In Italia undici voli della Cia

Nei quattro anni successivi all´11 Settembre, per almeno 11 volte quattro aerei della Cia sono atterrati e decollati dagli aeroporti del nostro Paese: Roma Ciampino (in 8 occasioni); Pisa (in 2); Aviano. Almeno due di questi voli hanno trasportato cittadini di origine araba, illegittimamente sequestrati e altrettanto illegittimamente avviati alle camere di tortura del Cairo e di Damasco.Si tratta dell´egiziano Abu Omar (sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 e trasferito dalla base di Aviano al Cairo via Ramstein, in Germania); e del canadese di origini siriane Maher Arar (sequestrato all´aeroporto Jfk di New York il 26 settembre del 2002, trasferito ad Amman in Giordania via Roma-Ciampino l´8 ottobre 2002 e da Amman trasportato via terra in un carcere di Damasco dai servizi siriani).
“Amnesty International” pubblica una prima corposa ricostruzione di quattro anni di “consegne straordinarie”, documentando oltre mille voli clandestini effettuati dall´intelligence americana nello spazio aereo europeo. E l´ostinazione con cui il governo italiano e la nostra intelligence politico-militare, il Sismi, hanno sin qui negato di essere anche soltanto a conoscenza di voli Cia nel nostro spazio aereo destinati al trasporto illegale di prigionieri della Guerra al Terrore, mostra ora il colore della bugia. Nelle 45 pagine del documento – «Below the radar: Secret flights to torture and disappearance». “Fuori dallo schermo radar: voli segreti verso la tortura e la scomparsa” – che, questa mattina, l´organizzazione diffonderà in rete in tutto il mondo (http://web.amnesty.org/library/ENGAMR510512006), i dati messi a disposizione dalla FAA, la “Federal Aviation Administration” (l´ente di controllo del traffico aereo statunitense) vengono minuziosamente incrociati con le testimonianze di alcune delle vittime sopravvissute al sequestro e alla deportazione. Ne esce confermato un quadro di sistematica violazione dei diritti umani e delle sovranità nazionali e l´esistenza di una rete di prigioni segrete in paesi dell´Europa orientale come Turchia, Bulgaria, Romania e Albania (“Amnesty” ha raccolto le testimonianze di tre cittadini yemeniti che hanno avuto la fortuna di essere usciti con le loro gambe da queste galere battezzate nel gergo dell´intelligence americana “buchi neri”). Non solo. Il rapporto mette in fila e moltiplica gli indizi di oggettiva complicità dei governi alleati nelle pratiche clandestine delle consegne straordinarie. In cui l´Italia non solo non fa eccezione, ma finisce per ritagliarsi un ruolo assai più centrale di quanto sin qui non abbia dimostrato un´unica corragiosa indagine giudiziaria condotta dal procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro sul sequestro di Abu Omar.
Undici atterraggi e undici decolli accertati dai nostri aeroporti (in questa pagina se ne dà conto nel dettaglio con le schede relative a ciascuno degli aerei utilizzati dalla Cia) sono una cifra statisticamente tutt´altro che irrisoria. Soprattutto se si considera che il materiale su cui Amnesty ha potuto lavorare è oggettivamente incompleto (la FAA americana è infatti in grado di fornire soltanto i piani di volo degli aerei “originati” da un aeroporto statunitense o destinati ad atterrare sul suolo americano) e che la flotta segreta dei charter su cui la Cia ha potuto contare è certamente superiore ai quattro aerei che sin qui è stato possibile identificare.
Che «undici sia un numero più che significativo per l´Italia» è del resto la convinzione di Claudio Fava, eurodeputato e relatore della Commissione di inchiesta che il Parlamento europeo ha insediato nel febbraio scorso per indagare sulle attività clandestine della Cia in Europa (voli, consegne straordinarie, prigioni segrete). Commissione di fronte alla quale hanno già testimoniato, tra gli altri, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, il direttore del Sismi, Nicolò Pollari, il procuratore svizzero Dick Marty incaricato di svolgere un´indagine speciale dal Consiglio d´Europa. «L´Europa è stata il cortile di casa delle operazioni della Cia – dice Fava – e l´Italia, con i suoi aeroporti, si è prestata a fare da sponda a operazioni fuori da qualunque quadro di legalità nazionale e internazionale. Questo ci dicono non solo i dati che emergono dal rapporto di Amnesty, ma anche le indicazioni che stanno arrivando dal nostro lavoro di indagine e che presto si arricchiranno quando “Eurocontrol”, l´ente di controllo europeo del traffico aereo, consegnerà alla Commissione di inchiesta la mappa di tutto ciò che si è mosso sui cieli europei negli ultimi quattro anni».