Iran, la Russia non segue Bush “In caso di guerra restiamo neutrali”

L´unico risultato prodotto dal vertice dei Grandi del pianeta sulla crisi iraniana è il deterioramento delle relazioni tra Mosca e Washington. Riuniti nella capitale russa, i vice ministri degli Esteri dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell´Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) e della Germania non hanno infatti raggiunto nessun accordo sui passi da compiere. Peggio, ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, come se il ricatto petrolifero del regime degli ayatollah fosse già riuscito a spaccare la comunità internazionale.
Nel malaugurato caso di in un intervento militare americano contro Teheran, considerato da più parti sempre più scontato, il Cremlino ha fatto sapere che si manterrà neutrale. Ma Mosca ha anche dichiarato che non sospenderà la fornitura di armi alla Repubblica islamica. Immediata la risposta di Washington, che ha chiesto a ogni paese, e in particolare alla Russia, di interrompere la cooperazione con l´Iran.
«Così come avvenne in Afghanistan nel 2001, il nostro esercito non interverrà al fianco di nessuna delle parti nell´eventualità che la crisi internazionale del nucleare iraniano porti a un conflitto armato», ha spiegato ieri mattina il generale Iuri Baluievski, capo di Stato maggiore russo. «Ma nonostante l´aggravarsi della situazione, rispetteremo pienamente gli accordi sottoscritti con Teheran per la fornitura di complessi antimissilistici Tor-M1, che non sono di tipo strategico, ma puramente difensivo». Un contratto, quello firmato tra i due paesi, che prevede la fornitura di sette batterie di missili terra-aria per un valore di circa un miliardo di dollari.
Pochi giorni fa, lo stesso generale Baluievski si era detto certo che allo stato attuale «le ricerche nucleari iraniane non potranno portare, né in un prossimo futuro, né in una prospettiva più lunga, alla realizzazione dell´arma atomica».
Poco dopo, a queste dichiarazioni è giunta la replica del sottosegretario di Stato americano Nicholas Burns, presente al vertice di Mosca. «Tutti i paesi devono interrompere la cooperazione con l´Iran nel campo del nucleare: questo riguarda anche la centrale di Bushehr». Ossia, il primo impianto nucleare iraniano ad uso civile, di cui Mosca sta ultimando la costruzione grazie a un contratto da oltre un miliardo di dollari. Burns ha poi aggiunto che Washington «non rinuncia all´approccio diplomatico, e ritiene che una soluzione negoziale sia possibile». Ma il sottosegretario di Stato ha anche stigmatizzato la vendita dei missili russi a Teheran, sostenendo che «nessun paese dovrebbe vendere armi a un regime simile».
In questo confronto tra posizioni ossificate, ieri, a sorpresa, Teheran ha chiesto di poter partecipare alla riunione in corso per chiarire la proprie posizione e, come annunciato dal ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, «per trovare una soluzione alla crisi». La Repubblica islamica ha dunque inviato a Mosca una delegazione di alto livello con il compito di spiegare ai sei paesi il suo programma nucleare. Incontrando i membri del “terzetto”, la delegazione anglo-franco-tedesca incaricata di portare avanti il negoziato, l´Iran ha cercato di sparigliare le carte proponendo all´Unione europea di partecipare – cosa che potrebbe consentire di esercitare un qualche controllo – al processo di arricchimento dell´uranio necessario per produrre energia nucleare.
Il vertice russo avrebbe dovuto concludersi due giorni fa. Ma la sua durata è stata prorogata in attesa dei chiarimenti degli esponenti del Supremo consiglio per la sicurezza iraniano.