Iraq tre anni dopo, cortei e un nuovo scandalo

Il segretario alla Difesa Rumsfeld: ritirarsi adesso sarebbe come consegnarsi ai nazisti. L’ ex premier Allawi: «E’ guerra civile»

Il quarto anno di guerra in Iraq inizia fra dimostrazioni di protesta, massicce soprattutto in Gran Bretagna e Stati Uniti. Mentre il 60-65% degli americani chiede il ritiro delle truppe e il New York Times racconta il caso della base segreta dove le forze speciali Usa seviziavano i prigionieri iracheni, il presidente Bush ha invitato l’ America alla pazienza e le ha promesso «completa vittoria». Lo ha fatto nel messaggio radio del sabato, anticipando un discorso oggi a Cleveland, nell’ Ohio: «Ci vorranno più battaglie e più sacrifici, ma non c’ è pace, onore e sicurezza nella ritirata. Non lasceremo l’ Iraq ai terroristi che vogliono di nuovo attaccarci». E lo ha ripetuto ieri: «Sono fiducioso, i leader iracheni stanno lavorando assieme, le cose si muovono nella giusta direzione». CHENEY – Per ridare fiducia all’ America, Bush ha mandato anche il vicepresidente Dick Cheney e il comandante in Iraq, il generale George Casey, alla tv, nonché il ministro della Difesa Donald Rumsfeld al Washington Post. Cheney ha negato che in Iraq ci sia la guerra civile: «I terroristi compiono un serio tentativo per fomentarla, ma non penso che ci riescano, sono disperati». Idem Casey: «La guerra civile non è imminente né inevitabile, anche se la situazione è fragile e dovremo restare in Iraq un paio di anni». Sul Washington Post, Rumsfeld ha scritto che «voltare le spalle all’ Iraq equivarrebbe ad avere restituito la Germania del dopoguerra ai nazisti, sarebbe una grande vergogna, come se avessimo chiesto alle nazioni liberate dell’ Est europeo di ritornare sotto il dominio sovietico». ALLAWI – Ma sul «dopoguerra» Rumsfeld è stato smentito dall’ ex premier iracheno Iyad Allawi, che in un’ intervista alla Bbc ha asserito che «purtroppo la guerra civile è già in atto, anche se non si è ancora raggiunto il punto di rottura». Qui muoiono 50-60 persone al giorno, ha rilevato Allawi «se non lo è, solo Dio sa che cosa sia la guerra civile». I CRITICI – Sul New York Times, il generale a riposo Paul Eaton, che a Bagdad addestrò le forze irachene nel 2003 e 2004, ha chiesto le dimissioni di Rumsfeld, accusandolo di «incompetenza sotto tutti i profili, strategico, tattico e operativo», e di «avere messo la guerra alla mercé del suo ego». Il Congresso ha inoltre nominato una «commissione esplorativa» di 10 membri, guidata dell’ ex segretario di Stato repubblicano James Baker e dal guru democratico Lee Hamilton, per accertare la vera situazione in Iraq.