Juschenko negli USA

Pubblichiamo la seconda parte di un articolo scritto dall’autorevole studioso marxista russo per il sito “left.ru” sugli sviluppi della situazione politica nello spazio post-sovietico

(…) Negli USA è stata riservata una grandiosa accoglienza al trionfatore ucraino, il signor Juschenko, accompagnato a Washington da una buona metà del proprio governo. L’esibizione fornita da Juschenko nel corso della sua permanenza negli USA rappresenta la migliore prova che, nelle precedenti elezioni, si sarebbe dovuto dare un voto utile, non per Janukovic, ma semplicemente perché non arrivasse Juschenko…

La visita di Juschenko negli USA ha una volta ancora confermato le peggiori previsioni in relazione a tale personaggio. L’imperialismo americano, nella persona di Juschenko, ha ricevuto un politico pronto a coinvolgere l’Ucraina in ogni tipo di crimine ed avventura. Basti la seguente frase tratta dalla dichiarazione congiunta di Bush e Juschenko: “Impegniamo anche le nostre nazioni a sostenere insieme le trasformazioni, la democrazia, la tolleranza e il rispetto reciproco in tutti i paesi, attraverso il regolamento pacifico dei conflitti in Georgia e Moldavia e la promozione delle libertà in paesi come la Bielorussia e Cuba”. E’ evidente che, come ringraziamento per le cure fornite dai cubani ai bambini ucraini, Juschenko si appresta a promuovere la “libertà” a Cuba. La menzione della Moldavia nella dichiarazione non promette niente di buono agli abitanti della Transdnistria, che si vedranno strangolare con sforzi coordinati da due parti. E poi, le continue dichiarazioni di Juschenko in merito al fatto che l’Ucraina è pronta a diventare leader regionale, vale a dire il principale gendarme locale, fanno presagire enormi sciagure a tutti i vicini, nonché allo stesso popolo dell’Ucraina.

Occorre dire che Juschenko fa l’effetto del maniaco pronto a tutto, solo che gli zii d’Europa e d’America gli accarezzino affettuosamente la guancia, chiamandolo “europeo”. Le brutture commesse da Juschenko assumono un significato profondamente simbolico: è l’autentico volto del nazionalismo ucraino, che ritiene che, in cambio di un servizio fedele all’imperialismo, alla fine gli sarà concesso di creare una potente nazione.

L’intenzione proclamata di rapido ingresso nella NATO e di pieno coinvolgimento dell’Ucraina nell’alveo americano caratterizzeranno pienamente sia la politica estera che quella interna del regime di Juschenko. La politica estera porterà a un duro confronto con la Russia e la Bielorussia, fino alla creazione di alleanze militari locali, prima di tutto con la Georgia e la Moldavia, dirette contro la Russia e le repubbliche ad essa amiche della Transdnistria, dell’Abkhazia e dell’Ossezia. In politica interna si estenderà la repressione, dal momento che, per mettersi al sicuro dalla sconfitta, il regime può solo schiacciare fisicamente l’opposizione. E come hanno dimostrato l’arresto del presidente del Consiglio Regionale del Donbass, la rimozione assolutamente illegale del sindaco di Odessa e l’offensiva contro i canali televisivi dell’opposizione, il regime di Juschenko agirà contro l’opposizione sfrontatamente e senza cerimonie. E non c’è da nutrire alcun dubbio che il terrore interno verrà accolto con favore a Washington. Chi, nel mondo, si prenderà la briga di mettere sotto esame questi onesti nazional-democratici?

E’ anche di grande significato che, mentre si svolgeva la visita di Juschenko negli USA, nella città di Soci sul Mar Nero avvenisse un incontro tra Lukashenko e Putin. Le agenzie di informazione hanno comunicato che Lukashenko ha detto: “Questo è stato uno degli incontri più produttivi, e ha corrisposto ai compiti fondamentali della nostra integrazione”. E ancora: “Voglio ringraziare pubblicamente Vladimir Vladimirovic e tutte le autorità della politica estera russa per il sostegno senza precedenti che ci stanno accordando nell’arena internazionale”. Non si tratta certo di semplici parole. Esse riflettono l’avvicinamento oggettivo di Bielorussia e Russia, provocato dal colpo antirusso in atto dell’Occidente e dall’avvento al potere in Ucraina del regime aggressivo, nazionalistico e filo-imperialista di Juschenko (…).

Traduzione dal russo di Mauro Gemma