Il vento che accarezza l’erba. L’Irlanda al bivio.

Siamo agli inizi degli anni ’20 e l’Irlanda è ormai diventata la prima colonia britannica. In un piccolo paesino, il giovane aspirante medico Damien (Cillian Murphy), sconvolto dalle violenze subite dalla sua gente da parte dell’esercito inglese, decide di rinunciare allo studio della professione a Londra, schierandosi, a fianco di suo fratello Teddy, nell’aspra lotta contro gli invasori inglesi e a favore dell’indipendenza del proprio paese. Con il film Il vento che accarezza l’erba , il pluripremiato regista Ken Loach racconta una delle pagine più nere dell’Inghilterra, seguendo una struttura narrativa per certi versi molto simile a quella di Terra e libertà , suo film sulla guerra civile spagnola.

« Siamo riusciti a construire una mobilitazione enorme degli irlandesi combattendo contro gli inglesi, saremo capaci di fare altrettando per ottenere la liberazione di tutta l’Irlanda? »
E grosso modo cosi’ che, nel film vincitore della Palma d’oro al festival di Cannes, si esprime il giovane fratello al più anziano, il quale gli spiega come il trattato di pace ( che predispone la divisione dell’Irlanda e la fedeltà all’Inghilterra ) sia una prima tappa, « vedrai è solo l’inizio, poi vinceremo anche il resto ! ». Due concezioni della politica messe a confronto.

Sicuramente Loach pone questa questione a noi come a se’ stesso pensando molto all’oggi. Paragona le truppe inglesi in Irlanda, i famigerati « Black and Tuns » , alle truppe della « coalizione » in Iraq. Ma pone anche una questione fondamentale che va aldilà della semplice opposizione tra massimalismo o riformismo : come riuscire a creare un fronte comune compatto quando gli obbiettivi si oscurano e le fratture si cristallizzano ?

E difficile esprimere un opinione in merito rispetto a questo episodio della storia d’Irlanda. Come rimproverare a chi ha tanto pagato e tanto sofferto di voler infine la pace ? E nello stesso tempo la storia non ha forse dato ragione al fratello più giovane ? La battaglia non è mai stata vinta definitivamente el’Irlanda è ancora divisa.

E proprio a causa della sconfitta, annegata nel sangue di molti socialisti che la lotta del popolo irlandese si è spostata sempre di più verso un nazionalismo non sempre progressista.

Nel film di Loach non sono i grandi personaggi, ma i piccoli, a rappresentare questo scontro. La scena del tribunale ( quasi un soviet) ed i dibattiti che lo attraversano pongono le questioni essenziali che tanti iralndesi si ponevano, e cioé quelle dell’accesso alla terra e alla ripartizione delle ricchezze. Queste aspirazioni lasciano sempre di più il terreno alla questione fondamentale, quella di cacciare gli inglesi : « dopo vinceremo anche il resto ».

Ma questa questione rimane bruciante in Irlanda ancora oggi. Il film di Loach esce in pieno conflitto in irak ed in occasione del 60° anniversario di The Easter Rising. Tra gennaio e marzo, in Irlanda una polemica mediatica infuocata ha visto da un lato la Presidente della Repubblica, originaria di Belfast e favorevole al ripristino della parata dei Volunteers davanti al Post Office di Dublino per celebrare la rivolta di primavera ; dall’altra chi, in nome della dichiazarione di pace dell’IRA, strumentalizzava la commemorazione, non come il primo atto fondatore della coscienza nazionale irlandese, ma come l’atto di selvaggi e violenti che volevano celebrare l’uso della violenza nella politica.
E certo che la rivolta di Easter Rising fù più che altro un’ insurrezione volontaristica e mal preparata. Ma fu anche l’atto di nascita della coscienza Repubblicana irlandese. Strumentalizzarla per fini odierni e tanto ridicolo come l’affermare che gli irlandesi potevano cacciare via gli inglesi a mani nude.

La scorsa Pasqua 2006 più di 30.000 irlandesi hanno infine partecipato alla commemorazione del 1916. Questo ovviamente non basta, ma dimenticare non serve a nulla.