«In un anno ci saranno 20 mila detenuti in più»

Colletti bianchi incensurati che vedranno dimezzare i tempi di prescrizione, per esempio per i delitti tributari, e recidivi per reati predatori di strada che resteranno in cella invece di essere affidati ai servizi sociali. Gli effetti della legge ex Cirielli si manifesteranno anche su migliaia di processi in corso, per i quali non è ancora stato dichiarato aperto il dibattimento. Ma l’impatto più importante ci sarà alla fine del 2006, quando si prevede un vero boom degli ingressi in carcere: il prossimo anno la popolazione detenuta passerebbe da 61 mila a 80 mila presenze a fronte di una capienza di 40 mila posti. In altre parole, piccoli e medi delinquenti che entrano ed escono dalle patrie galere non avranno più accesso alle misure alternative previste dalla Gozzini e quindi, in caso di recidiva, resteranno in carcere. E il ministro Roberto Castelli ha già messo le mani avanti: «Servono più fondi, altrimenti il sistema collasserà sotto il peso di 67 mila detenuti». Il ministro chiede «di non essere lasciato solo a gestire una situazione che potrebbe diventare problematica».

EFFETTI NEL 2006 – Secondo Patrizio Gonnella, di Antigone, «in un anno ci saranno 20 mila detenuti in più perché questa legge ammazza la Gozzini e ci si ostina contro i soliti noti: immigrati, tossicodipendenti, piccoli criminali». La cifra record di 80 mila detenuti nel 2006 viene confermata da Fabrizio Rossetti della Cgil mentre Marco Mammucari della Cisl si appella al capo dello Stato: «Ciampi valuti l’impatto sulle carceri». Contro «questa legge involutiva che fa arretrare la civiltà giudiziaria», Ettore Randazzo, presidente delle Camere penali, annuncia che verrà sollevata una questione di legittimità costituzionale.
L’altra faccia della legge è il taglio della prescrizione per gli incensurati. La ex Cirielli senza la norma Salva Previti rischia di far saltare anche un procedimento per corruzione in atti giudiziari (perizia Imi-Sir) in cui la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio proprio per l’onorevole Cesare Previti e per l’avvocato Attilio Pacifico: in questo caso la norma transitoria della legge farebbe scattare tempi dimezzati per la prescrizione.

PROCESSI IN BILICO – A Milano traballano il primo processo Parmalat per aggiotaggio contro Calisto Tanzi che interessa migliaia di risparmiatori truffati e quello sui bilanci Mediaset (appropriazione indebita, falso in bilancio, frode fiscale) che coinvolge Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. Insomma, se il dibattimento non è ancora stato dichiarato aperto, l’imputato può usufruire di tempi ridotti di prescrizione. «Prescrizione certa» anche per i 14 imputati per il crollo della vecchia Bipop-Carire, commenta la procura di Brescia dopo che il giudice Anna Di Martino ha disposto il trasferimento del processo a Milano. La vicenda riguarda 70 mila piccoli risparmiatori, 1.700 dei quali si sono costituiti parte civile.
Secondo l’associazione processualpenalisti guidata da Giorgio Marinucci, «sono destinati a morte prematura per prescrizione i processi per furto in abitazione, furto aggravato, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio». E i reati di favoreggiamento della prostituzione e i delitti tributari: «Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti, emissione di fatture per operazioni inesistenti».