Il PC portoghese chiede al parlamento di rifiutare la nuova Concezione Strategica della NATO

Traduzione di l’Ernesto online

In Italia, l’imminente vertice della NATO, che si svolgerà il 19-20 novembre a Lisbona non sembra avere ancora suscitato non solo mobilitazione, ma neppure un qualche minimo interesse, nonostante si tratti della scadenza in cui l’organizzazione militare imperialista tradurrà in concezione strategica la sua più recente pratica di ingerenza, di aggressione e di guerra in ogni angolo del mondo.
In Portogallo, sede del vertice, la riunione della NATO è invece oggetto di grande attenzione da parte del movimento pacifista e delle forze progressiste, in particolare del Partito Comunista Portoghese, impegnato attivamente nell’organizzazione di una forte iniziativa che si protrae ormai da qualche mese e che culminerà in una manifestazione di massa in concomitanza con lo svolgimento del vertice.
Per l’occasione, il gruppo parlamentare del PCP ha presentato anche una proposta di risoluzione all’Assemblea della Repubblica, che condanna la nuova dottrina della NATO.
La proponiamo all’attenzione dei nostri lettori.
Sperando possa servire a suscitare qualche interesse tra i comunisti e la sinistra anche in Italia.

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All’Assemblea della Repubblica del Portogallo (il parlamento nazionale), una risoluzione del Partito Comunista Portoghese propone il rifiuto della nuova Concezione Strategica della NATO che sta per essere ratificata al Vertice di Lisbona del 19-20 novembre.

Il Progetto di Risoluzione N.º 294/XI-2ª propone il rifiuto della nuova Concezione Strategica della NATO.

L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) ha annunciato lo svolgimento di un vertice dal 19 al 20 novembre, in Portogallo, dove prevede di rivedere la sua concezione strategica, il che rappresenta un nuovo e pericoloso salto qualitativo nel ruolo, nella missione e negli obiettivi bellicisti di questa Organizzazione.

Con la sua nuova concezione strategica la NATO pretende di trasformare nella sua dottrina ciò che è già la sua pratica: allargare il raggio territoriale del suo intervento e la proiezione delle forze a tutto il globo; ampliare l’ambito delle sue missioni a questioni, come l’energia, l’ambiente, le migrazioni e le questioni della sicurezza interna degli Stati; riaffermarsi come blocco militare nonostante la retorica sul disarmo nucleare, prevedendo l’uso del’arma nucleare in attacchi militari; sviluppare ancora di più il complesso militare-industriale e la ricerca militare; ed esigere da tutti i suoi membri un aumento delle spese militari; promuovere la corsa agli armamenti e all’installazione di nuovi sistemi di missili in Europa; includere nelle sue missioni azioni di ingerenza diretta e occupazione sotto la copertura delle missioni di interposizione e mantenimento della pace; aumentare la strumentalizzazione dell’ONU per proseguire nei suoi propositi e approfondirne il ruolo di braccio armato dell’imperialismo.

La NATO svolge un ruolo centrale nella militarizzazione delle relazioni internazionali e nella corsa agli armamenti, essendo il principale motore dei conflitti e delle tensioni che segnano il momento attuale. La NATO impone una scalata negli armamenti e bellica di grandi dimensioni, di cui la guerra in Afghanistan è un elemento centrale.

La realizzazione del Vertice in Portogallo significa la conferma di una politica di coinvolgimento del paese nei propositi militaristi di questo blocco politico-militare che costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale. Il Governo rende subalterni gli interessi del Portogallo e del popolo portoghese e mette al servizio degli interessi degli Stati Uniti d’America, della NATO e dell’Unione Europea, la sua politica estera e le forze armate portoghesi, di cui sono esempio gli interventi in Afghanistan e nel Kosovo.

Nel momento in cui il Governo Socialista annuncia nuove misure che mirano ad attaccare i diritti dei lavoratori, ad aumentare la precarietà e lo sfruttamento, e peggiora le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati, del popolo portoghese; nel momento in cui il Governo Socialista impone nuovi sacrifici a coloro che meno hanno, con il furto dei salari, l’aumento dei prezzi, la riduzione delle pensioni, la riduzione e la messa sotto condizione dell’accesso alle prestazioni sociali, la riduzione dell’investimento pubblico e l’inasprimento dell’attacco alla scuola pubblica e al diritto alla salute; il mantenimento e l’invio di forze militari portoghesi al servizio dei suoi interessi, al servizio della strategia della NATO, che non ha nulla a che vedere con gli interessi nazionali.

L’impegno del governo portoghese nella NATO è in rotta di collisione con i principi fondamentali che dovrebbero reggere le relazioni internazionali del paese inscritti nella Costituzione della Repubblica Portoghese: di “indipendenza nazionale, di rispetto dei diritti dell’uomo, dei diritti dei popoli, di uguaglianza tra gli stati, di soluzione pacifica dei conflitti internazionali, di non ingerenza negli affari interni di altri Stati e di cooperazione con tutti gli altri popoli per l’emancipazione e il progresso dell’unmanità”, auspicando “l’abolizione dell’imperialismo, del colonialismo e di qualsiasi altra forma di aggressione, dominio e sfruttamento nelle relazioni tra i popoli, come anche il disarmo generale, simultaneo e controllato, la dissoluzione dei blocchi politico-militari e l’instaurazione di un sistema di sicurezza collettiva, con in vista la creazione di un ordine internazionale capace di assicurare la pace e la giustizia nelle relazioni tra i popoli.

In questi termini, e tenendo in considerazione quanto sopra esposto, in base alle disposizioni legali e regolamentari in vigore, i Deputati firmatari del Gruppo Parlamentare del PCP propongono che l’Assemblea della Repubblica adotti la seguente:

Risoluzione

L’Assemblea della Repubblica raccomanda al Governo, nei termini del n.° 5 dell’articolo 166.° della Costituzione, l’adozione delle seguenti misure:

– La difesa dello scioglimento di questa organizzazione, dalla cui struttura militare il Portogallo deve progressivamente svincolarsi;

– Una politica che ricusi l’orientamento contenuto negli obiettivi del Vertice della NATO di promozione della corsa agli armamenti e di aumento delle spese militari;

– Il ritiro delle forze portoghesi coinvolte in missioni militari della NATO;

– La fine delle basi militari straniere e delle installazioni della NATO in territorio nazionale;

– il rifiuto della militarizzazione dell’Unione Europea, che la trasforma nel pilastro militare della NATO;

– Battersi per una politica di disarmo e per la fine delle armi nucleari e di distruzione di massa;

– L’effettiva realizzazione di una politica estera portoghese in consonanza con i principi consacrati nella Costituzione della Repubblica Portoghese e nella Carta delle Nazioni Unite, nel rispetto del diritto internazionale, e per la sovranità e uguaglianza dei popoli.

Assemblea della Repubblica, 18 ottobre 2010