Intervista al presidente del Partito Popolare dell’Ossezia Meridionale

BUSH E LA GEORGIA
Nota informativa dell’agenzia “Regnum”
Il Partito Popolare dell’Ossezia Meridionale è stato creato nel 2003; presidente del partito è Roland Kelekhsayev. L’età media dei suoi militanti è di 30 anni. E’ uno dei tre gruppi parlamentari dell’Ossezia Meridionale. Durante la sua esistenza il partito ha lanciato alcuni appelli ai capi di stato e ai responsabili delle organizzazioni internazionali. Alla vigilia della visita del presidente USA in Georgia, il partito si è rivolto al leader americano con la richiesta di visitare Zkinvali, capitale dell’Ossezia Meridionale.

D. Signor Kelekhsayev, come commenta la dichiarazione del presidente della Georgia, Mikhail Saakashvili, rilasciata il giorno della commemorazione della Vittoria, secondo cui la bandiera georgiana verrà issata in Abkhazia allo stesso modo con cui la bandiera rossa venne issata sul Reichstag dall’abkhazo Meliton Kantarya?

R. La spiegazione è molto semplice. Saakashvili è il presidente di uno stato con ambizioni imperiali e con un’ideologia fascista. Tali esternazioni non rappresentano altro che l’aspirazione della Georgia a risolvere con la forza le questioni dell’Ossezia Meridionale e dell’Abkhazia. E’ un vero e proprio oltraggio, nel giorno della Vittoria sulla Germania fascista, infangare il nome dell’eroe dell’Unione Sovietica Meliton Kantarya, offendere la memoria di molte migliaia degli stessi georgiani caduti nei campi di battaglia della Grande Guerra Patriottica. Il Partito Popolare dell’Ossezia Meridionale, come del resto tutte le altre organizzazioni per la difesa dei diritti e i democratici dell’Ossezia Settentrionale e Meridionale, continueranno a mettere in guardia tutto il mondo civile rispetto al fatto che il neofascismo in Georgia intensificherà le sue minacce, fino a quando l’Occidente non si deciderà a favorire la defascistizzazione del paese.

D. Nel corso della sua visita George Bush ha dichiarato che i problemi dell’Ossezia Meridionale e dell’Abkhazia dovranno essere risolti in modo pacifico. Tenendo in considerazione il fatto che gli USA esercitano una certa influenza sulla Georgia, non ritiene che alla Georgia verrà impedito di utilizzare gli strumenti della forza nel suo tentativo di cancellare le autonomie?

R. Noi non crediamo affatto alle promesse della Tbilisi ufficiale. E’ l’amara esperienza dei passati 15 anni della nostra indipendenza. Ci piacerebbe veramente credere alle dichiarazioni del presidente USA e del segretario di Stato Condoleeza Rice circa il fatto che il conflitto dovrebbe essere regolato esclusivamente con mezzi pacifici. Ma questo non significa che le dichiarazioni dei “falchi di guerra” georgiani sono campate in aria. Non è proprio il caso di far finta di niente. Basterebbe solo considerare il fatto che Iraklij Okruashvili (ministro della difesa della Georgia) è un uomo che, pur dando segni di instabilità psichica, testimoniata anche da molti politici georgiani, continua a rimanere al proprio posto. E poi, voglio sottolineare che anche in passato ci era stato promesso da USA e Georgia che i “commandos” georgiani addestrati da istruttori americani non sarebbero stati utilizzati nelle zone del conflitto georgiano-ossetino. Ancora nell’estate dello scorso anno proprio questi “commandos” hanno preso parte molto attiva in azioni militari contro il nostro popolo. Non è quindi escluso, dal momento che Bush ha l’abitudine di promettere sempre tutto a tutti, che essi irrompano ancora in Ossezia Meridionale e Abkhazia.

D. Secondo quanto afferma lo stesso Bush, la Georgia sta conducendo la strategia più adatta a risolvere i problemi dell’Ossezia Meridionale e dell’Abkhazia…

R. Purtroppo, per quanto ne sappiamo, la Georgia non sta facendo nulla di tutto ciò. Anzi, a me risulta il contrario. Ma tutto si spiega con il fatto che, senza alcuna considerazione della situazione concreta, la Tbilisi ufficiale costruisce la sua strategia delle trattative – sempre che possiamo chiamarle trattative – sulla convinzione che l’Ossezia Meridionale e l’Abkhazia debbano essere reintegrate nel corpo della Georgia. Tutte le altre varianti vengono escluse dalla Georgia. Sorge la domanda: come è possibile un processo pacifico in presenza di un simile approccio della Georgia?

In un breve lasso di tempo l’Ossezia Meridionale ha sperimentato due genocidi. Per questo chiederci di rinunciare all’indipendenza, conquistata con il sangue, è semplicemente assurdo. L’Ossezia Meridionale non sarà mai incorporata dalla Georgia. E’ un dato irreversibile. E voglio sottolinearlo: l’unica forma di garanzia per la nostra sicurezza è proprio l’indipendenza. Lo testimonia solo questo fatto, che dimostra fino a che punto la Georgia non si renda conto di cosa sta facendo. Zviad Gamsakhurdia, ideologo riconosciuto del fascismo georgiano (fautore dell’annientamento delle minoranze nazionali), è stato elevato, senza alcun senso della misura, addirittura al rango di santo. E questo non è forse cinismo? Ma di quale spirito di riconciliazione dovrebbero dar prova gli ossetini? E’ solo ipocrisia (…)

Traduzione dal russo di Mauro Gemma