Il Partito Comunista di Belarus chiede la revoca delle sanzioni USA e UE

“Non esistono le basi legali per imporre sanzioni alla Bielorussia”, è scritto nella dichiarazione diffusa in questi giorni dal Comitato Centrale del Partito Comunista di Belarus (KPB).

“Con il solito grande zelo, gli “illuminati democratici” americani ed europei occidentali stanno mostrando al mondo il loro disprezzo per le norme più elementari nelle relazioni tra gli stati. Usando inverosimili pretesti, interferiscono negli affari interni dei paesi indipendenti imponendo la propria concezione degli “standard democratici” e cercando di punire popoli amanti della libertà per la loro determinazione a difendere scelte indipendenti di vita e di sviluppo”.

Secondo i comunisti bielorussi, le elezioni presidenziali si sono svolte nel pieno rispetto della costituzione e della legislazione nazionale, mentre i disordini scatenati da teppisti e provocatori dopo la comunicazione del risultato che ha confermato la schiacciante vittoria di Lukashenko, sono stati strumentalizzati per mettere in discussione l’indipendenza della Bielorussia.

I comunisti sono convinti che la sanzioni contro la Bielorussia imposte dai cosiddetti “combattenti per i principi democratici e i diritti umani” non sono altro che un tentativo di imporre la loro volontà a uno Stato sovrano. “La posizione della stragrande maggioranza dei bielorussi è la seguente: solo il popolo bielorusso è il vero proprietario della sua terra. Nessuno può decidere al nostro posto come dobbiamo vivere nel nostro paese”.

“Il Partito Comunista di Belarus esige che l’amministrazione USA, i rappresentanti delle nazioni europee e alcuni governi europei interrompano immediatamente la feroce campagna informativa contro uno stato europeo indipendente, le pressioni sul popolo e sugli organismi di governo di Belarus. Il Partito chiede che l’Unione Europea e gli USA aboliscano immediatamente le sanzioni, che contraddicono i principi di amicizia e buon vicinato tra gli stati, attuate contro compagnie, politici, funzionari del governo, giornalisti, professionisti della sanità, magistrati e giudici, insegnanti universitari e militari del Ministero dell’Interno”.

“Ci auguriamo che il buon senso e l’autentico rispetto dei diritti dei bielorussi prevarranno nell’UE e negli USA. I bielorussi intendono vivere in armonia con le proprie leggi”, conclude la dichiarazione del KPB.