ITALIA, PAESE DEI PARADOSSI

Può sembrare un paradosso, ma nello stesso Paese in cui é di gran moda la moratoria sull’aborto, accade frequentemente di trovarsi in difficoltà per reperire un contraccettivo, seppur d’emergenza come la pillola del giorno dopo. Un paradosso, perché se si vogliono ridurre gli aborti il sistema più semplice dovrebbe essere quello di impedire una gravidanza non desiderata, ad esempio usando i contraccettivi.
Eppure nel Paese dei paradossi esistono dei medici, e perfino dei farmacisti, che si dichiarano obiettori di coscienza e si rifiutano di prescrivere, o somministrare, la pillola del giorno dopo. Ci sono casi sempre più documentati, anche con inchieste giornalistiche, che raccontano di vere e proprie odissee e umiliazioni a cui vengono sottoposte le donne. Uno di questi episodi a Porto Empedocle é terminato con la consegna della ricetta solo dopo minacce.
Purtroppo non abbiamo ancora notizia di un medico, o di un farmacista, che sia stato condannato. Non esiste il diritto all’obiezione di coscienza per la prescrizione di un farmaco; e il rifiuto, da parte di una persona in pubblico servizio, é un reato penale (omissione di atti d’ufficio e soccorso), in quanto commesso al fine di realizzare un proprio interesse traendone un utile.
L’obiezione di coscienza disciplinata dalla legge 194 riguarda infatti specificamente l’interruzione di gravidanza e non certo la contraccezione. In Francia la pillola del giorno dopo é addirittura disponibile gratuitamente nell’ambito di progetti specifici per le ragazze minorenni e a scuola. Negli Usa e in gran parte dei Paesi Ue (Francia, Gran Bretagna, Belgio, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia) é in vendita senza l’obbligo di ricetta medica.
Sarà infatti utile ricordare che nel 2005 il Dipartimento di Salute Riproduttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione”, escludendo quindi un effetto intercettivo su un eventuale ovulo fecondato. Ma nel Paese dei paradossi con una sentenza il Tar del Lazio del 2001 ha obbligato la ditta produttrice della pillola del giorno dopo a scrivere nel foglio illustrativo che il farmaco impedisce l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato.
Purtroppo l’ostracismo della classe medica italiana, avallata anche da pareri del Comitato di Bioetica, non trova spiegazioni logiche e scientifiche, ma solo di convenienza. Basterebbe guardare i dati delle relazioni annuali sulla legge 194 per capire che dietro all’esercizio dell’obiezione di coscienza si nasconde altro. Invece di garantire una presenza almeno pari di medici obiettori e non, come previsto dalla legge, abbiamo regioni in cui solo due o tre su 10 ginecologi sono disponibili a praticare l’Ivg.
Per ridurre ulteriormente il ricorso all’aborto, é necessario promuovere la contraccezione e i metodi per la procreazione responsabile, promuovendo specifiche campagne pubblicitarie sui sistemi contraccettivi. Nel frattempo il ministero della Salute, anche rispondendo a interrogazioni parlamentari, potrebbe prendere provvedimenti nei confronti dei medici che si rifiutano di prescrivere la pillola del giorno dopo invocando un inesistente diritto all’obiezione di coscienza, e permettere che anche in Italia questa venga venduta in farmacia senza ricetta medica.
Può farlo anche in questa fase in cui é in carica per il “disbrigo degli affari correnti”. Se non sono affari correnti questi, quali?