Kosovo, all’Onu vince la Serbia

La Serbia ha vinto il primo round, oggi alle Nazioni Unite, della disputa internazionale sul nodo del Kosovo, l’ex provincia a maggioranza albanese diventata indipendente nei mesi scorsi. Belgrado e’ riuscita infatti a convincere l’Assemblea Generale dell’Onu ad approvare una risoluzione per chiedere un parere legale sull’indipendenza contestata dalla Serbia alla Corte Internazionale di Giustizia (Cig) a L’Aja, rallentando di fatto il processo di separazione della ex provincia. ”La Serbia ha deciso di difendere la propria sovranita’ ed integrita’ territoriale attraverso la diplomazia e il diritto internazionale”, ha detto dal pulpito dell’Assemblea il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic, a New York pochi mesi dopo lo smacco subito a febbraio. Quando cioe’ Pristina si stacco’ da Belgrado nonostante la mancanza di accordo in seno al Consiglio di Sicurezza, vista l’opposizione della Russia, che ha il potere di veto. Con 77 voti a favore, 6 contrari e ben 74 astensioni l’ Assemblea Generale ha approvato una breve testo di poche righe chiedendo alla Corte di rispondere alla seguente domanda: ”La dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte delle istituzioni provvisorie del governo del Kosovo e’ in accordo col diritto internazionale?”. Dato che l’iniziativa della Serbia alle Nazioni Unite non era stata accolta positivamente da alcuni Paesi europei, quelli dell’Ue si sono presentati al Palazzo di Vetro senza una posizione comune. L’ambasciatore della Gran Bretagna all’Onu, John Sawers, ha criticato Belgrado giudicando la richiesta ”piu’ politica che legale” con l’obiettivo di ”rallentare il riconoscimento del Kosovo come stato indipendente”. ”L’indipendenza del Kosovo e’ e rimarra’ una realta’ – ha continuato Sawers – ed e’ stata riconosciuta da 22 dei 27 Paesi dell’Unione europea, la stessa organizzazione di cui la Serbia vorrebbe far parte”. L’Ue si e’ presentata al voto divisa: Cipro, Grecia, Romania, Slovacchia e Spagna, tutti con problemi di minoranze, hanno appoggiato la richiesta serba. L’Italia come il resto dei paesi dell’Unione, si e’ astenuta. La piu’ netta opposizione alla richiesta di Belgrado e’ giunta dall’Albania e dagli Stati Uniti, che hanno votato no assieme ai quattro piccoli Paesi (Isole Marshall, Micronesia, Nauru e Palau) che sistematicamente si allineano con Washington. Secondo gli Stati Uniti, la risoluzione sul parere legale ”non e’ necessaria e non aiuta”, visto che ”l’indipendenza del Kosovo e’ irreversibile”, ha spiegato la rappresentante Usa Rosemary DiCarlo. I giudici della Corte internazionale di giustizia dovrebbero impiegare dai due ai tre anni per esprimersi sullo status dell’ ex provincia serba, creando di fatto un prolungato vuoto legale che diversi Paesi avrebbero preferito evitare. La Serbia ha perso il controllo del Kosovo quasi dieci anni or sono, nel 1999, dopo l’intervento della Nato per fermare interventi di pulizia etnica di Belgrado contro gli albanesi kosovari. Dopo i bombardamenti, la provincia e’ stata amministrata dall’Onu per diversi anni e ha dichiarato la propria indipendenza lo scorso febbraio.