Intervento di Alessandro Giardiello

Il risultato europeo registra il tracollo delle socialdemocrazie, l’avanzata delle destre, ma anche un risultato non disprezzabile per le forze della sinistra alternativa (con l’eccezione di Italia e Spagna). Il nostro risultato è negativo, anche se c’è una ripresa rispetto alle politiche. Ma il ricordo del governo Prodi è ancora vicino.
Nella crisi non siamo stati in grado di offrire risposte adeguate. Ferrero lamenta la scarsa capacità del partito di intervenire nei luoghi di lavoro, un problema reale ma la cui responsabilità ricade in primo luogo sul gruppo dirigente nazionale. In una precedente direzione registrando i limiti del nostro apparato il segretario aveva accolto la proposta di dare vita ad un gruppo di intervento operaio. Questa proposta è poi sparita dal dispositivo finale ed è stata insabbiata e non certo dallo spirito santo. La Conferenza dei lavoratori comunisti, decisa a Chianciano è andata di rinvio in rinvio. C’è una distanza abissale tra ciò che si dice e ciò che si fa. Prevale la propaganda sterile, la trovata dell’ultimo minuto, lo slogan ad effetto piuttosto che l’analisi, lo studio approfondito dei problemi e l’intervento sistematico nel conflitto e nella crisi. La vicenda delle candidature operaie è emblematica. In questa riunione ci viene fatto un volgare attacco da parte dei compagni della seconda mozione, la nostra colpa è aver organizzato seriamente la campagna elettorale di Mimmo Loffredo, operaio della Fiat di Pomigliano come strumento per rilanciare il nostro radicamento sociale! Il segretario è sempre più connivente con questo settore istituzionale e fa una proposta sull’unità a sinistra che ricorda molto le discussioni che ci hanno portato al disastro del 14 aprile. Chianciano è un ricordo sbiadito. Sta ai militanti che più hanno creduto in quella svolta battersi per evitare che la sconfitta elettorale si trasformi in un ritorno al passato.