Inchiesta sulla finanziaria

Mentre la Finanziaria taglia un altro miliardo tondo tondo all’istruzione, la scuola pubblica italiana cade a pezzi. Nel vero senso della parola. Un’inchiesta commissionata da Cittadinanza Attiva, Protezione Civile, ministero della Pubblica Istruzione, con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica sentenzia: un edificio scolastico su dieci è a rischio. Lo ha provato sulla sua testa una studentessa del Pino Pascali di Bari: due settimane fa è stata ferita dal tubo della luce al neon crollato dal soffitto. All’istituto superiore di via Beffi di Fiumicino, inaugurato lo scorso aprile, le lezioni sono sospese da due giorni. Con l’arrivo dei primi freddi si è scoperto che il riscaldamento non funziona perché il contatore del gas non è stato installato. E in questi giorni si battono i denti anche in Sicilia. tli assessori di Santa Venerina, provincia di Catania, hanno dovuto mettere mano al portafoglio per comprare 16 stufe elettriche. Per uscire dall’Itis di Gardone i 300 studenti passano da tre porte. E se c’è un incendio? Le vie di fuga sono sempre le stesse. Da Nord a Sud, come testimoniano le centinaia di segnalazioni raccolte dal frequentatissimo sito internet www.studenti.it. i muri crollano, il cartongesso dilaga, le porte non si chiudono, in. classe fIschia il vento e soffia la bufera, la sporcizia regna sovrana.
Ieri si è celebrata la terza «Giornata della sicurezza nelle scuole». E’ stata l’occasione per presentare la ricerca «Imparare sicuri». Il 45% degli edifici – ma. la burocrazia raccomanda la dizione «plessi» scolastici getta le sue fondamenta in aree a rischio sismico. Il 13% in zone a rischio idrogeologico. Metà degli edifici però non ha il certificato di «agibilità statica», almeno il 52% è sporca, nel senso che non ha ottenuto «l’agibilità igienico sanitaria». Il 64% non ha superato il test antincendio. Con le uscite di emergenza va un po’ meglio: solo il 17% ne è sprovvisto, ma il 43% delle porte di sicurezza è ostruito. Il 25% degli alunni va in classi con lesioni strutturali interne ed esterne. In quattro scuole su dieci sono stati segnalati crolli di intonaco. La risposta che si sta preparando in Parlamento è italianissima: un rinvio, il terzo, della scadenza per l’adeguamento alla legge 626 del ’94.
I 700 iscritti al classico Maione e allo scientifico Galilei di Paola, provincia di Cosenza, da almeno trent’anni condividono due palazzine costruite per essere condomini. A metà dei Settanta erano stati stanziati i fondi per la costruzione della nuova sede. Per ora c’è solo un buco e qualche accenno di fondamenta. Gli studenti, causa manutenzioni e rattoppi, perdono in media un mese di lezioni all’ anno. A Locri chi vuole imparare il greco e il latino va in un convento del 1800 intitolato a Ivo Oliveti. Hanno tirato giù qualche fila di cellette per fare posto alle aule. L’impianto di riscaldamento, da veri asceti, non esiste. Ci si arrangia con stufette elettriche. Scale antincendio? “Nel 1880 non le costruivano” scherza Simona R.
Il Liceo scientifico statale di Alberga, con annessa sezione classica Giordano Bruno, ha circa 600 iscritti. Non si è riusciti a trovare un edificio in grado di ospitarli tutti assieme. E allora ci si sposta da un plesso all’altro camminando anche per più di venti minuti.
In compenso la palestra è una sola: 17 metri per 10. due classi per turno, una media di trenta alunni, fa 5 metri quadri a testa per fare attività sportive.
Spostandosi di qualche chilometro, ma restando sempre in Liguria, all’Istituto professionale per i servizi commerciali, turistici e della pubblicità di La Spezia, le porte, bucate e rattoppate con la carta sono montate al contrario, i vetri sono incollati con lo scotch, quello marrone spesso per i pacchi. Le porte dei bagni non si chiudono e a volte non ci sono del tutto, ma solo nei servizi dei maschi. Per ottenere l’agibilità è bastato davvero un spot ingannevole: un’intonacata e una passata di bianco.
IN CAMPANIA CUOCHI E TOPI
All’istituto alberghiero di Vico Equense sono stati segnalati topi, anche nel laboratorio di cucina, l’acqua non è potabile, la palestra non esiste. Il liceo scientifico Cantone di, Pomigliano D’Arco potrebbe ospitare 600 ragazzi, sono il triplo. Per fare spazio non hanno messo gli estintori. Secondo la perizia dei tecnici della regione Campania l’edificio è stato dichiarato «perfettamente agibile».
IN LOMBARDIA
SCANTINATI E ACQUITRINI
I ragazzi dell’istituto Paolo Frisi di Milano sono stati sistemati per l’anno scolastico 2002-2003 in uno scantinato: 150 in 12 classi. Livello davvero basso, puzza di fogna e scarafaggi. Donato Bramante di Magenta invece è costruito in alto, in cima a una collina artificiale fatta di materiale di riporto, in pratica spazzatura. Il terreno cede, la pavimentazione esterna deve essere rifatta ogni due anni e quando piove i controsoffitti insonorizzati con pannelli fono assorbenti si impregnano d’acqua.
IN EMILIA ROMAGNA LABORATORIO ALL’OBITORIO
L’ltis di Cesena è ospitato in una struttura che come prima destinazione era un ospedale. Per il laboratorio di tecnologia sono stati scelti gli spazi dell’obitorio, il bar sta al pronto soccorso. Gli studenti del Manara Valgimigli, istituto pedagogico di Rimini, invidiano tanto i compagni che frequentano le lezioni nei contanier allestiti nel cortilegiardino: almeno lì non c’è bisogno delle scale antincendio, l’intonaco non cade perché sono in lamiera e plastica e le porte si aprono verso l’esterno.