In Lettonia le autorità consentono l’esaltazione delle SS e proteggono i criminali di guerra

Da qualche anno, nell’ignoranza pressoché totale dell’opinione pubblica europea, il 16 marzo è celebrato in Lettonia (repubblica ex sovietica appartenente all’Unione Europea) come “giornata del ricordo” della legione lettone delle Waffen SS, che ha partecipato, integrata nell’armata hitleriana, non solo alle operazioni di repressione della Resistenza, ma anche allo sterminio di decine di migliaia di ebrei e di appartenenti alle minoranze nazionali. Fin dal 2008, il lugubre rituale del “ricordo” si concretizza nell’organizzazione di marce, a cui prendono parte i criminali reduci del collaborazionismo e i loro simpatizzanti neofascisti. Adunate che godono della protezione delle autorità locali. Lo stesso presidente della Repubblica ebbe a dichiarare nel 2008 che “non considerava nazisti” i veterani della legione SS lettone. La vergognosa “sceneggiata”, che la dice lunga sulle caratteristiche “democratiche” dell’attuale corso politico lettone e che dovrebbe suscitare l’indignazione di tutti i democratici e gli antifascisti europei, si ripeterà molto probabilmente anche il prossimo 16 marzo. E molto probabilmente anche questa volta passerà inosservata dalle nostre parti. Eppure, in questa occasione, non sono mancate le proteste del locale movimento antifascista. Il Consiglio delle Organizzazioni non governative ha chiesto al sindaco della capitale lettone, Riga, di proibire la manifestazione. E’ prevista, in concomitanza con la marcia, una mobilitazione delle organizzazioni antifasciste e dei partiti di sinistra, esattamente come è avvenuto in passato, quando l’adunata dei nazisti lettoni è stata vivacemente contestata dai manifestanti democratici. Come mostra il video girato il 16 marzo dello scorso anno.