Il terrorista Posada può restare negli Usa

Un giudice del Texas ha detto no all’estradizione in Venezuela in nome della Convenzione Onu contro la tortura. Perché non la chiede l’Italia?

Un ben strano crociato della guerra al terrorismo il presidente George Bush. Luis Posada Carriles è certamente un terrorista con una lunga storia di misfatti alle spalle (ha 77 anni e come uomo della Cia è sulla breccia dai tempi della Baia dei porci, oltre 40 anni fa), ma è uno dei quei terroristi che Bush e i suoi amici preferiscono chiamare «freedom fighter», un combattente per la libertà. Un terrorista buono. Infatti Bush gli ha dato rifugio negli Stati uniti e presto, a quanto detto, gli potrebbe dare anche la cittadinanza. Intanto ieri un giudice per l’immigrazione di El Paso, in Texas (lo stato del presidente), ha deciso che Posada Carriles non sarà estradato in Venezuela, che lo voleva indietro in quanto cittadino anche venezuelano oltre che di nascita cubana. La motivazione è straordinaria in quanto il no del giudice William Abbott è stato motivato con il timore che Posada possa essere torturato dai venezuelani e quindi, in nome della Convenzione dell’Onu contro la tortura, gli è stato concesso di restare per altri 90 giorni nel paese che manda in giro per il mondo (da Guantanamo all’Egitto i presunti terroristi islamici per poterli torturare a piacere). Se entro quel termine Posada non sarà estradato a qualche paese terzo che non sia né il Venezuela né Cuba, «al novantunesimo giorno andremo dal giudice e gli chiederemo che sia liberato», ha annunciato ieri il suo avvocato, aggiungendo che entro la fine della settimana sarà avanzata la richiesta per la cittadinanza Usa. Posada rimarrà ospite delle autorità d’immigrazione a El Paso. L’avvocato dice che è «molto felice».

Il caso di Posada Carriles era molto imbarazzante per Bush, debitore (per la sua prima presidenza) della comunità cubana anti-castrista di Miami, dove presto il vecchio terrorista potrà probabilmente ricongiungersi alla famiglia, massicciamente schierata per la sua liberazione con relativi (e dovuti) riconoscimenti per i servigi resi alla causa. Perfino il New York Times si era mosso per dire che fra tutte le ipotesi maneggiate da Bush l’unica da escludere era consentire a Posada (scoperto in maggio per essere entrato illegalmente negli Usa) di restare a qualsiasi titolo

Ovvie le reazioni a Caracas e all’Avana, accolte probabilmente con soddisfazione segreta.

Posada Carriles è accusato in Venezuela per l’attentato commesso nel 76 contro un aereo civile della Cubana de Aviacion in cui morirono 73 persone e a Cuba per una lunga sequela di attività terroriste. Una riguarda anche l’Italia perché nel `97 fu lui a organizzare la semina di bomba contro hotel dell’Avana. Una di quelle bombe uccise il cittadino italiano Fabio di Celmo. Perché non è l’Italia a chiedere l’estradizione di Posadas?