In Ucraina, il presidente liquida le istituzioni incaricate di preparare l’adesione alla NATO

Un’iniziativa significativa, che va interpretata come segnale di una netta inversione di tendenza della politica estera ucraina, ha caratterizzato la fase iniziale del mandato presidenziale di Viktor Yanukovic.

Secondo quanto comunica il web presidenziale, in questi giorni, con un apposito decreto il nuovo capo dello Stato ha abolito il Centro Nazionale Ucraino per l’Integrazione Euro-Atlantica ed altre due organizzazioni simili, impegnate nella preparazione delle modalità di adesione alla NATO, che erano state istituite dalla precedente amministrazione nazionalista e filo-occidentale di Viktor Yuschenko e che avevano lavorato in stretta collaborazione con le strutture dell’Alleanza Atlantica.

La mossa di Yanukovic è naturalmente interpretata come un evidente segnale dell’intenzione di non aderire all’alleanza imperialista occidentale – nonostante il progetto di integrazione dell’Ucraina nella NATO resti all’ordine del giorno nell’agenda del blocco militare –, di conservare alla repubblica ex sovietica lo status di nazione neutrale, e di rispettare gli accordi politico-militari siglati con la Russia dopo l’implosione dell’Unione Sovietica, che prevedono, tra l’altro, intese sulla permanenza di una flotta militare russa nei porti e nelle acque territoriali ucraini.