Intervista a Ahmed Saadat del FPLP

Introduzione: Il 14 marzo, le truppe israeliane hanno attaccato la prigione palestinese di Jericho, dove il segretario generale del PFLP, Ahmed Saadat, ed altri quattro membri dello stesso partito erano detenuti per il loro presunto coinvolgimento nell’omicidio dell’Ministro del Turismo Israeliano Zeevi nel 2001. L’illegale e arrogante aggressione israeliana a Jericho è stata ampiamente condannata. Saadat ed i suoi compagni sono prigionieri politici nelle mani di Israele. Il settimanale belga Solidarie è stato l’ultimo media ad aver intervistato Saadat prima della sua cattura.
Incontro con Ahmed Saadat, Rappresentante del PFLP, nella sua cella del carcere di Jericho
Julien Versteegh, Solidaire (settimanale del Workers’ Party del Belgio), 15-03-2006
Incontriamo Ahmed Saadat nella sua cella. È il segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP) ed uno dei suoi neoeletti deputati. È detenuto già da quattro anni nel carcere di Jericho, sorvegliato da 18 soldati, in parte statunitensi ed in parte britannici. Un’intervista eccezionale con un uomo eccezionale.
Nome: Ahmed Saadat
Nato: nel 1953 in una famiglia di rifugiati sfollati dal loro villaggio Deir Tarif, vicino alla città di Al-Ramleh, città che l’intera popolazione palestinese ha dovuto abbandonare.
Famiglia: Coniugato, quattro figli
Luogo: Detenuto dall’Autorità Palestinese a Jericho
Funzione: Segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP)
Sabato 11 febbraio, ore 7 del mattino. Parte il mio viaggio verso il carcere di Jericho, città situata nella parte orientale della Cisgiordania. Questa è la sfida più grande. Dopo Bethlehem, bisogna passare almeno due checkpoints dell’esercito israeliano. (Al mio ritorno ne ho dovuti passare quattro).
Tutti gli ospiti devono subire una perquisizione corporale da parte della sicurezza palestinese sotto la supervisione di un soldato statunitense in abiti civili. Le macchine fotografiche ed i telefoni cellulari sono proibiti. Devo passare attraverso due porte e un metal detector prima di entrare nel cortile che è circondato dalle celle. Mi conducono in una di queste celle. È abbastanza confortevole, mi vengono offerti il te, il caffé ed i biscotti. È Ahmed Saadat ad accogliermi. Sembra stanco e parla dei suoi quattro bambini che vengono a fargli visita di rado. Sua moglie, dal canto suo, è stata recentemente sottoposta agli arresti domiciliari per sei mesi dagli israeliani. Parliamo per quattro ore, interrotti frequentemente dalle visite degli amici.
Per noi europei, è difficile comprendere come un detenuto possa essere eletto in parlamento. Come può accadere?
Ahmed Saadat. La mia storia non è differente da quelle di molti altri che combattono per la liberazione nazionale. Sono stato arrestato anche perché sono il segretario generale del PFLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina). L’Autorità Palestinese mi ha arrestato a causa delle pressioni di Israele sul governo americano e sui governi europei. Hanno spiccato un mandato di cattura internazionale ed hanno fatto pressioni sull’Autorità Palestinese affinché arrestasse me ed altri compagni.
Non sorprende che gli Stati Uniti e l’Unione Europea abbiano inserito il PFLP nelle loro liste delle organizzazioni terroristiche: serve a classificare l’intera resistenza palestinese come terrorismo. Fa parte della strategia americana volta ad imporre la sua egemonia sul resto del mondo.
Il PFLP è riuscito ad eleggere tre dei suoi candidati nel Consiglio Legislativo palestinese. Qual è stata la vostra reazione a questo risultato?
Ahmed Saadat. Naturalmente non siamo soddisfatti di questo risultato e stiamo facendo del nostro meglio per far crescere la resistenza. Il risultato non riflette la reale influenza del PFLP sul territorio. Le elezioni sono state oscurate dalla competizione tra Fatah e Hamas e dal desiderio della gente di far fuori Fatah, che ha monopolizzato l’Autorità Palestinese. La gente ha pensato che Hamas potesse essere in grado di modificare la situazione attuale.
Su cosa si basa il PFLP?
Ahmed Saadat. Il PFLP è un partito palestinese legale che mira a liberare il popolo palestinese dall’occupazione. Come Hamas desideriamo proseguire con l’Intifada. Rifiutiamo l’accordo de Oslo (il cosiddetto accordo di pace firmato nel 1993 da Israele e dall’OLP) e la Road Map (il cosiddetto accordo di pace imposto dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea, dalla Russia e dalle Nazioni Unite nel 2003). Come Hamas ci rifiutiamo di riconoscere Israele fino a quando i nostri diritti nazionali non saranno riconosciuti.
Non c’è nessuna speranza nelle trattative con gli israeliani perché si rifiutano di negoziare con i Palestinesi. Il nuovo partito israeliano Quadima (fondato da Sharon) ha costruito il proprio programma attorno all’obiettivo di imporre il loro piano territoriale sionista: il 60% della Cisgiordania deve essere confiscato ai palestinesi, e deve essere costituito un puro stato ebraico. La Road Map ci sta portando alla situazione precedente all’Intifada e vuole imporre una negoziazione delle risoluzioni dell’ONU che riconoscono i nostri legittimi diritti. Non abbiamo bisogno di alcuna trattativa rispetto a queste risoluzioni. Vogliamo vederle attuate.
Ma il conflitto tra Israeliani e Palestinesi dovrà finire un giorno…
Ahmed Saadat. L’unica soluzione possibile per lo storico conflitto tra Israele e il popolo palestinese è la costruzione di uno stato democratico nella storica Palestina che esiste da prima del 1948. Questa soluzione attualmente non è realistica e quindi dobbiamo pensare ad una fase di transizione con uno stato palestinese indipendente nei confini del 1967: l’intera Cisgiordania e la striscia di Gaza con Gerusalemme capitale. In questa fase di transizione il diritto dei rifugiati di rientrare deve essere garantito.
Il PFLP usa diversi metodi di lotta di liberazione. È un partito del popolo con parecchie organizzazioni di popolo per i lavoratori, gli studenti, le donne, gli intellettuali. Inoltre, organizziamo servizi sociali per aiutare la gente nel settore sanitario, nell’agricoltura, l’istruzione, le arti e i diritti umani.
Qual è il vostro programma sociale ed economico?
Ahmed Saadat. Il nostro programma si basa sul rafforzamento della democrazia in tutti i suoi aspetti: la creazione di un’economia indipendente, secondo il nostro legittimo diritto a resistere, il nostro diritto di creare le oggettive condizioni affinché il nostro popolo possa conseguire la liberazione e l’indipendenza nazionale.
Il nostro programma prova a tutelare gli interessi dell’intero popolo e mira a migliorare le condizioni di vita dei contadini e dei poveri. Desidera risolvere il problema dell’alta disoccupazione e assicurare uguali opportunità a tutti affinché sviluppino le loro capacità professionali. Inoltre le istituzioni dell’Autorità Palestinese dovranno essere ristrutturate.
In campo economico, il nostro programma evidenzia nella fase attuale l’unificazione dei settori pubblici e privati allo scopo di gettare le basi per un economia nazionale palestinese autosufficiente.
Qual è stata la vostra reazione alla recente vittoria di Hamas?
Ahmed Saadat. È il risultato logico della lotta che ha, negli ultimi quattro anni, contrapposto Hamas all’Autorità Palestinese. Hamas è molto più forte sul territorio rispetto alle altre organizzazioni. La gente ha quindi riposto le proprie speranze in Hamas per modificare il sistema politico che, oggi, regola l’Autorità Palestinese.
È possibile un alleanza con Hamas?
Ahmed Saadat. Non ci preoccupa un’alleanza con Hamas ma siamo anche aperti ad alleanze con altre organizzazioni palestinesi per creare un fronte nazionale contro l’occupazione. Abbiamo bisogno di un governo nazionale genuino. Siamo di fronte ad una straordinaria opportunità d’alleanza con Hamas se loro continueranno a rifiutare gli Accordi di Oslo e la Road Map.
Nel frattempo, il PFLP cerca di costruire un progetto palestinese di sinistra con tutte le organizzazioni palestinesi di sinistra, in particolare con il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (DFLP). Questo progetto si basa su una chiara visione della nostra identità marxista, sulla nostra lotta nazionale e sulla lotta di classe, legata alla lotta nazionale nel mondo arabo e alla lotta internazionale dei popoli in connessione con i movimenti rivoluzionari internazionali.
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Quali sono i punti di divergenza con Hamas?
Ahmed Saadat. Ci sono differenze fra i nostri programmi politici e sociali. Hamas vuole costituire uno stato islamico in Palestina, applicando le leggi islamiche. D’altra parte, il PFLP cerca di costituire uno stato democratico che rispetti la libertà d’opinione e religiosa, che garantisca il rispetto dei diritti umani e che rispetti la separazione fra lo stato e confessioni religiose.
Hamas sa che non può implementare oggi il suo programma. Abbiamo chiesto loro delucidazioni circa il programma e ci hanno risposto che la sua implementazione è impossibile finché dura l’occupazione.
Anche nel settore economico abbiamo delle differenze con Hamas. Loro stanno cercando di sviluppare un economia liberale, capitalista, mentre noi sosteniamo un’economia integrata tra i settori pubblici e privati, come transizione verso un’economia socialista, base per un’economia nazionale indipendente e forte.
Tu hai detto che è importante lanciare una lotta nazionale sulle basi della lotta di classe. Cosa vuoi dire?
Ahmed Saadat. Dalla sua fondazione, l’Autorità Palestinese ha aperto la strada alle nuove divergenze sociali tra il popolo palestinese. In questo nuovo contesto, combattiamo per le riforme sociali all’interno dell’Autorità Palestinese e allo stesso tempo proseguiamo la nostra lotta per la liberazione nazionale. Dobbiamo costruire già una nuova società mentre proseguiamo la lotta contro l’occupazione.
Attualmente, ci sono due contraddizioni grandi. La contraddizione più importante è l’occupazione, tra il nostro popolo e lo stato dell’Israele. La seconda contraddizione è interna al popolo palestinese, tra il popolo e la borghesia dell’Autorità Palestinese e l’OLP.
La borghesia palestinese vuole terminare la lotta contro l’occupazione ed è disposta ad accettare qualsiasi compromesso con l’Israele pur di difendere i propri interessi economici. Qui a Jericho, per esempio, l’Autorità Palestinese ha costruito un casinò con il supporto economico del figlio di Ariel Sharon, Omri!