Intervento del Partito Comunista del Brasile (PcdoB) al 12° Incontro Internazionale dei PC

Traduzione di l’Ernesto online

Per iniziare, intendiamo felicitarci e salutare calorosamente il Partito Comunista Sudafricano (SACP) per l’organizzazione di questo 12° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai già destinato al successo. Conosciamo gli enormi problemi politici e logistici che comporta l’organizzazione della nostra riunione annuale, avendo avuto l’onore di organizzare, nel 2008, il 10° Incontro di San Paolo.

Per i brasiliani, essere in Africa è ritrovarsi tra fratelli. Il Brasile e l’Africa hanno forti legami storici e culturali e il popolo africano è uno di quelli che maggiormente ha contribuito alla formazione della nostra nazione. Dal continente africano, che sta di fronte alla nostra costa, ci separa un grande fiume, chiamato Oceano Atlantico. Oggi stiamo vivendo un momento di ripresa delle relazioni del Brasile e dell’America Latina con l’Africa, il cui risultato potrebbe essere un ruolo più attivo dei nostri due continenti in difesa della pace e contro le guerre imperialiste, in difesa del diritto allo sviluppo economico e sociale e della lotta all’attuale ordine internazionale asimmetrico e ingiusto.

In questo momento, ci preme rendere omaggio al ruolo conseguente e centrale del Partito Comunista Sudafricano nella liberazione nazionale dei sudafricani e, a partire dal 1994, nello sviluppo della Rivoluzione Nazionale Democratica, a cominciare dall’alleanza tripartita tra il Partito Comunista, l’African National Congress e la COSATU – Congress of South African Trade Unions.
Il Partito Comunista Sudafricano è stato una voce conseguente nella difesa delle più importanti conquiste della Rivoluzione Democratica Nazionale. Va valorizzato in particolare il vostro ruolo nella difesa degli interessi dei lavoratori e dei settori più poveri della popolazione sudafricana.

Per il Partito Comunista del Brasile (PcdoB) l’esperienza del Partito Comunista Sudafricano nelle attuali condizioni del Sudafrica, ha rappresentato un riferimento importante nella lotta per il socialismo. Dopotutto, le condizioni in cui operano il SACP e il PCdoB sono più simili che discrepanti: il Sudafrica e il Brasile sono due grandi paesi, di economia capitalista, e con governi progressisti diretti da un ampio fronte politico e sociale. Ciò fa si che il nostro Partito presti una particolare attenzione all’esperienza dei compagni sudafricani.

L’approfondimento della crisi strutturale del capitalismo

Negli ultimi mesi abbiamo vissuto un inasprimento della crisi internazionale del capitalismo, che genera un forte impatto sulla situazione internazionale. Apparsa a metà del 2007, nei paesi centrali, con il suo asse negli Stati Uniti, la crisi ha un carattere strutturale e sistemico, ed esprime con chiarezza le tendenze regressive del capitalismo.

La crisi riafferma con chiarezza la precisione della visione marxista della natura e della struttura del capitalismo. L’attuale inasprimento della crisi aiuta a distruggere i miti che stanno alla base del suo presunto carattere quasi esclusivamente finanziario – sebbene la grande crescita del capitale fittizio sia tra le radici della sua manifestazione. Piuttosto, si tratta di una crisi che ha molte dimensioni e le cui conseguenze, in misura sufficiente, trascendono l’aspetto puramente economico.

La crisi capitalista si manifesta in modo diverso negli USA. L’Europa da un lato, e dall’altro la Cina socialista e vari paesi in via di sviluppo mostrano segni di dinamismo e di miglioramento rispetto alla loro posizione nell’economia internazionale.

Si accelera la tendenza al declino dell’imperialismo statunitense. Tra gli altri fattori, diminuisce la partecipazione relativa degli USA al PIL mondiale. La “guerra delle divise” e commerciale, provocata dagli USA, è un riflesso del declino economico nordamericano. Sul piano politico la persistenza della crisi negli Stati Uniti provoca un aumento delle tendenze conservatrici e reazionarie, come dimostra l’apparizione di un movimento di estrema destra in questo paese.

Anche in Europa la crisi si manifesta con forza, mentre molti paesi adottano un rimedio che peggiora la condizione del paziente, con più neoliberalismo e attacchi ai diritti dei lavoratori. Un fattore positivo è invece la ripresa della lotta dei lavoratori e degli studenti in Europa.

Un fatto che emerge nello scenario internazionale è l’apparire della Cina che, a partire dallo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi, costruisce un paese sempre più prospero.

La crisi strutturale non avrà un’uscita in senso progressista nell’ambito del capitalismo, e solo il socialismo creerà le condizioni per il superamento di questa crisi di civiltà. Oltre alla Cina, il Vietnam sviluppa un’economia e una società socialista, e Cuba resiste vittoriosamente al blocco imperialista e annuncia l’attualizzazione del modello economico socialista.

Anche la posizione sempre più rilevante di altri grandi paesi in via di sviluppo, come Brasile, India e Sudafrica rappresenta un fattore di accelerazione della transizione in corso nella situazione internazionale.

Certamente, la situazione internazionale tende sempre più all’instabilità. Cercando disperatamente di invertire il loro declino di riaffermare la loro egemonia, gli Stati Uniti tendono a essere sempre più aggressivi. La recente riformulazione della cosiddetta “concezione strategica” della NATO, nella riunione di Lisbona di poche settimane fa, porterà a considerare “ufficialmente” il mondo intero come banco potenziale dell’aggressione militare imperialista. Ciò sta causando grande preoccupazione ai popoli del mondo. Tocca allora ai popoli e alle nazioni sovrane di tutti i continenti prepararsi a questo scenario in cui le minacce alla pace saranno sempre più insistenti, come ad esempio le pressioni contro la Corea popolare.

Si rinnovano le preoccupazioni per noi brasiliani, e per i popoli dell’Africa occidentale per i tentativi della NATO di trasformare l’Atlantico del Sud, una zona di pace, in un “teatro delle operazioni”. Ciò rinnova le minacce alla sovranità e all’indipendenza nazionale dei paesi africani e sudafricani.

Avanza la tendenza progressista in America Latina e deve affrontare la controffensiva della destra e dell’imperialismo.
L’America Latina e i Caraibi, e specialmente l’America del Sud, confermano la tendenza democratica, progressista e antimperialista manifestatasi negli ultimi anni, collocandosi come uno spazio di resistenza e di alternative, di cui le più avanzate proclamano l’obiettivo socialista. La Rivoluzione Cubana continua a migliorare il socialismo.

Ma il consolidamento della tendenza progressista in America Latina deve confrontarsi sempre di più con la tendenza contraria, l’offensiva dell’imperialismo e delle forze di destra in seno ad ogni paese.

Ricordiamo la reazione furiosa dei paesi imperialisti, e in particolare degli USA, contro il Brasile, quando ha firmato l’accordo di Teheran, tra i governi di Brasile, Turchia e Iran, che metteva in discussione un momento essenziale della politica imperialista: il tentativo di instaurare il controllo assoluto sul Grande Medio Oriente e sull’Asia Centrale e, più in particolare, di impedire ai paesi in via di sviluppo di esercitare il loro diritto a utilizzare l’energia nucleare a fini pacifici.

Il golpismo aperto, come si è verificato nel caso dell’Honduras, o i tentativi di destabilizzazione, come è accaduto recentemente in paesi come Ecuador, Paraguay e Bolivia, continuano a rappresentare risorse nelle mani delle forze reazionarie, nonostante i loro proclami “democratici”.

Nei prossimi mesi, le forze di destra in coordinamento con l’imperialismo cercheranno di creare candidature di destra per evitare la vittoria delle forze progressiste nelle elezioni in Perù e Argentina del 2011 e in Messico e Venezuela nel 2012.

La lotta aperta tra due tendenze, una di natura democratica, progressista e antimperialista e l’altra reazionaria, antidemocratica, revanscista e autoritaria, segna il quadro attuale in America Latina. In tal senso il nostro partito ritiene che la terza vittoria delle forze politiche e sociali alla guida del governo brasiliano dal 2002, con l’elezione della presidente Dilma Rousseff, rivesta un’importanza che va ben al di là della nostra realtà nazionale, e che ha un forte impatto sul quadro latinoamericano e a livello mondiale.

Sul piano latinoamericano, un terzo governo progressista in Brasile aprirà la strada all’accelerazione dell’integrazione solidale dell’America Latina, un movimento che cerca di creare l’unione continentale delle nazioni che stanno operando per favorire le cause più avanzate nel contesto internazionale. A livello regionale, il Brasile continuerà a rappresentare un fattore di contenimento delle minacce di destabilizzazione della destra e dell’imperialismo contro le esperienze più avanzate, in particolare contro il Venezuela e i paesi dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), e un importante fattore di sostegno per Cuba socialista.

Il fronte patriottico, democratico e progressista vince le elezioni in Brasile

A livello, nazionale il Partito Comunista del Brasile ritiene che questa terza grande vittoria del popolo brasiliano abbia un’importanza strategica. Il PCdoB comprende che è necessario battersi per un nuovo progetto nazionale di sviluppo, come dichiara il Programma Socialista approvato al nostro ultimo congresso nel 2009, che apra la strada della transizione al socialismo e assuma il significato di un nuovo balzo di civiltà nella prospettiva storica dei brasiliani.

Il Partito Comunista del Brasile negli ultimi anni è in costante ascesa, registra una crescita del suo corpo militante e della sua influenza politica tra le masse, il che risulta decisivo perché il PcdoB riesca a giocare un ruolo reale nelle lotte per i cambiamenti nel nostro paese e perché avanzi il processo della rivoluzione brasiliana.

Rafforzare la collaborazione e l’unità dei comunisti e un ampio fronte antimperialista a livello internazionale

Consideriamo di grande importanza il dibattito proposto in questo Incontro sul tema dell’approfondimento delle alleanze sociali e del rafforzamento del fronte antimperialista nella lotta per la pace, il progresso sociale e per il socialismo.

L’azione tattica dei comunisti in Brasile è caratterizzata storicamente dalla ricerca dell’allargamento del fronte dei difensori della sovranità nazionale, della democrazia, dello sviluppo economico e sociale, del socialismo, cercando di isolare il nemico principale.

Nell’attuale periodo storico, di difesa strategica del socialismo, accanto all’unità più stretta dei comunisti, soprattutto nell’azione, è necessario costruire larghi fronti politici e sociali che aspirino alla conquista della pace, dell’indipendenza nazionale e del progresso economico e sociale.

Il Partito Comunista del Brasile ritiene che una delle grandi lezioni che dobbiamo trarre dalle prime esperienze di costruzione del socialismo nel XX secolo è l’idea che non esiste un modello unico di socialismo e nemmeno una via universale per la conquista del potere politico.

A partire dalla teoria rivoluzionaria marxista-leninista e dal pensiero nazionale avanzato di ogni specifica formazione economico-sociale, ogni popolo e ogni forza rivoluzionaria costruirà la sua propria via al socialismo, e costruirà il socialismo in accordo alla propria realtà nazionale.

L’internazionalismo proletario e le ampie alleanze internazionali antimperialiste sono fondamentali per i comunisti. Nello stesso momento in cui valorizziamo la necessità di accrescere le relazioni di amicizia e solidarietà tra le forze politiche comuniste, progressiste e antimperialiste, sottolineiamo che la relazione di scambio e cooperazione deve realizzarsi su basi di uguaglianza, rispetto reciproco (anche per l’orientamento politico e programmatico di ciascun partito) e di non ingerenza negli affari interni.

Il nostro partito sostiene e partecipa a tutti i forum e alle iniziative con tali caratteristiche, in cui cerca di presentare in maniera fraterna le sue idee, in forma rispettosa e cercando di apprendere dall’esperienza accumulata da altri popoli e altri partiti.

Nella nostra realtà, l’America Latina, oltre alle relazioni tra i partiti comunisti e operai, è di fondamentale importanza lo scambio di idee e l’unità delle forze politiche antimperialiste e della sinistra, come è il caso dell’esperienza latinoamericana di successo del Foro di San Paolo, che quest’anno celebra i 20 anni di esistenza. Con lo stesso spirito, avendo partecipato come osservatori a due suoi incontri, seguiamo con grande attenzione l’All Africa Left Network Forum (ALTNEF), convocato dal Partito Comunista Sudafricano con la partecipazione di decine di paesi del continente africano.

In tal senso, pensiamo che la 12° edizione dell’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai abbia trasformato questo evento in uno spazio estremamente prezioso che dobbiamo preservare come luogo di scambio di idee, di amicizia, di cooperazione e di promozione dell’unità d’azione dei comunisti di tutto il mondo. Il principale impegno internazionale del PCdoB è quello rivolto ai partiti comunisti e operai del mondo.

La situazione internazionale in deterioramento, con la crisi sistemica, cronica e strutturale del capitalismo, con la crescente instabilità e le minacce alla pace, esige dai comunisti e dalle altre forze democratiche, progressiste e antimperialiste l’unione delle forze per la pace, la sovranità delle nazioni, per il progresso economico e sociale e per il socialismo.