In un anno 700 mila immigrati. Ora sono quasi quattro milioni

— Nel 2006 il numero di stranieri «regolari» che erano presenti sul nostro territorio sono stati 700 mila in più. In tutto gli stranieri hanno raggiunto quota 3 milioni e 690 mila, pari al 6,2 della popolazione italiana contro una media dei Paesi Ue del 5,6. Il nostro Paese è salito al terzo posto in Europa, alle spalle di Germania e Spagna.

Immigrati, ormai è un vero e proprio boom. Uno su due sono europei e gli ortodossi superano i cattolici. Ma il notevole aumento della loro presenza, ammonisce il Capo dello Stato, deve spingere al «rifiuto di ogni rigurgito e nuova manifestazione di razzismo». Nel 2006 il numero di stranieri «regolari» che erano presenti sul nostro territorio sono stati 700 mila in più, con un balzo in avanti del 21,6 per cento rispetto all’anno precedente. In tutto gli stranieri hanno raggiunto quota 3 milioni e 690 mila, pari al 6,2 della popolazione italiana contro una media dei paesi Ue del 5,6. E il nostro Paese è salito al terzo posto in Europa sia per tasso di crescita sia per il numero assoluto di immigrati regolari, alle spalle di Germania e Spagna.
Questi dati, forniti dal 17° rapporto messo a punto dalla Caritas-Migrantes, danno anche indicazioni per i trend del futuro. «Il ritmo di aumento delle presenze è addirittura superiore in proporzione a quello degli Stati Uniti», ha commentato Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italia. Intanto si è profondamente modificata la struttura della presenza nel nostro Paese. Meno arrivi dall’Africa, dal Sudamerica e dall’Asia (4 su 10), cioè meno extracomunitari. E massiccio ingresso di europei (5 su 10), dall’Europa dell’Est e soprattutto dalla Romania (15,1%), che sono i più numerosi.

SENZA. L’ITALIA SI BLOCCHEREBBE
— Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il rapporto della Caritas «conferma il contributo decisivo del lavoro immigrato alla produzione di beni e servizi, al pagamento dei contributi e delle imposte». «Insomma», secondo Napolitano, «senza immigrati il sistema Italia si bloccherebbe». «Gli immigrati producono il 6,1 per cento del Pil, pari ad oltre 90 miliardi di euro, ora si spendano parte delle loro tasse (1,87 miliardi) per politiche di integrazione», ha aggiunto il ministro Ferrero. Per il presidente della Camera, Bertinotti, «bisogna saper trasformare gli immigrati in risorsa, attraverso politiche europee».

PIÙ’ ORTODOSSI CHE CATTOLICI
— A motivo della nuova provenienza geografica, gli immigrati di religione ortodossa (918 mila) hanno superato i cattolici (685 mila). È una novità dello studio in cui si si conferma un’importante presenza di musulmani che sono oltre un milione 200 mila (+103 mila), e sono il secondo gruppo religioso fra gli stranieri, dopo i cristiani.

PRIMA LA LOMBARDIA
— Quanto alla distribuzione geografica, la Lombardia è la prima con quasi 851 mila presenze, cioè con 13 stranieri ogni cento abitanti. E punte del 12,5% nella provincia di Brescia e del 10,1% in provincia di Milano, decisamente superiori alla media nazionale. Se poi si considerano i minori la presenza straniera aumenta ulteriormente e quasi un ragazzo su 5 a Milano è figlio di genitori immigrati.

POLEMICHE
— Nel 2006 gli immigrati clandestini intercettati sono stati 124.383. Solo il 36,5% è stato rimpatriato effettivamente, quasi la metà di quelli delT999. Oggi il sottosegretario all’Interno Lucidi incontra prefetti e questori per fare il punto sui centri di accoglienza. Per Grimoldi (Lega) i numeri «certificano il fallimento delle politiche immigratorie della sinistra». L’azzurra Bertolini parla «di un’invasione senza precedenti».