Intervento di Letizia Lindi al CPN del 9-10 aprile 2005

Intervento al CPN Letizia Lindi – Massa Carrara – Coordinamento nazionale Giovani Comunisti

La domanda centrale di questo nostro primo Cpn è: “cosa ci consegna questo voto elettorale?”. Partendo dalla situazione della mia regione, la Toscana, cercherò di porre alcuni problemi, la cui soluzione credo sia essenziale per la vita del nostro partito. Per quanto riguarda la Toscana, penso che si possa parlare di una vera e propria “anomalia” per più motivi; innanzitutto è l’unica regione in cui non si è arrivati ad un accordo con il centrosinistra. La seconda anomalia consiste nel fatto che il nostro candidato alla presidenza, sindacalista iscritto al partito dei D.S., prende meno voti di quelli di Rifondazione, la terza è che il partito in alcune zone, ad esempio la mia provincia, Massa-Carrara, cresce. Al contrario il dato regionale, che rientra nella media nazionale, è la vittoria del centro sinistra che dal 41,7% passa al 48,8%. La domanda allora è: “come mai non è stato raggiunto quello sfondamento che noi tutti ci aspettavamo?”. Sicuramente anche in queste elezioni ha giocato molto il bisogno di unità, e la conseguente logica del voto utile. Ma io mi chiedo: perché noi che ci siamo fatti portavoce di una politica unitaria, non siamo stati premiati dal voto, al contrario di un avanzamento, seppur minimo, di un partito come il P.D.C.I e dei Verdi? Non possiamo certo credere, come hanno fatto alcuni, che questo voto sia il prodotto di un’innovazione, fuori dalle cordate di partiti; in caso contrario come leggere la vittoria di Vendola e di D.S. e S.D.I., questi ultimi non sono più partiti? Alcuni compagni hanno parlato della necessità di innovare la nostra identità attraverso inedite forme organizzative. Bene io mi chiedo cosa ci sia di nuovo nella proposta di un accordo di governo con il centrosinistra, che per ora vede la vittoria delle forze moderate? Che senso hanno queste nuove forme organizzative se non vanno al di là dell’antiberlusconismo e riscontrano una minor capacità condizionante di Rifondazione dopo questo risultato elettorale? Forse la risposta sta nel ripensare quel radicamento sociale che troppo spesso è stato assente nell’ultimo periodo.