Il Partito Comunista Peruviano a sostegno di Ollanta Humala

Traduzione di l’Ernesto online

Il Partito Comunista Peruviano (PCP) saluta la vittoria elettorale ottenuta dal candidato presidenziale Ollanta Humala, della coalizione “Gana Perù”. Della coalizione fanno parte i comunisti, che hanno così contribuito al successo ottenuto al primo turno e che sottolineano: “confermiamo il nostro impegno allo scopo di ottenere la vittoria definitiva al secondo turno delle elezioni presidenziali”,

Lo ha comunicato Bernardo Millones, vice-segretario generale del PCP a nome della Commissione Politica del Partito. “Il PCP sarà in prima linea nella creazione di un ampio fronte anti-corruzione, per la sovranità nazionale, che favorisca le trasformazioni di cui ha bisogno il Perù per il suo sviluppo sostenibile”.

In una prima analisi delle elezioni il PCP segnala: “la candidatura presidenziale di Ollanta Humala ha ottenuto un’importante vittoria elettorale e ora occorre prepararsi per la battaglia decisiva che ponga termine a 20 anni di egemonia neoliberale e apra una nuova fase nella storia della nostra patria”.

Il comunicato prosegue: “Se venissero confermate le tendenze elettorali che i sondaggi alla chiusura delle urne indicano, il secondo turno sarà tra Ollanta Humala e Keiko Fujimori. Vale a dire, tra la proposta di cambiamento espressa da Ollanta Humala e il continuismo neoliberale rappresentato dall’erede del corrotto ex presidente Fujimori”.

“Questo scenario elettorale pone nuovi compiti per il secondo turno. Il primo è sapere quale sarà l’atteggiamento dei gruppi di potere economico, se conserveranno un comportamento imparziale o se parteciperanno attivamente alla campagna contro Humala”, continua l’analisi del PCP.

Un secondo elemento da tenere in considerazione “è sapere quale decisione prenderanno Kuczynski, Toledo, Castañeda nel secondo turno, e fino a che punto gli elettori che hanno appoggiato queste candidature rispetteranno disciplinatamente le direttive assunte dalle dirigenze dei partiti”, sottolinea il PCP.

“A dire il vero, esistono più affinità programmatiche tra Kuczynski, Toledo e Castañeda e Fujimori che non con Humala. E allora è probabile che i candidati sconfitti al primo turno cerchino un accordo con Fujimori e, come ci hanno già abituato, chiamino a votare con il naso tappato per Keiko Fujimori. Ripetendo quanto era accaduto nelle elezioni del 2006, in cui Garcia vinse al secondo turno con l’appoggio della destra”.

E ancora il PCP dichiara: “Ma occorre tener conto del fatto che il fujimorismo continua a rappresentare una pietra nella scarpa per un importante settore della destra liberale e democratica. Inoltre il comportamento degli elettori peruviani non è determinato dalle lealtà politiche”.

Il PCP ritiene che “ciò significa che il secondo turno elettorale è completamente aperto. Le possibilità di vittoria occorre costruirle con una strategia a tutto campo che analizzi con realismo il panorama politico dopo il 10 aprile”.

Infine si sottolinea: “Il Perù continua ad essere un paese in cui non esiste ancora una forza politica maggioritaria capace di imporre il suo programma; ciò significa che occorre proseguire con una campagna di diffusione del programma di “Gana Perù” per costruire una nuova maggioranza politica e sociale che sostenga il cambiamento di cui la patria ha bisogno”.

“Ma nel frattempo, oggi abbiamo il diritto di festeggiare la vittoria ottenuta nel primo turno”, conclude la nota pubblicata nella pagina web del Partito Comunista Peruviano (http://www.pcperuano.com).