In Romania rinasce il Partito Comunista

Traduzione a cura de l’Ernesto online

Il nuovo Partito Comunista Romeno (PCR) ha celebrato, sabato 3 luglio, a Bucarest, il suo congresso di fondazione, che ha riunito più di 400 delegati e invitati.

Il nuovo PCR, sebbene riprenda la denominazione del precedente partito comunista romeno, nasce dal mutamento del nome del già esistente Partito dell’Alleanza Socialista (nella Sinistra Europea, ndt), che non dispone di rappresentanza parlamentare.

Il suo leader, Constanti Rotaru, ha fatto un bilancio dei 20 anni trascorsi dal colpo di Stato del dicembre 1989, che ha rovesciato il regime socialista, rilevando che la restaurazione del capitalismo ha provocato un autentico “genocidio sociale”. In memoria delle vittime del capitalismo nel paese, il congresso ha osservato un minuto di silenzio.

Rotaru ha parlato del saccheggio dei servizi e delle imprese pubbliche e della distruzione generalizzata dell’apparato produttivo, che ha ridotto la popolazione alla miseria, costringendo milioni di romeni ad abbandonare il paese in cerca di lavoro.

Tra i molti esempi concreti, Rotaru ha affermato che resta attualmente solo il 54% degli ospedali esistenti nel 1989, la produzione tessile rappresenta il 13% rispetto ad allora, l’estrazione di carbone il 36%, la produzione di acciaio il 19% e la produzione di macchinari si è ridotta al cinque percento; l’allevamento bovino si attesta al 31% e la produzione di carne si è ridotta al 14% rispetto al livello di 20 anni fa.

In un comunicato, citato dall’agenzia AFP, il PCR afferma che “si lancerà nella lotta per mettere fine al saccheggio, a cui il paese è sottoposto”, individuando come obiettivo l’elezione di una rappresentanza parlamentare. Nel suo programma difende la gratuità dell’istruzione pubblica e la proprietà statale nei settori strategici.

Tuttavia, la legalizzazione del nuovo partito è una battaglia che si presenta difficile, poiché una legge del 1991 proibisce espressamente “manifestazioni pubbliche che perseguano la propaganda di idee totalitarie di natura fascista, comunista, razzista o di qualsiasi organizzazione terrorista”.