“Il popolo non può essere fermato”

Signor Presidente, sebbene nel corso della sua ultima visita a Tegugigalpa l’OSA abbia chiesto al dittatore Micheletti che le venga restituito il suo incarico di presidente, l’Ambasciata del Brasile continua ad essere circondata da militari e poliziotti; da ponteggi, soldati incappucciati stanno filmando l’interno; franchi tiratori sono appostati sui tetti, viene impedito l’accesso di alimenti e prodotti sanitari e imposte altre misure repressive. In questa situazione di che tipo di “negoziati” tra la sua commissione e quella del dittatore Micheletti stiamo parlando?

Dopo il colpo di Stato hanno violato la Costituzione e i diritti umani. Inoltre, hanno lacerato la tela della fiducia reciproca in Honduras. Sviluppano qualsiasi azione contraria alla società honduregna e stanno attentando a elezioni democratiche e legali.

La repressione contro gli oppositori del colpo di stato ha provocato la morte di più di 20 persone, più di 500 feriti e 3.000 incarcerati. Per questi crimini chi punirà il regime golpista capeggiato da Roberto Micheletti?

In questo contesto, i golpisti stanno cercando di convocare elezioni come in Afghanistan e in Iraq, sotto la minaccia delle mitragliatrici. I golpisti realizzeranno le elezioni, messe in discussione dal popolo, ma con la frode, perché in una democrazia non può prevalere il terrore e la paura. Se non si avrà una restituzione dei diritti costituzionali, il popolo non potrà riavere né la pace né la tranquillità.

Dall’8 ottobre, il regime usurpatore ha eliminato le garanzie costituzionali: ha riattivato lo stato d’assedio, proibisce la libera circolazione, le riunioni e le manifestazioni. Ha chiuso gli unici mezzi di comunicazione oppositori del regime. Roberto Micheletti sta forse ingannando la comunità internazionale, affermando (come hanno scritto alcuni media in Germania) che ha revocato questo decreto? Qual è il suo messaggio?

Perché si svolgano elezioni limpide, occorre avere un’onesta competizione, una libera competizione con possibilità di pari accesso per tutti. Se le elezioni si svolgono sotto una tirannia, in presenza di una repressione, sotto un governo totalitario, allora non avranno alcuna validità e saranno sconfessate dal popolo. Un colpo di Stato è un meccanismo che intorpidisce tutti i processi democratici. Chiamare alle elezioni significa legittimare il colpo di Stato. Rappresenterebbe una manovra contro la società. Permettere ai golpisti di fare le elezioni è un po’ come offrire le pecore al lupo, perché sono essi stessi che le stanno manovrando. Si attribuiranno sempre il diritto di essere loro a lasciare il potere ad altri honduregni, nel caso vengano eletti. Sarebbe assurdo dare l’opportunità ai golpisti di andare alle elezioni, sapendo che vorranno controllare il potere anche dopo.

Se non si dovesse essere in grado di conservare l’ “esperimento honduregno”, non vede il pericolo che in futuro gruppi di potere nazionali, appoggiati dall’ultradestra statunitense e/o internazionale, cercheranno di rovesciare governi progressisti dell’America Latina, con l’obiettivo di sopprimere le loro politiche sociali e frenare la partecipazione dei cittadini?

Il popolo non può essere fermato. Il popolo è parte della dialettica dello sviluppo sociale. Il processo continuerà. Evidentemente, a seconda di chi guiderà il governo. La repressione e i colpi di Stato servono a frenare i processi sociali. Ad alzare un muro nei confronti di questi processi sociali. Mentre la comunità internazionale viene sfidata. Gli organismi internazionali, come OSA e ONU, vengono sfidati da un apprendista dittatore che sta prendendo in giro tutto il mondo. Il fatto di convocare elezioni sotto un regime totalitario ha il significato di una minaccia per i prossimi presidenti che potranno essere destituiti mediante colpi di Stato. E’ una presa in giro della comunità internazionale e delle leggi dello Stato di diritto.

Sembra che gli organismi internazionali non adottino meccanismi in grado di farla finita con il sistema dittatoriale imposto dal 28 giugno in Honduras?

Credo che l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) non possano ripristinare il sistema democratico se, assumendo la veste di spettatori, la violenza può sopprimere la volontà del popolo. La violenza sostituisce il sovrano, che è il popolo, affinché i vertici militari e quelli economici scelgano i presidenti. Cosa rappresenta ciò per l’OSA o le Nazioni Unite? Se permettono la dittatura, metteranno la parola fine alla democrazia del continente americano, perché avrebbe termine il sistema del rispetto delle elezioni popolari e la sovranità passerebbe ad un’elite militare, come in Honduras.

http://www.rebelion.org/noticia.php?id=93395 16 ottobre 2009
Traduzione a cura della redazione di http://www.lernesto.it