Il Sudafrica entra nel gruppo Bric?

Il presidente della Repubblica del Sudafrica Zuma nell’ambito della sua visita a Mosca ha firmato un’importante contratto di fornitura di uranio arricchito che, come fieramente sottolinea Sergej Kirienko, capo della corporazione russa di energia nucleare Rosatom, rappresenta quasi il 50% del fabbisogno della potenza africana. L’azienda Techsnabexport fornirà quindi per un lasso contrattuale decennale alla Eskom Holdings Limited il prezioso “carburante” da una posizione di quasi oligopolio. Però non è questa la notizia, la notizia di eccezionale importanza se verrà confermata da azioni concrete nei prossimi mesi, è l’entrata del Sudafrica nel gruppo BRIC (Brasile, Russia, Cina, India).
Nella conferenza stampa tenuta dai capi di stato, Medveded ha reso pubblico l’invito rimarcando come l’economia sudafricana stia emergendo e di come la Russia veda nel Sudafrica un paese complementare al gruppo Bric. Oltre all’esponenziale crescita del paese africano, non sono di secondaria importanza i lacci economici che sono stati tesi in questi anni con la Cina, sempre più presente nel continente africano, e l’interesse geopolitico che riveste la potenza africana nello scacchiere mondiale in evoluzione. I paesi Bric si presentano non solo come le potenze economiche emergenti ma come i soggetti precursori e fondatori di un nuovo ordine economico e politico mondiale; in questo senso l’entrata della potenza africana è strategica.

La Cina non ha mai preso sul serio i corteggiamenti di Kissinger e dell’imperialismo statunitense; la ricerca di un’equilibrio strategico basato anche sull’interdipendenza finanziaria non significa che la leadership cinese non abbia ben presente la minaccia che rappresentano gli Usa con alleati domestici annessi per loro stessi e per l’intero pianeta. Le avances di Washington tese a dividere l’asse Mosca Pekino sono cadute nel vuoto, e gli emissari di Obama sono rimasti con i mazzi di rose appassite in mano, più o meno come quelle marcite in Georgia con Saakashvili (riv. delle rose).

Le alleanze strategiche di Pekino sono quelle nate in seno al gruppo di Shangai (Org. Coop. Shangai) che sempre più rappresenta nelle sue sfumature e ramificazioni microregionali un blocco politico militare capace di porsi ad argine all’influenza bellicista di Usa e Nato.

Ma è nell’ambito del Bric che le potenzialità di trasformazione dell’attuale sistema si manifestano concretamente. Già nel vertice di Ekaterimburgo si discusse sul superamento del dollaro come divisa per le transazioni internazionali… e i paesi che discutono su come ridisegnare i rapporti e la geometria finanziaria mondiale sono quelli che entro la metà di questo secolo supereranno le attuali sette maggiori economie mondiali (Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia , Germania e Italia); le potenzialità dei paesi Bric sono palesi, detengono il 40% della popolazione del pianeta, un 15% del PIL mondiale e una media di crescita annua del 10%.

Quando c’è un’obiettivo strategico comune, le contraddizioni che sorgono nell’ambito del processo si superano con relativa facilità nell’ambito di un dialogo che coinvolge tutti gli attori. I coordinatori (uno per paese) sono in continuo contatto reciproco così come lo sono con i rispettivi Ministeri degli Esteri; i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali e delle banche di sviluppo si sono riuniti già in quattro occasioni. Nel marzo di quest’anno c’è stato il vertice tra i Ministri dell’agricoltura, i capi dei servizi di statistica si sono incontrati invece nel mese di febbraio. I rappresentanti all’ONU tendono a votare in modo unanime e a presentare risoluzioni congiunte, ciò non è solo il frutto della dialettica in seno agli incontri periodici del gruppo ma di una condivisione politica in relazione ai temi strategici chiave.

In attesa degli eventi, possiamo considerare che se il Sudafrica entrerà nel gruppo in un certo senso si avrà la chiusura del cerchio, o meglio, della rappresentanza continentale al di fuori dei paesi occidentali. Questi sono passaggi chiave per il mondo multipolare del futuro, peccato che non vengano seguiti adeguatamente nei paesi occidentali… non basta chiudere gli occhi per allontanare la propria morte.