LA BOCCIATURA? E’ DEMOCRAZIA

Forse non se l’aspettava neanche lui. Il voto del Comitato centrale della Fiom al suo documento, critico rispetto al protocollo del 23 luglio su pensioni e mercato del lavoro, ha scatenato un putiferio. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani,, che richiama all’ordine il sindacato dei metalmeccanici e parla della necessità «di una verifica di quello che è successo»; oppure il segretario confederale Achille Passoni, che va ancora più in là, dicendo che è una «bocciatura immotivata dal punto di vista sindacale, che risponde a una logica di natura politica». Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, si trova così nel mezzo di una polemica che lo vede al centro delle accuse. Perché suo è il documento critico all’accordo che Cgil, Cisl e Uil hanno firmato e che il Comitato centrale della Fiom ha approvato. «Le reazioni? Beh, ho anche letto interviste che invece esprimono stupore per questi commenti così sopra le righe», dice con molta pacatezza. Ma le reazioni critiche sono spesso alquanto scomposte, come te lo spieghi?
Credo che le reazioni scomposte non facciano altro che rivelare uno dei nodi di questa storia, ovvero le regole democratiche che ci diamo. Qui c’è una organizzazione, la Fiom, che ha solo espresso in modo democratico un suo dissenso rispetto a quanto è stato sottoscritto dai sindacati confederali a luglio.

Dicono che siala prima volta dal 1946 che accade una cosa delgenere. Si mette in discussione la legittimità del Comitato centrale Fiom a esprimere pareri sul protocollo…
…già, intanto vorrei però ricordare cosa accadde con la riforma delle pensioni del ’95. Anche in quella occasione il Comitato centrale della Fiom si riunì e votò un documento favorevole a quanto aveva sottoscritto la Cgil. Allora nessuno disse che l’organismo della Fiom non doveva esprimersi e che non doveva votare il documento. Ovvio, quella volta andava bene perché eravamo favorevoli all’operato della Cgil, questa volta siamo critici e scoppia un casino.

Quindi in tutta questa storia è mancato per così dire un fattore di
democraticità? Molti fanno notare che i tempi delle trattative con il governo avrebbero permesso una mobilitazione dei lavoratori.
E’ il punto che sta segnando tutta questa vicenda, la mancanza
totale di una spinta dal basso che supportasse la trattativa. Mi chiedo: potevamo fare di più? Non ho una risposta a questa domanda, la avrei avuta invece se l’accordo siglato su pensioni e mercato del lavoro fosse stato siglato alla fine di un conflitto, che è l’unico strumento che ha un sindacato per far sentire la sua voce.

Come dire, il sindacato si è presentato alla trattativa in una versione inedita…
Se vai a trattare temi così importanti, come hanno fatto, alla fine devi piegarti alle logiche degli equilibri politici tra le forze del governo e niente più. E allora in questo modo arrivi al dunque e devi accettare il discorso del tipo «o firmate o mi dimetto» che ha fatto a un certo punto Prodi.
Il Comitato centrale vota a maggioranza schiacciante il tuo documento critico del protocollo. Poi tu ti affretti a dire che però voi non farete una campagna per il no, durante il referendum tra i lavoratori. Vista da fuori sembra una capriola logica.
No, le cose sono diverse. Ci sono delle regole ben precise, che noi rispettiamo. Alle assemblee per illustrare l’accordo di luglio è previsto che parli una sola persona che spieghi l’accordo. L’unica altra soluzione sarebbe non mandare nessuno a fare le assemblee.

C’è la sensazione che la Cgil nel firmare il protocollo, abbia voluto essere unitaria a tutti i costì conCisl e UiL
Non credo che in questa trattativa questo fattore abbia pesato più di tanto. Invece qui si è messo a nudo che la presenza di un governo di centro-sinistra ha portato all’immobilismo le organizzazioni sindacali. E
qui torniamo alla questione centrale: la trattativa di giugno e luglio non ha avuto un supporto dal basso.
E’ in arrivo il referendum tra i lavoratori, perché leggo tanta insistenza sul fatto che le assemblee siano informate bene prima di votare?
L’accordo di luglio è molto articolato, ci sono anche dei punti positivi che anche noi abbiamo sottolineato nel nostro documento di bocciatura. Bisogna quindi dirla tutta ai lavoratori alle assemblee, spiegare quello che può piacere e quello che non può piacere. Altrimenti potrebbero trovarsi delle brutte sorprese di cui non erano neanche stari avvertiti.

Del resto le cose spiacevoli non mancano…
.. .beh, nell’accordo si apre alla precarietà, eppure la Cgil su questo
non è mai stata nel passato favorevole, tanto che non firmò l’accordo su contratti a termine e incentivi agli straordinari…

Anche il fronte pensioni lascia l’amaro in bocca?
Il guaio è che lì si è voluto affrontare il nodo del cosiddetto scalone solo con una logica di autofinanziamento. Tutto quanto ha ruotato sul fatto che l’operazione dovesse essere a costo zero.
Più volte hai sottolineato, dopo la bocciatura dell’accordo di luglio, la vostra autonomia da chi sta organizzando delle campagne per il No.

Eppure in Cgil ce chi vi accusa di fare solo politica.
Il documento del Comitato centrale che boccia l’accordo della Cgil entra nel merito dell’accordo e solo su questo dà un giudizio. Chi liquida la nostra posizione come linea politica forse sta solo parlando di sé stesso.
Avete avviato le trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

In quello precedente si era consumata una drammatica rottura con Filn e Uilm…
Quest’anno abbiamo una piattaforma unitaria, ho registrato un clima positivo e non ho visto nessuna strumentalizzazione per quello che sta succedendo in Cgil Tanto che il segretario generale della Uil ha rilasciato interviste molto rassicuranti verso la Fiom e la sua scelta critica.