La Cgt punta sulla generazione anti-Cpe

Ieri le università parigine hanno riaperto i battenti dopo le vacanze pasquali: clima generalmente calmo, tranne alla Sorbona, dove circa 200 studenti anti-Cpe, che vogliono continuare la mobilitazione contro la legge «sulle pari opportunità» e le nuove norme sull’immigrazione, hanno occupato una parte della facoltà. Il rettore ha chiesto l’intervento della polizia, e in serata gli agenti hanno convinto gli studenti a lasciare l’edificio. Intanto la Cgt ha aperto il suo 48esimo congresso a Lille sull’onda del «formidabile successo» ottenuto dalla mobilitazione contro il Cpe. Il segretario generale, Bernard Thibault, 47 anni, che sarà riconfermato per un terzo mandato alla testa del sindacato che contende alla Cfdt il posto di primo sindacato francese, ha subito reso omaggio alla determinazione del movimento studentesco, di cui alcuni esponenti erano tra gli invitati. Sono lontani i tempi in cui Thibault era molto contestato, messo in minoranza lo scorso anno per aver proposto che la Cgt non prendesse posizione a favore del «no» al referendum sulla Costituzione europea. Oggi, Thibault può vantare l’unità che ha portato alla vittoria del Cpe. «Questo congresso si apre su una vittoria – afferma – è importante perché sappiamo bene che non sono numerose. Il movimento sociale contro il Cpe, inoltre, convalida il nostro orientamento, che sarà in dibattito a Lille: l’approccio di un sindacalismo unitario, con un radicamento ampio».
La battaglia comune tra Cgt, altri sindacati e organizzazioni degli studenti contro il Cpe potrebbe rappresentare la svolta di cui ha bisogno il sindacato, che resta ancorato ai bastioni tradizionali – servizio pubblico e grandi imprese private – mentre è da sempre debole nella piccola e media impresa. Come riassume un modernista, il segretario confederale Jean-Christophe Le Duigou, «andremo verso delle garanzie neocorporative, lasciando da parte i due terzi dei lavoratori dipendenti, oppure verso delle garanzie comuni per tutti i lavoratori?». La corrente tradizionalista contesta questa apertura: critica la scelta di Thibault di non aver organizzato uno sciopero generale durante la mobilitazione per il Cpe, per mettere in discussione contemporaneamente anche il Cne e tutto il precariato, vorrebbe che la Cgt si concentrasse nella «difesa del servizio pubblico» (contro la privatizzazione di Edf, per esempio) e sulle «questioni di interesse generale», invece di intraprendere la strada riformista della trattativa.
La vittoria contro il Cpe è stata una vitale boccata di ossigeno per la Cgt, ma ora, dice la direzione, bisogna proseguire su questa strada: unità sindacale, proposte per la «sicurezza dei percorsi professionali», trovare un giusto equilibrio, come afferma la segretaria confederale Maryse Dumas, «tra conquista di diritti per i nuovi lavoratori e difesa dei diritti acquisiti», apertura internazionale (la Cgt dal ’99 non fa più parte di nessuna organizzazione internazionale, ma dovrebbe partecipare in autunno alla fondazione di una nuova struttura mondiale, per lottare contro la mondializzazione e pesare su istituzioni come il Wto). La sfida è enorme, a causa del «deserto sindacale» francese e della situazione degli iscritti: solo l’8,2% dei dipendenti francesi ha una tessera sindacale, e questa percentuale scende addirittura al 5,2% nel settore privato. L’età media dei più di mille delegati presenti al congresso è di 45 anni, le donne sono solo un quarto; sui 711 mila iscritti alla Cgt solo il 6,5% ha meno di 30 anni mentre il 40% ne ha tra 40 e 50. Ma gli ultimi dati sulle iscrizioni fanno sperare in un rinnovamento generazionale: la battaglia contro il Cpe ha convinto dei giovani ad avvicinarsi al vecchio sindacato. Molti studenti, difatti, sono anche lavoratori.
Assieme all’ala più determinata del movimento degli studenti, la Cgt – in accordo con la Cfdt – porterà avanti ora la battaglia contro il Cne, il fratello maggiore del Cpe, con le stesse regole di periodo di prova di due anni e licenziamento senza giustificazione, in vigore nelle imprese con meno di 20 dipendenti dal 1° settembre scorso. Nel discorso di apertura, Thibault ha insistito su questa nuova tappa. Grazie a un fronte ampio, la Cgt è riuscita a imporre una propria idea al centro del dibattito politico in vista delle presidenziali: la questione della «sicurezza dei percorsi professionali» nell’epoca del capitalismo finanziario.