Intervento di Bruno Steri

L’esito di queste elezioni non è soddisfacente, per l’ovvia constatazione che esso non corrisponde all’obiettivo che ci eravamo posti. Ma è bene fare una precisazione: sarebbe ingeneroso nonché del tutto infondato accostare questo risultato alla storica sconfitta rimediata dalla Sinistra Arcobaleno.
Tutto il nostro partito si è dannato l’anima in questi pochi mesi per rivitalizzare un organismo tramortito da anni di sistematico smantellamento. Il voto dell’Arcobaleno ha coronato un processo involutivo in cui è stato sciaguratamente messo in liquidazione il patrimonio politico e ideale di Rifondazione Comunista. Siamo tornati per le strade a fare politica, nonostante una vergognosa censura che ha mirato ad oscurare in particolare la nostra presenza e nonostante gli attentati istituzionali appositamente organizzati per farci fuori. Stante una tale base di partenza, possiamo dire che il nostro risultato elettorale senz’altro non è positivo, ma neanche così drammatico. Queste elezioni confermano purtroppo che la tendenza generale, in Europa, è di segno regressivo. Il dato elettorale premia uniformemente le formazioni di centro-destra, che siano o no al governo, configurando un’adesione a valori e proposte che sostengono un’uscita a destra dalla crisi. Il tracollo altrettanto omogeneo dei partiti socialisti non è altro che il rovescio di questa stessa medaglia. Non è così per le liste presentatesi alla loro sinistra, che in più di un Paese fanno registrare dei buoni risultati. Quanto a noi, ritengo che – nella percezione diffusa di larga parte del nostro potenziale elettorato – siamo ancora figli di una parabola discendente, con il corredo di colpi e contraccolpi che ha caratterizzato gli ultimi mesi della nostra tormentata esistenza politica. Siamo ancora l’effetto disastrato del recente passato e non ancora una presenza salda e rinnovata per il futuro. Dobbiamo ora rilanciare l’iniziativa politica del partito e rinvigorire il processo di costruzione dell’unità delle forze comuniste e anticapitaliste e, più in generale, della sinistra di alternativa: un processo che, oggi come ieri, assumiamo come compito prioritario, per contrastare la deriva di destra del nostro Paese.