Il Suriname futuro polmone idrico e agricolo del non allineamento?

Traduzione di l’Ernesto online

Due iniziative del Suriname (ex Guyana olandese) hanno segnato l’attualità internazionale degli ultimi tempi in un senso che non può che dispiacere a Washington.

Il 26 novembre scorso il presidente del Suriname, Desi Bouterse, in occasione dei 35 anni dell’indipendenza del paese, ha accolto a Paramaribo il presidente del Venezuela Hugo Chavez. In questa occasione sono stati firmati quattro accordi di cooperazione tra i due paesi, in particolare per lo scambio di urea venezuelana con riso surinamese, e anche per la fornitura di petrolio a prezzi preferenziali nel quadro dell’accordo Petrocaribe.

Chavez ha sottolineato che i due paesi si sono ignorati reciprocamente troppo tempo. I venezuelani forniranno aiuto al Suriname per lo sviluppo agricolo. Il Suriname è un paese poco popolato di 500.000 abitanti che dispone di grandi riserve di acqua dolce e di terre coltivabili importanti. Secondo Chavez questo paese potrebbe essere utile per affrontare il problema della fame nel mondo e per fornire risorse alimentari ai più poveri, sfuggendo al dominio dei paesi del Nord. Il presidente venezuelano ha espresso l’intenzione di far usufruire al Suriname della cooperazione che il suo paese sviluppa con Cuba, Bielorussia e Russia. Chavez era stato precedentemente in Guyana, paese con cui intende rafforzare la cooperazione petrolifera e agricola (negli anni 80 la Guyana era un paese a orientamento socialista chiaramente filo-sovietico).

Anche il presidente Bouterse si era recato recentemente nella vicina Guyana, dove si era dichiarato impressionato dall’azione dei medici volontari cubani in oftalmologia (300 studenti della Guyana vengono in questo momento formati a Cuba).

La seconda fonte di disagio per Washington: il 2 dicembre, il ministro della Difesa surinamese, Lamoure Latour, ha incontrato il suo omologo cinese, Liang Guanglie, a Pechino dove è restato quattro giorni. Già nel 2007, la Cina aveva dotato il Suriname di veicoli blindati. La cooperazione economica tra Pechino e il Suriname si era già sviluppata sotto il mandato del presidente Ronald Venetiaan.

Il presidente surinamese Bouterse aveva esercitato una dittatura militare negli anni 80 (a quell’epoca aveva relazioni difficili con Fidel Castro), ma si è scusato per i crimini di gioventù, ed è stato legalmente eletto nel quadro di elezioni pluraliste nel maggio e nel giugno scorsi (elezioni legislative dirette e in seguito presidenziali indirette) da una popolazione giovane che non ha conosciuto il regime militare.

Egli era stato condannato in contumacia nel 1999 da un tribunale della vecchia potenza coloniale olandese. I Paesi Bassi (il cui primo ministro ha dichiarato che non accoglierà Bouterse, se non per metterlo sotto chiave), i liberali olandesi al Parlamento Europeo, Reporter sans frontières, hanno premuto per il boicottaggio del suo governo e nessun capo di Stato ha assistito al suo insediamento (il che non ha impedito alla Francia, che ha una frontiera comune con il Suriname, di felicitarsi per la sua elezione).

Il Suriname, che dipende tradizionalmente dalla bauxite sfruttata dagli olandesi, ha recentemente diversificato la sua economia, il che potrebbe favorire il suo non allineamento. Ma le influenze imperialiste perdurano. Sul piano economico, la metà delle importazioni proviene dagli Stati Uniti e dai Paesi Bassi. Il 10% del bilancio delle entrate proviene dall’aiuto olandese. Le fonti di dipendenza non sono solamente finanziarie. Nell’agosto 2009, gli Stati Uniti hanno nominato come ambasciatore a Paramaribo John R. Nay, ex studente missionario della Chiesa avventista del settimo giorno. In Suriname il protestantesimo è la seconda corrente religiosa (25%) dietro l’induismo (27%) e il paese conta 17 congregazioni avventiste, probabilmente un canale per l’iniziativa dell’amministrazione Obama.