Interrogazione a risposta dell’On. Alberto Burgio su Centro prima accoglienza minori Roma

Al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che:

risulta agli interroganti, anche sulla base di notizie riportate dagli organi di stampa, che il 31 dicembre 2006 dieci psicologhe e assistenti sociali, impiegate da anni come operatrici nella sezione femminile del Centro di prima accoglienza per minori di Roma, sono state licenziate;

le strutture di prima accoglienza, che ospitano – per un periodo di tempo di quattro giorni e al fine di evitare ai minori dai 14 ai 18 anni giuridicamente imputabili un impatto traumatico con la realtà carceraria – fino a 1200 ragazzi all’anno, dipendono dal Dipartimento giustizia minorile del ministero della giustizia;

le dieci lavoratrici avevano un contratto a tempo determinato con la cooperativa «Tartaruga verde», alla quale il ministero della giustizia aveva affidato in appalto nel luglio 2005 il servizio di accoglienza dei minori arrestati;

le dieci lavoratrici hanno svolto in questi anni (alcune anche da tredici) le proprie mansioni con competenza e professionalità riconosciute ed incontestabili, ragione per cui i loro contratti sono stati costantemente rinnovati dalle diverse cooperative affidatarie avvecendatesi nell’aggiudicazione dell’appalto;

la comunicazione di licenziamento è giunta via fax, allo stesso Centro di accoglienza, in spregio alla legislazione vigente sul rispetto della privacy;

questi licenziamenti, a giudizio degli interroganti, sono aggravati dal fatto che le lavoratrici avevano da poco chiesto all’amministrazione il rispetto dei diritti economici e normativi elusi, come il pagamento di ferie, straordinari e scatti di anzianità -:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dell’episodio in parola;

se il Ministro, sulla base delle considerazioni svolte, non ritenga opportuno assumere a riguardo ulteriori informazioni;

quali urgenti misure e provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire i diritti delle lavoratrici di cui in premessa;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno considerare, alla luce dell’esperienza descritta, l’ipotesi di reinternalizzare il servizio attraverso la definizione di una forma diretta di gestione dei contratti da parte dell’Amministrazione.