Intervento Nadia Schavecher

Quanto è mancato alla soglia del 4%? E’ mancato poco. Era importante superarla anche per dare un segnale forte, un “ci siamo e ci saremo”, infondere fiducia. Ora è importante chiederci cosa è mancato: provenendo noi da un crollo elettorale dovuto a una scelta sbagliata (arcobaleno), e ad una partecipazione ininfluente in un cattivo governo la cui memoria è ancora presente nel nostro elettorato, dovevamo fare a tempo debito una scelta che desse il segno di un progetto, verso la riaggregazione del popolo comunista, per la ripresa delle lotte di classe, nei luoghi di lavoro e nella società. A un solo mese dal voto abbiamo dato la sensazione di aver fatto una scelta opportunistica, non politica; in molti luoghi abbiamo rinforzato questo segnale con liste separate alle amministrative. Il messaggio di unità è stato surclassato da quello della divisione (PRC spaccato in 2) e non abbiamo voluto comunicare il valore aggiunto di questa lista, quello che sarebbe stato apprezzato dal nostro popolo, un passaggio verso il progetto di riunificazione dei comunisti. Questa specie di “vorrei ma non posso” è quello con cui oggi dobbiamo fare i conti. Ma all’orizzonte non ci sono “soglie” più o meno elevate da raggiungere, c’è la stessa esistenza di un partito comunista, un partito di classe nel nostro Paese, che viene messa in discussione dalla nostra indeterminatezza ed a causa della siderale distanza del Partito dai nostri referenti sociali, da ormai troppo tempo. Non c’è tempo da perdere, non esisterà sinistra adeguata senza un partito comunista che sappia parlare ai lavoratori, dichiarando cause e colpevoli della loro condizione, un programma alternativo per uscire dalla crisi e cambiare la società, coniugando la teoria scientifica alla pratica quotidiana della lotta.