Il PC degli Stati Uniti condanna l’ondata repressiva senza precedenti contro i militanti pacifisti

Traduzione di l’Ernesto online

Il Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA) condanna con fermezza le incursioni del 24 settembre scorso effettuate nelle abitazioni di una decina di militanti pacifisti e della solidarietà con i popoli in lotta attuate dall’FBI e dalla Forza di Intervento Antiterrorista, come pure i mandati di comparizione davanti al gran giurì.

I sospettati non sono stati ancora accusati del minimo crimine.

La violazione dei loro domicili, la confisca di scatole contenenti disegni di bambini, costituisce un affronto per ogni americano. Esse mettono in discussione la Carta dei Diritti.

Le incursioni si sono moltiplicate dopo l’approvazione di una serie di leggi repressive, a cominciare dall’adozione dell’ ”Atto sull’antiterrorismo e l’efficacia della pena di morte” al Congresso e la sua ratifica da parte del presidente Clinton nel 1996, e del “Patriot Act” adottato in tutta fretta al Congresso dopo l’11 settembre 2001. Tali disposizioni sono state in seguito rafforzate dalla Corte Suprema, dominata dall’Estrema destra, nell’affare Holder vs Humanitarian Law project.

L’adozione di questa legge è stata giustificata in nome della lotta contro il terrorismo. Tuttavia, articoli interi della legge e la sua messa in pratica, vanno ben oltre la lotta contro il terrorismo. In realtà mettono in pericolo le libertà civili.

Noi non ignoriamo certamente il pericolo reale del terrorismo. Le agenzie per la sicurezza del governo degli Stati Uniti hanno la responsabilità di proteggere il popolo americano contro le azioni violente degli estremisti.

Malgrado ciò, le agenzie di intelligence degli Stati Uniti sono state le istigatrici di atti violenti che possono anch’essi essere definiti terroristici. Per esempio, nella guerra condotta dai Contras sostenuti dagli Stati Uniti in America Centrale nel corso degli anni 80, la CIA ha scritto e distribuito manuali su come commettere attentati e azioni terroristiche.

E più recentemente, il giornale locale “Cleveland Plain Dealer” ha scoperto una registrazione che sembra provare che un agente dell’FBI ha aperto il fuoco per primo nella sparatoria della Guardia nazionale dell’Ohio contro gli studenti dell’università di Kent State, che ha ucciso quattro di loro il 4 maggio 1970.

Le ultime incursioni dell’FBI non hanno niente a che vedere con la protezione del popolo americano contro il terrorismo, mentre hanno a che vedere con la soppressione del diritto alla libertà di espressione di questi militanti. Essi si sono tutti opposti agli interventi militari in Iraq e in Afghanistan e alla politica degli Stati Uniti verso i governi di destra in Colombia e in Israele.

Ciò significa l’abbandono definitivo della lunga tradizione così lodata del diritto alla contestazione.

Il Partito Comunista degli Stati Uniti parla a ragion veduta della questione. Durante il periodo maccartista, il nostro partito è stato criminalizzato come un agente straniero e accusato di preparare il rovesciamento violento del governo. I nostri dirigenti e i nostri militanti sono stati tradotti davanti ai gran giurì, imprigionati, licenziati e messi in una lista nera, mentre le loro famiglie venivano isolate e ostracizzate.

Ma l’isteria e la persecuzione maccartista riguardava tutto il popolo degli Stati Uniti, tutta la sinistra, i movimenti sindacali e pacifisti. Il suo obiettivo era quello di aprire la strada alle politiche reazionarie di Guerra Fredda, nazionali e straniere, che hanno fortemente ristretto la democrazia e la libertà di espressione, intaccato la nostra costituzione e deformato i discorsi politici per una generazione.

Grazie al popolo americano, il maccartismo è stato vinto e i tribunali hanno dichiarato incostituzionali i suoi attacchi.

Noi temiamo un’erosione simile dei diritti costituzionali se questo caso costituisse un precedente. Ciò avrebbe implicazioni più vaste per chi si oppone a diversi aspetti della politica nazionale e straniera degli Stati Uniti, compresi i sindacalisti e gli ecologisti.

L’FBI ha una lunga e sordida storia di repressione, che risale alla sua creazione negli anni 20 ai tempi dei “raids Palmer” (azioni repressive per instaurare un clima di terrore contro comunisti, sindacalisti e radicali, ndt). Ad esempio, l’agenzia è nota per il suo comportamento vergognoso nei confronti del Movimento per i diritti civili, quando ha preso come bersaglio Martin Luther King Jr., i militanti pacifisti che si opponevano alla guerra nel Vietnam, come pure gli attivisti religiosi e i sindacalisti, o con le azioni provocatrici e lo spionaggio di COINTELPRO (Programma dell’FBI, attivo fino al 1971, che si proponeva di spiare e destabilizzare le organizzazioni rivoluzionarie come il Partito Comunista degli Stati Uniti, ndt) sulle organizzazioni e con le nuove rivelazioni sulla sparatoria di Kent State.

Un recente rapporto dell’Ispettorato generale rileva le derive di un FBI che spia attività protette dal Primo emendamento dal 2002 al 2006, e il fatto che l’FBI non è mai stata sottoposta a meccanismi di controllo interno per prevenirne gli abusi.

La “Lista di sorveglianza anti-terrorista” del governo degli Stati Uniti conta ormai più di un milione di americani.

La decisione della Corte Suprema nell’affare Holder vs Humanitarian Law project è considerata da molti come una minaccia alla Carta dei Diritti. Offre credito ad una vaga definizione governativa circa l’ “aiuto materiale” offerto alle organizzazioni terroriste. Essa può includere un aiuto che non è legato direttamente al terrorismo a ad azioni violente.

Il governo può qualificare ogni organizzazione come terrorista, come già era stato fatto con l’African National Congress, l’organizzazione che ha condotto la lotta contro l’apartheid in Sud Africa.

Noi facciamo appello al Dipartimento di Giustizia perché venga messa fine a questa persecuzione, di cui sono vittime i militanti della causa della pace e della giustizia, e al Congresso perché si abroghino gli elementi antidemocratici e repressivi del “Patriot Act”.