capace di creare qualche guaio agli Stati Uniti.
Se sarà una potenza amica ci sarà da guadagnare per tutti. Ma la domanda che ogni mattina si fanno i sinologi è sempre la stessa: “La Cina sarà o no amica?”. La risposta per ora non c’è. E l’Amministrazione Bush fa di tutto per capire quel che avviene nell’impero asiatico. La Cia ha cominciato un intenso reclutamento di giovani di origine cinese. C’è il rischio del doppio gioco ma ne vale la pena. L’intelligence ha aumentato i rapporti con le università. Anche certe multinazionali sono state allertate. L’Amministrazione consiglia molta attenzione nei trasferimenti di tecnologici a Pechino. Nei settori “sensibili” della Difesa gli scienziati e i tecnici di origine cinese sono sottoposti a controlli più frequenti dell’Fbi. Le “stazioni” della Cia a Hong Kong, Pechino, Nanchino, Shanghai sono state potenziate. Gli americani hanno anche chiesto collaborazione alla Russia.