Il popolo moldavo accoglie l’invito dei comunisti a boicottare il referendum voluto dalla destra

Oltre i due terzi degli elettori puniscono il tentativo di emarginare i comunisti e di legare il paese al carro dell’imperialismo

“Stando ai sondaggi circa il 65% della popolazione dovrebbe recarsi alle urne”, hanno affermato importanti media occidentali (Euronews, ad esempio) alla vigilia del referendum che si è svolto domenica 5 settembre nella Repubblica di Moldova, certo nella speranza che potesse concretizzarsi il tentativo di modificare le regole costituzionali (attraverso l’elezione diretta del presidente della repubblica), portato avanti dalla coalizione nazionalista filo-romena e liberista, autoproclamatasi “per l’integrazione europea”, andata per un soffio al governo nelle controverse elezioni dell’estate 2009, per liberarsi (emarginandolo con un marchingegno elettorale contestuale all’avvio di una campagna di persecuzione che già l’Ernesto ha avuto modo di denunciare) dell’ingombra presenza del locale Partito Comunista della Repubblica di Moldova (PCRM), che riceve il consenso di quasi metà dell’elettorato e che condiziona fortemente l’attività del parlamento e che ha tra le sue prerogative anche l’elezione del capo dello Stato.

Il vero obiettivo del referendum, in realtà, era il completamento di quelle “riforme” all’insegna del massacro sociale, gradite ai poteri forti mondiali, che erano state avviate all’indomani della proclamazione dell’indipendenza, ma che avevano subito un’interruzione negli otto anni di governo comunista subentrato nel 2001 “a furor di popolo”, attento ai bisogni degli strati più deboli della società e fautore di un efficace “stato sociale”, rispettoso di quello status di neutralità che è continuamente messo a rischio dalle ingerenze della NATO e dalle violenze (sotto la bandiera delle “rivoluzioni colorate”) dei gruppi della destra più estremista, e sostenitore di una politica di convivenza delle diverse comunità nazionali (moldavi, russi, ucraini, gagauzi) che popolano la piccola repubblica ex sovietica.

In vista c’era anche il definitivo assorbimento, in una condizione di autentico servaggio coloniale e di avamposto militare in prossimità della Russia, alle strutture dell’imperialismo occidentale, a cominciare dalla NATO e dall’Unione Europea. E, forse, persino l’annessione alla vicina Romania, a coronamento del “sogno” coltivato dai nostalgici della “Grande Romania”, esistente tra le due guerre mondiali.

Gli sponsor occidentali dell’operazione non sapevano forse di dover fare i conti non solo con la debolezza e l’insipienza della rissosa coalizione filo-imperialista (in questo momento impegnata in un penoso “scaricabarile”), ma soprattutto con la volontà e la dignità del popolo moldavo che ha raccolto l’invito dei comunisti a boicottare in massa il referendum, per la cui validità sarebbe bastata la partecipazione di solo un terzo dell’elettorato. Oltre due terzi degli aventi diritto (al 71% di non partecipanti va aggiunta quella quota di elettori che ha comunque votato “no”) hanno contribuito a trasformare la consultazione in un autentico flop. Che oggi costringe i suoi promotori a prendere atto della cocente sconfitta, riconoscendo l’opportunità di andare ad elezioni anticipate, come richiesto da mesi proprio dal Partito Comunista, che tutti i sondaggi danno come sicuro vincitore.

Ha dichiarato Vladimir Voronin, ex capo dello Stato ed oggi presidente del PCRM: “i cittadini hanno difeso il loro diritto alla sovranità, hanno dimostrato di essere loro, il popolo moldavo multinazionale, gli autentici padroni del loro destino… Questa posizione solidale apre una nuova prospettiva politica per il paese. E’ ormai evidente a tutti che l’attuale potere e la sua maggioranza parlamentare non godono di alcuna autorità, morale, politica, giuridica. Lo scioglimento del parlamento e le elezioni politiche anticipate, l’ulteriore rafforzamento della repubblica parlamentare e la modernizzazione economico-sociale del paese, sono i principali obiettivi che abbiamo di fronte”.

Spetta anche a noi comunisti italiani sostenere senza esitazione, con spirito solidale e contro le ingerenze dell’imperialismo, la battaglia dei nostri compagni moldavi per la democrazia, la sovranità nazionale e un’Europa dei popoli.