Il soldato diventa robotico

Tra le meraviglie tecnologiche esposte a Smau 2004, il salone in svolgimento alla Fiera di Milano dal 21 al 25 ottobre, ce n’è una che le supera tutte: il «Soldato Futuro». E’ esposto, per ora sotto forma di manichino, al padiglione 13 del Ministero della difesa. Il soldato-manichino è lì per mostrare le avveniristiche tecnologie di cui sarà dotato il soldato in carne ed ossa a partire dalla fine del 2005. La tuta da combattimento sarà ultraresistente, antiproiettile, anti-fiamma, anti-nbc (resistente ad aggressivi nucleari, batteriologici e chimici), climatizzata, dotata di sensori per controllare le condizioni fisiche, mimetizzata a seconda dei diversi ambienti e trattata per ridurre l’emissione termica del corpo per rendere il soldato invisibile di notte ai visori all’infrarosso. L’arma individuale, utilizzabile come mitragliatore e lanciagranate, avrà un telemetro laser per la massima precisione, un apparato di puntamento diurno e notturno, un «designatore»elettronico e uno laser, un sistema a microonde per la connessione torso-arma. L’elmetto conterrà il cervello elettronico: esso permetterà al soldato di distinguere l’amico dal nemico, vedere anche di notte attraverso un visore binoculare, essere sempre in contatto radio col comando, conoscere la propria posizione attraverso il sistema satellitare Gps, visualizzare carte digitalizzate e ordini grafici in un display, elaborare, trasmettere e ricevere informazioni attraverso un mini-computer.

Per la ricerca e sviluppo di tale equipaggiamento sono stati spesi finora 18 milioni di euro, cui si aggiungerà un costo per soldato di circa 20 mila euro. «Verrà così esaltata la `letalità’ del militare, intesa come capacità di mettere fuori combattimento l’avversario», spiega Analisi Difesa, aggiungendo che ciò è necessario per «le sempre più numerose missioni internazionali improntate su una guerra a un nemico sempre più nascosto e subdolo come il terrorismo». Attraverso tale equipaggiamento, che diverrà tutt’uno col proprio corpo e la propria mente, il soldato verrà trasformato in una perfetta macchina per uccidere, telecomandata dal cervello elettronico che non gli lascerà tempo di avere propri pensieri ed emozioni. «Il soldato futuro, combattente del terzo millennio» sarà un robosoldato.

Si compie così la mutazione genetica delle forze armate attraverso il «Nuovo modello di difesa» che, passato da un governo all’altro con un sostanziale appoggio bipartisan, stabilisce un chiaro principio anticostituzionale: compito delle forze armate italiane non è tanto la difesa della patria (art. 52 della Costituzione), quanto la «tutela degli interessi nazionali ovunque sia necessario». Per tale ruolo non è adatto un esercito di leva, e per questo è stata abolita la leva obbligatoria. Occorre un esercito di professionisti della guerra, ecomicamente privilegiati (un soldato in Iraq guadagna, tra stipendio e diaria, oltre 6 mila euro al mese), preparati non solo militarmente ma ideologicamente a occupare territori e a reprimere la resistenza delle popolazioni, obbedendo a qualsiasi ordine. E, una volta che i professionisti della guerra cambieranno divisa, divenendo poliziotti, carabinieri, guardie forestali o vigili del fuoco, porteranno con sé il loro bagaglio formativo, determinando una pericolosa militarizzazione di questi settori statali. Nel «soldato futuro», telecomandato attraverso il cervello elettronico dell’elmetto, c’è l’oscuro futuro della democrazia italiana.