Iraq e Libano come Spagna’36

Le guerre americana in Iraq e israeliana in Libano come la guerra civile spagnola. Ma a parti invertite. Questa è l’ultimo capitolo del delirio intellettuale dei neo-conservatori americani (e inglesi), che di fronte ai risultati disastrosi della loro strategia politica, fatta propria dal presidente Bush (e da Blair), non sanno più cosa inventare. Ha tutta l’aria di una campagna pensata a tavolino al chiuso dei think tank della destra Usa neo-con e filo-Israele.
Ha cominciato il noto senatore democratico Joseph Lieberman: «L’Iraq, se si guarda in retrospettiva, è diventata come la guerra civile spagnola, che fu l’annuncio di quello che sarebbe venuto poi». Con l’Islam al posto del nazismo hitleriano e del fascismo mussoliniano. E’ l’elaborazione della frase di Bush sull’«islamo-fascismo» o «islamo-nazismo». Dietro ci sono i cervelli neo-con. Ariel Cohen, dell’iper-conservatrice (e imperialista) Heritage Foundation, sul Washington Times, aveva appena prima scritto che i manifestanti che in America e nel mondo marciavano contro i bombardamenti indiscriminati di Israele sul Libano, erano come «le forze filo-fasciste nella Madrid repubblicana durante la guerra civile spagnola degli anni 30. Oggi la quinta colonna esalta la jihad contro l’occidente». Poi ecco Daniel Pipes, altro illustre neo-con: la guerra israeliana al Libano di luglio come «la guerra civile spagnola che fu precursora della seconda guerra mondiale». L’11 settembre, data emblematica, è stato Stephen Schwartz, un altro che viene come molti dei suoi amici dalle file trotzkiste, sulla rivista neo-con The Weekley Standard a sostenere che l’equiparazione fra l’Iraq-2006 e la Spagna-1936 «è potente e corretta», in quanto la guerra civile spagnola era «lo scontro fra le politiche del passato, rappresentate da Franco, e le politiche del futuro, incarnate da una confusa ma genuina repubblica». Per l’ex-trotzkista il ruolo dell’Urss di allora in Spagna è paragonabile a quello dell’Iran di oggi in Iraq e l’aiuto della Germania nazista e dell’Italia fascista ai franchisti simile a quello dell’Arabia saudita agli estremisti sunniti iracheni. Anche il carlismo di estrema destra e l’anarchismo di estrema sinistra hanno la loro brava casella e richiamano «il wahabbismo saudita che al-Qaeda cerca di importare in Iraq» o nel «radicalismo sciita di Moktada al-Sadr». Insomma non stare oggi dalla parte del governo fantoccio di al-Maliki e dei suoi alleati americani (e inglesi) in Iraq o dei crimini di guerra (lo dice Amnesty) commessi da Israele in Libano, è lo stesso di quando Inghilterra e Francia (e anche gli Usa) finsero di non vedere che tipo di partita si giocava in Spagna nel ’36, abbandonando la buona causa della repubblica nella mani del golpismo franchista e del nazi-fascismo. Chiaro, no?