Interpellanza su Costermano

INTERPELLANZA

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell’Interno e il Ministro della Difesa, per sapere

– premesso che:

nel cimitero tedesco di Costermano in provincia di Verona riposano 21.917 militari caduti in terra italiana nel corso della Seconda guerra mondiale, in prevalenza soldati tedeschi che obbedirono a comandi loro impartiti;

tra questi defunti figurano anche dodici grandi criminali di guerra, capi e gregari della “Aktion Reinhard” (nome in codice dello sterminio degli ebrei nella Polonia orientale) che comandarono o fecero funzionare i campi di sterminio di Belzec, Sobibor, Treblinka, Majdanek e San Sabba, e che furono diretti responsabili di molte altre uccisioni di civili nel Friuli e in Istria; spiccano al riguardo i nomi di Franz Reichleitner, Gottfried Schwarz e Christian Wirth, tra i principali responsabili dello sterminio di centinaia di migliaia di ebrei e di civili inermi; nel 1988 la presenza di queste salme ha indotto il console generale tedesco a Milano, Manfred Steinkühler, venuto a conoscenza della circostanza, a rifiutarsi di deporre corone in quel cimitero;

emblematica appare in particolare la biografia di Christian Wirth: ispettore delle sei cliniche della morte coinvolte in Germania e in Austria nel programma di “eutanasia” dei malati di mente e dei portatori di handicap denominato “T4” (e nelle quali, tra il 1940 e il 1941, vennero messe a morte 70.273 persone), ideò e sperimentò le camere a gas a monossido di carbonio; quale ispettore della “Aktion Reinhard”, organizzò i campi di sterminio di Belzec, Sobibor, Treblinka e Majdanek; dall’autunno 1943 al maggio 1944, comandò il lager della Risiera di San Sabba;

ulteriori ricerche hanno portato a conoscenza che tra i soldati tedeschi, vittime di una guerra non voluta, riposano a Costernano circa 550 ufficiali, sottufficiali e militi delle SS, gran parte dei quali membri del XVI Battaglione corazzato SS che, al comando di Walter Reder, si rese responsabile di una catena di stragi compiute lungo la Linea Gotica, a Vinca, Casaglia, Marzabotto, Caprara, Sant’Anna di Stazzema;

ogni anno – nella seconda domenica di novembre, in concomitanza con la “Giornata del lutto nazionale tedesco” – questi caduti vengono onorati, alla presenza di alte autorità militari italiane, con una cerimonia organizzata dal Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge (Lega tedesca per la cura dei cimiteri di guerra), associazione di diritto privato posta sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica federale tedesca e sovvenzionata dal Ministero degli Esteri tedesco;

nel 1992, in seguito alle denunce e alle proteste di cittadini democratici, il governo italiano rivolse una protesta ufficiale al governo tedesco e decise, per qualche tempo, di sospendere la partecipazione di autorità italiane a tali cerimonie;

in una cosiddetta “sala d’onore” del cimitero di Costermano sono custoditi “Libri dei nomi” (definiti sino al 2004 “Albi d’onore”): otto monumentali volumi con pagine di metallo che sino ai primi anni Novanta comprendevano anche i nomi di Reichleitner, Schwarz e Wirth, e che tuttora presentano alla stregua di “vittime della guerra” – mescolati ai militari tedeschi che caddero per decisione dei tribunali militari nazisti e per mano dei plotoni d’esecuzione perché passati alla lotta partigiana – anche i nomi di fascisti italiani al servizio delle armi tedesche e di altri criminali di guerra tedeschi che, pur di rango inferiore ai tre comandanti, svolsero tuttavia funzioni rilevanti nella catena dello sterminio nazista, dal sistema delle camere a gas all’organizzazione dello smaltimento dei cadaveri;

nell’aprile del 2004 fu inviata al presidente del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge, signor Reinhard Führer, una lettera aperta “Contro la rimozione della storia e la retorica dell’onore” – sottoscritta da rappresentanti dell’Anpi e delle associazioni degli ex-deportati nei Lager nazisti e da figure eminenti della storiografia tra i quali Enzo Collotti e Frediano Sessi – nella quale si chiedeva di “rimuovere gli albi d’onore” e di “rinunciare all’uso di impropri linguaggi marziali”;

di recente il Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge ha manifestato l’intenzione di apporre nel cimitero una nuova lapide con una iscrizione celebrativa:

– se i Ministri interpellati siano a conoscenza di tale situazione e in particolare delle motivazioni giuridiche in base alle quali il Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge si occupi stabilmente della gestione del cimitero di Costermano;
_ se i Ministri interpellati prevedano di assumere provvedimenti affinché vengano rimossi tutti gli elementi apologetici ancora presenti nel cimitero, a cominciare dai “Libri dei nomi”, nei quali si materializza, mal dissimulata da espedienti nominalistici, una pervicace volontà celebrativa; e se intendano prendere misure affinché in ogni luogo del cimitero di Costermano venga soppresso un linguaggio marziale incompatibile con il rispetto delle vittime civili e militari della guerra e della barbarie nazifascista;
_ quali misure i Ministri interpellati intendano assumere al fine di assicurare che le cerimonie commemorative – che concernono eventi luttuosi della storia italiana e atroci crimini contro l’umanità – si svolgano, possibilmente senza la partecipazione di rappresentanti delle Forze Arnate italiane, comunque in forme rispettose dello spirito della nostra Costituzione repubblicana e antifascista e secondo modalità non offensive per la memoria delle vittime della ferocia nazista;
_ quali misure i Ministri interpellati intendano assumere affinché il testo della nuova lapide venga stabilito di comune accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica federale di Germania, chiarisca che tra i militari sepolti a Costermano figurano anche criminali di guerra responsabili di crimini contro l’umanità, risulti rispettoso del ricordo delle vittime della persecuzione nazista e tributi alle vittime della Shoah e del programma di “eutanasia” T4 e a quanti caddero nella lotta di Resistenza contro il nazifascismo il riconoscimento che loro compete.

Roma, 19 settembre 2006
Sen. Claudio Grassi