Italiani rapiti in Nigeria: appello dei parenti di Cosma Russo, «Liberateli»

La famiglia di Cosma Russo, uno dei tecnici rapiti il 7 dicembre scorso dai guerriglieri del Mend (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger), ha chiesto ai rapitori il rilascio degli ostaggi e ha espresso la propria preoccupazione che i tempi lunghi possano mettere in pericolo la vita degli ostaggi. In una nota diramata ieri l’avvocato Pietro Ditaranto, avvocato della famiglia Russo, ha spiegato che «trascorsi 26 giorni dal rapimento del proprio caro “Mimmo”, la famiglia Russo, pur fiduciosa nell’operato di tutti, fa appello direttamente ai rapitori affinchè restituiscano, all’affetto dei propri congiunti e della collettività tutta, Cosma Russo e gli altri rapiti. Anna Carella, moglie di Russo, è preoccupata che «il perdurare del rapimento possa innescare un meccanismo d’intervento non negoziale con pericolo di vita per gli ostaggi».
Nei giorni scorsi i tecnici hanno potuto telefonare per rassicurare sul loro stato di salute. Per questo la famiglia Russo chiede al ministero degli Esteri ed all’Eni di «continuare nel positivo impegno ed in particolare di ottenere un altro contatto telefonico con i rapiti».
Ma «preoccupato» per la sorte di Cosma Russo, Roberto Dieghi e Francesco Arena si è detto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in una intervista concessa a Rai International ha spiegato di condividere «l’ansia e la preoccupazione» delle famiglie dei tre tecnici italiani dell’Eni. «Noi siamo molto preoccupati, condividiamo l’ansia delle famiglie di questi tecnici e comprendiamo anche lo stato d’animo in cui essi si trovano – ha spiegato Napolitano – li abbiamo potuti ascoltare alla televisione attraverso l’occasione speciale dell’intervista che hanno rilasciato ad un giornalista nigeriano. L’Unità di crisi della Farnesina è uno dei migliori strumenti di cui disponga il nostro governo per affrontare le situazioni di questo genere. Io mi auguro che tornino al più presto a casa – ha concluso Napolitano – e invio a loro, quindi, uno speciale augurio di Buon Anno».