Intervento Francesco Maringiò

Ricordo ancora la discussione paradossale del Cpn pre elezioni, con pezzi della segretaria che firmavano Odg per chiedere che il segretario non fosse candidato. Eravamo così impegnati in una discussione interna che abbiamo dato vita a liste debolissime, presentate con un ritardo imperdonabile e senza capacità di coinvolgimento dei movimenti. Il risultato lo paghiamo a caro prezzo, anche perché analizzando il voto si vede come lo smottamento maggiore di voti lo ha avuto proprio il Prc. Per fortuna c’era la lista, che cosa sarebbe stato se non avessimo dato vita a questo progetto? Il disastro, come si vede da alcune esperienze locali dove siamo andati da soli. Cerchiamo pertanto di essere rigorosi e di guardare i fatti: oggi siamo fuori dall’80% degli enti locali nei quali eravamo presenti e, se non scegliamo una linea politica chiara che mobiliti il partito, prevarrà la spinta all’abbandono. Anche perché da domani, senza eletti e senza soldi la nostra solita attività sarà molto più difficile. Ci vorrebbe meno spocchia di fronte alla proposta di riaggregazione dei comunisti e più idee affinché questo percorso sia segnato da una discussione sui contenuti e non solo sui contenitori. Va fatta subito una grande assemblea della lista e va data operatività al programma, dando vita ad un coordinamento permanente tra le forze della lista. E perché non appaia un’operazione di vertice, lavoriamo in ogni territorio per dare vita a feste, attività e coordinamenti locali. Pena l’isolamento e l’abbandono non solo della nostra gente, ma addirittura degli stessi militanti. Questo ci darà più forza anche nell’obiettivo di mettere in rete tutte le forze della sinistra anticapitalista con la costruzione di un polo che sappia organizzare il conflitto. I due piani, fatta salva la nostra autonomia, non sono in contrapposizione.