Il PC della Repubblica di Moldova: “è in pericolo la democrazia e l’indipendenza del nostro paese”

Traduzione dal russo di Mauro Gemma per http://www.lernesto.it

Per il Partito Comunista della Repubblica di Moldova (PCRM) – attualmente all’opposizione -, l’attuale compagine governativa, insediatasi dopo le elezioni del luglio scorso, “intrattiene rapporti con il mondo criminale e aspira ad unificare la Moldova alla Romania”. Lo ha affermato, il leader del partito, l’ex presidente della repubblica Vladimir Voronin, in un durissimo intervento (non privo di severi accenti autocritici) pronunciato nel corso dell’ultima seduta del comitato centrale del PCRM, promettendo il passaggio ad una fase di forte “mobilitazione generale” contro la deriva reazionaria, in vista delle elezioni politiche anticipate.

(…) Voronin ha criticato duramente i partiti che sono arrivati al potere in Moldova, raggruppati nella cosiddetta “Alleanza per l’integrazione europea”.

“E’ ormai di pubblico dominio che coloro che sono saliti al potere in Moldova non rappresentano altro che un’autentica organizzazione criminale. Una banda di delinquenti, armata di un’unica ideologia: l’ideologia della svendita del paese, delle sue terre, del suo popolo”, ha dichiarato l’ex presidente.

“Il problema non risiede solo nel fatto che nelle nostre città, quartieri e villaggi siano ricomparse la delinquenza di strada, le estorsioni e le rapine. Si tratta di qualcosa di ancora più grave. A questa banda di ex contrabbandieri importa poco della Costituzione. Uniti in una sola cosca, affermando il diritto della forza, calpestano tutte le norme, i regolamenti, permettendo cose che sarebbe stato impossibile immaginare solo sei mesi fa”.

Voronin è convinto che il nuovo governo aspiri all’unificazione della repubblica con la Romania, e che per realizzare ciò “non abbia bisogno né della Costituzione, né del Codice Civile, né di strumenti di comunicazione indipendenti. Tutto viene già deciso a Bucarest”.

“Nell’anno della celebrazione della Grande Vittoria sul fascismo, costoro commettono il sacrilegio di creare una commissione di inchiesta sul regime comunista. Sanno, presentono, tremando di paura, comprendono che già quest’anno il Partito Comunista sarà in grado di assestare loro un colpo decisivo nelle elezioni anticipate. Per questo cercano, seguendo una logica primitiva, di liberarsi dell’unico partito serio, rappresentativo degli interessi di tutto il popolo. Ma tutti sappiamo che non ce la faranno”.

Voronin ha anche invitato i sostenitori del PRCM a trarre le opportune conclusioni da questo periodo di permanenza all’opposizione.

“La prima e principale lezione che dobbiamo trarre dalla situazione attuale, è rappresentata dal fatto che il PCRM, a un determinato momento, ha perso la sua capacità di autocritica e di comunicazione diretta con i propri militanti. La nostra posizione al governo ha distorto la nostra ottica di partito di lotta, facendo si che fossimo eccessivamente presuntuosi e, allo stesso tempo, troppo tolleranti nei confronti di molti dei nostri compagni (Voronin si riferisce al comportamento di dirigenti del PCRM e rappresentanti di governo passati nel campo dell’opposizione nazionalista, liberista e filo-occidentale)”, ha affermato Voronin.

La seconda lezione, secondo il leader comunista, si potrebbe riassumere nel fatto che “a causa del risultato di elezioni democratiche potremmo trovarci ad essere privati delle leggi, della difesa, della democrazia, delle libertà, della speranza nel futuro e persino di fronte alla possibilità di perdere l’indipendenza del nostro paese”.

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fonte: http://kprf.ru/international/75534.html