“L’11° incontro di Solidnet in India: un successo impensabile solo quattro anni fa!”

57 partiti comunisti e operai rappresentati (e fra di essi il PdCI), 90 partecipanti di 47 paesi di tutti e cinque i continenti, queste sono le cifre riassuntive dell’11 meeting dei partiti comunisti e operai (Solidnet) svoltosi dal 20 al 22 novembre a Delhi in India. Questo è stato il primo Solidnet in Asia, così come lo scorso anno a San Paolo fu il primo il America latina, mentre poche settimane fa si è svolto a Damasco un Solidnet tematico concentrato sul Medio Oriente; e quello del prossimo anno in Sudafrica il primo nel continente che fu la “culla dell’umanità”. Tutto questo ci fa comprendere che finalmente Solidnet sta diventando un luogo dove i partiti comunisti del mondo discutono, analizzano la realtà e cercano di porre in essere concrete iniziative di lotta. Grande merito va riconosciuto al Partito Comunista Greco (KKE), che dalla fine degli anni Novanta ha dato vita a questo meeting fra molte perplessità e molte diffidenze. Il KKE ha, con grande determinazione, portato avanti Solidnet organizzando 7 degli 11 incontri fin qui svolti, supportato successivamente in questa azione anche dal Partito Comunista Portoghese (PCP). Esso organizzò il primo meeting fuori della Grecia. Con il 12° meeting del prossimo anno in Sudafrica, nel quale il segretario del Partito Comunista del Sudafrica (SACP), Blade Nzimande, è oggi ministro per l’Università e la ricerca e il SACP conta ben 150 parlamentari, la grande speranza di estendere e generalizzare a tutto il mondo questo meeting diverrà realtà. Una cosa impensabile solo tre o quattro anni fa! Questa positiva globalizzazione di Solidnet non prelude, però, alla costituzione di una nuova e impossibile internazionale per la quale non esistono le condizioni minime sia sotto il punto di vista politico che storico ma, più concretamente, alla necessità ineludibile per le forze comuniste mondiali di porre in essere analisi, e un coordinamento, sempre più capaci di dare risposte alla crisi strutturale del capitalismo in atto. Le disuguaglianze, lo sfruttamento, la distruzione ambientale in nome del profitto che il capitalismo pone in essere sono sempre più forti e, tal volta, molto più sofisticate che nel passato. Antiche ed inedite forme di sfruttamento e di aggressione rapace contro uomini e risorse naturali si sommano ed amplificano la povertà, la fame, la morte, la sete e le epidemie, spesso facilmente curabili con farmaci che però sono di esclusiva proprietà delle multinazionali e fuori portata di milioni di esseri umani. Tutto questo uccide ogni anno più persone di quelle che uccise in sei anni la Seconda guerra mondiale! Ogni giorno sul nostro pianeta muoiono circa 100 mila persone per fame o per le conseguenze della denutrizione e 826 milioni di esseri umani sono cronicamente e gravemente sottoalimentati; mentre per rispettare le criminali regole del mercato capitalistico ogni giorno vengono distrutti tonnellate e tonnellate di prodotti alimentari per tener alto il prezzo del mercato! Fra i comunisti di Solidnet è ben presente la necessità di elaborare analisi politiche comuni capaci di affrontare le sfide che il capitalismo, che oggi vive una vera e propria crisi sistemica, ci propone. Tutti i partiti comunisti e operai hanno la coscienza 5 che senza un’azione forte dei comunisti, che concretamente pongano in essere politiche alternative che facciano superare i limiti strutturali del capitalismo, esso ha al suo interno gli elementi capaci di fargli superare questa gravissima crisi. Delhi ha confermato la volontà di proseguire nel cammino che fu indicato dallo scorso Solidnet in Brasile. Non più solo mera rappresentazione dell’esistenza delle forze comuniste ma la realizzazione di piccoli, ma concreti, passi in avanti in una elaborazione generale capace poi di far realizzare, su specifici argomenti, iniziative dei vari partiti comunisti nei loro paesi. Il tutto ovviamente nella piena e totale autonomia e indipendenza di ogni singola realtà. Ciò che serve per il Solidnet non è una dimostrazione di organizzativismo sterile, declamatorio e alla fine inutile, ma, al contrario, un coordinamento a livello internazionale riguardanti alcune specifiche issues. La prima individuata nel documento conclusivo del meeting di Delhi è contro la NATO. Il 2010 dovrà vedere una serie di iniziative comuni in tutto il mondo contro questo strumento di morte e di aggressione imperialistica. Iniziative che si saldano con le manifestazioni contro le basi militari anche dei soli Stati Uniti nel mondo. La seconda per ricordare il 65 anno della caduta del fascismo; La terza per sostenere le lotte dei lavoratori e le mobilitazioni popolari per la difesa dei loro diritti e di quelli dei sindacati oggi sotto un pesante attacco che mira alla loro distruzione. La quinta è l’intensificazione delle manifestazioni a sostegno della liberazione dei Cinque eroi cubani da oltre 11 anni detenuti ingiustamente ed illegalmente nelle carceri statunitensi. Cinque combattenti contro il terrorismo internazionale che, purtroppo per loro e per noi, è quello sostenuto e finanziato dalla CIA e dal Dipartimento di Stato Usa. Questo a dimostrazione che anche per Obama esiste un terrorismo buono (contro Cuba ad esempio) ed uno cattivo (contro gli interessi economici Usa nel mondo). Per i comunisti, al contrario, il terrorismo è sempre negativo e va sempre combattuto. Noi crediamo allora, anche alla luce della scelta nefasta di ieri di aumentare il numero di militari Usa nella guerra in Afghanistan, che Obama dovrebbe umilmente restituire il premio Nobel regalatogli dagli accademici di Svezia Delhi, in conclusione, ha riaffermato la “svolta” politica fatta in Brasile ponendo in primo piano l’esigenza politica di una maggior coordinazione delle iniziative dei comunisti nel mondo. Una coordinazione che vede anche la necessità di una elaborazione sempre più collettiva e approfondita delle analisi dei comunisti per far fronte alle sfide del capitalismo. Non si tratta di creare artificialmente internazionali fuori tempo massimo ma, bensì, creare le condizioni politiche per una lotta comune, collettiva, su specifiche tematiche individuate attraverso una vera dialettica, che ogni partito potrà poi declinare, se lo vorrà, a seconda delle proprie esigenze, necessità e in base ai rapporti di forza presenti nei propri paesi.

* resp. Relazioni Internazionali PdCI