Intervento di Urbano Boscoscuro

Il disorientamento a sinistra ha una base: siamo su di un’onda storica e non sappiamo dove naufragheremo. Questo tempo somiglia a quello compreso tra il Congresso di Parigi ( 1856) e quello di Berlino (1878); è la seconda rivoluzione industriale, che inaugura un mondo nuovo: quello,ad esempio,del processo Thomas, che consentì alla Germania di superare la produzione delle acciaierie inglesi ed avviarsi a divenire forza imperialista.

Le nostre analisi sulla fase non sono sufficienti e non colgono l’elemento di fondo: di nuovo, al grado di sviluppo delle forze produttive non corrispondono più i rapporti vigenti di produzione. E’ la crisi, che può sfociare – per essere governata dal capitale – in regimi reazioni e guerrafondai o, se presa in mano dal proletariato, in processi di trasformazione sociale. Quello dell’Ottobre fu lo sbocco rivoluzionario dei processi avviati dalla seconda rivoluzione industriale, a partire dalla scarnificazione della realtà operata da Lenin: “l’imperialismo è lo stadio monopolistico del capitalismo”.

Di fronte ai titanici cambiamenti di fase e le risposte alte che richiederebbero, alcune proposte

( Vendola caudillo borghese per l’intera sinistra) rischiano il ridicolo. Oggi ci manca come il pane un partito comunista di quadri e di massa, un intellettuale collettivo dotato di cultura scientifica che sappia leggere la realtà e proporre il cambiamento.