Intervista a Huang Hua Guang, Partito Comunista Cinese – SECONDA PARTE

L’intervista è stata concessa in esclusiva alla rivista de l’Ernesto – Settembre/Ottobre 2009

I: L’Occidente critica il sistema politico cinese accusandolo di essere autoritario anziché democratico.

D: Come funziona il sistema politico multipartitico cinese? Che funzioni hanno l’Assemblea Popolare Nazionale e la Conferenza Consultiva del Popolo cinese?

IL SISTEMA POLITICO CINESE

Huang: In questi sessant’anni in Cina si è andato formando un sistema democratico con caratteristiche cinesi.

Questo sistema cinese si poggia soprattutto su tre pilastri:
– L’assemblea popolare.
– La conferenza consultiva politica.
-Il sistema delle autonomie delle aree abitate da minoranze etniche.

Il primo pilastro, il sistema della rappresentanza popolare, consiste nello scegliere, attraverso le elezioni, i rappresentanti del popolo a tutti il livelli.

I vari livelli dell’assemblea popolare sono strutture decisionali con pieni poteri nel loro ambito di competenza. Quest’assemblea ha il compito di discutere e di fissare delle linee guida dello sviluppo economico e sociale, e i governi di ogni livello sono responsabili di fronte all’assemblea popolare del corrispondente livello, cui debbono anche presentare relazioni periodiche e rapporti sul lavoro svolto.

I membri dell’Assemblea Popolare hanno il diritto dovere di controllo e di supervisione dell’attività di governo.

Invece il potere legislativo nazionale appartiene solo all’Assemblea Popolare Nazionale. L’Apn ha il potere di redigere, approvare e modificare leggi, e apportare modifiche alla Costituzione. La funzione dell’Assemblea Popolare con la politica di Apertura si è rafforzata, sia a livello dibattimentale sia a livello decisionale. E’ più evidente rispetto a prima. Ogni volta che c’è la sessione plenaria ci sono discussioni tra i delegati, la presentazione di mozioni, proposte, ma spesso anche le bozze delle leggi vengono sottoposte all’attenzione dei comuni cittadini, e anche loro possono avanzare le proprie proposte e partecipare alla discussione.

Per introdurre una nuova legge o una qualche decisione importante, già durante la scrittura della bozza si deve sentire il parere del settore competente o degli esperti. Poi va già presentata al pubblico e vanno ascoltate le valutazioni delle persone comuni.

Per esempio la legge sul contratto di lavoro ha seguito un iter in cui prima sono state sentite le proposte degli esperti, il parere dei sindacati e degli imprenditori cinesi e stranieri. E dopo è stata pubblicata la bozza di legge per vedere come sarebbe stata accolta dai cittadini e dalle persone comuni.

Infatti c’è voluto molto tempo per l’approvazione di questa legge, perché si è dovuto sentire il parere di tutte le parti e della gente comune.

L’Apn ha svolto un ruolo essenziale nell’edificazione del sistema legislativo cinese.

Il secondo pilastro è la Conferenza Consultiva Politica. Essa ha un ruolo importante nello sviluppo economico e sociale in Cina.

La CCPC è composta da membri che rappresentano i vari settori o organizzazioni della società, i quali inviano i loro rappresentanti ufficiali o quelli più noti, ecc…

Non ha una funzione legislativa ma ha il diritto di partecipare alla discussione e ha un ruolo di revisione consultiva di legge.

Questi membri provengono dai vari settori, dalle varie fasce e settori della società, ecc…e quindi possono riportare i punti di vista delle loro organizzazioni, settori e fasce di competenza.

Presentano anche mozioni, proposte, consigli, ai governi a tutti i livelli.

Possono controllare le attività del governo, avanzare le loro proposte e critiche.

Nel quadro della CCPC si applica il cosiddetto “sistema di cooperazione multipartitica sotto la guida del partito comunista cinese”.

Infatti questa è una forma della tradizione politica cinese tipica degli ultimi sessant’anni.

Durante gli anni 40 del secolo scorso, quando la rivoluzione era ancora in corso, anche gli altri partiti democratici hanno partecipato alla lotta contro i Giapponesi e contro il Guomindang (Partito Nazionalista guidato da Jiang Kai Shek) e alla costruzione della Repubblica. E dunque questo rapporto di cooperazione multipartitica è durato fino ad oggi.

Quindi non è corretto dire che la Cina è un sistema a partito unico. Ci sono in tutto 9 partiti.

Questi partiti o forze democratiche si sono formate negli anni 30 e 40, e anche dopo la fondazione della Repubblica hanno avuto un ruolo di partecipazione alle attività di governo. In questo senso sono partiti che partecipano al governo, non sono all’opposizione.

Il partito e il governo prima di prendere delle decisioni importanti devono consultarsi con questi partiti democratici e sentire le loro proposte, valutazioni e consigli. La loro consultazione all’interno della Conferenza Consultiva Politica è un elemento fondamentale dell’equilibrio di tutto il sistema .

In questo modo la politica del Partito Comunista e il governo centrale possono avere una base di appoggio popolare più ampia e in caso di difetti ed errori possono sentire le loro valutazioni.

In questi anni si è avuta una partecipazione sempre più attiva alla vita economico sociale di questi partiti e dei membri della conferenza consultiva politica.

Noi consideriamo questo sistema di consultazione politica come un canale importante della decisione democratica e della partecipazione popolare.

Con lo sviluppo economico e sociale e lo sviluppo dell’istruzione la gente ha una volontà di partecipazione sempre più forte e quindi noi abbiamo la necessità di migliorare questo sistema di partecipazione alle decisioni.

Con il cambiamento della composizione economico sociale della Cina ci sono sempre più diversità, gruppi di interesse, ecc…quindi dobbiamo migliorare questo sistema della partecipazione popolare e democratica. Infatti già durante il diciassettesimo congresso del Pcc si è deciso il consolidamento dell’edificazione della democrazia politica come uno dei compiti più importanti del Partito, da attuare attraverso un’esplorazione dei modi della partecipazione e della decisione democratica e la costituzione di un sistema che possa rappresentare in modo migliore la volontà e i desideri delle persone.

Il terzo pilastro del sistema politico cinese è costituito dall’autonomia delle minoranze etniche costituito dopo la fondazione della Repubblica.

Le ragioni di questa politica sono che nelle zone di concentrazione delle minoranze etniche le condizioni economiche, politiche e sociali e i livelli di sviluppo sono molto diversi dalle zone di concentrazione Han.

Questo sistema è stato introdotto per consentire a queste zone di avere uno sviluppo più stabile ma anche con delle caratteristiche proprie particolari legate all’etnia.

Le regioni autonome hanno il potere di creare leggi o regolamenti con potestà legislativa sulla base dei bisogni che queste regioni hanno, in modo da adattarsi alla realtà specifica locale. Ovviamente queste leggi non possono essere in contrasto con i principi costituzionali. Un esempio evidente è che nelle zone abitate dalle minoranze etniche non si applica la politica di pianificazione familiare, per cui nello Xinjiang e in Tibet, per esempio, le coppie possono avere più figli.

Questo per preservare le minoranze etniche e consentire una maggiore integrazione.