In migliaia ricordano al mondo le sanguinose conseguenze del golpe in Honduras

Circa 10.000 persone sono scese in piazza in Honduras per protestare contro l’impunità concessa ai responsabili delle sanguinose violenze seguite al colpo di Stato del 28 giugno 2009, chiedendo misure di indennizzo e riparazione delle vittime e la liberazione dei prigionieri politici.

La manifestazione, svoltasi alla fine di luglio, nella capitale del paese, Tegucigalpa, è sfilata fino alla sede locale dell’ONU, dove il presidente deposto dal golpe, Manuel Zelaya, accompagnato dai dirigenti del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare, ha consegnato una lettera ai rappresentanti delle Nazioni Unite, con la richiesta dell’invio di una delegazione che investighi sulle violazioni dei diritti umani e sulla repressione che si è abbattuta sul popolo honduregno negli ultimi due anni.

Come era prevedibile, la notizia è stata sistematicamente ignorata dai media italiani e occidentali, concentrati in questi giorni nella gigantesca campagna propagandistica contro il governo siriano di Assad e nel sostegno alla guerra imperialista in Libia.