Il Partito comunista cinese e la riunione dei PC a Delhi

IL partito comunista cinese (PCC) sta istaurando, specialmente a partire dal 2003, dei rapporti sempre più stretti con i partiti comunisti di tutto il pianeta.

Un esempio in questo senso è costituito dalla partecipazione del PCC all’incontro mondiale dei partiti comunisti di quasi tutto il mondo, che si è tenuto in India a Delhi, a fine novembre del 2009. Il PCC ha preso parte a pieno titolo a questa importante riunione, firmando un documento finale in cui si sostiene, tra le altre cose che:

– “l’attuale recessione globale è una crisi sistematica del capitalismo, che dimostra i suoi limiti storici e la necessità del suo rovesciamento rivoluzionario”. Del suo “rovesciamento rivoluzionario” si noti bene …

– “la Nato sta promuovendo una nuova politica aggressiva”

– “le potenze imperialistiche dominanti cercano la loro via d’uscita dalla crisi, scaricando gli oneri maggiori sui lavoratori…”

– “se il sistema capitalista è intrinsecamente percorso dalla crisi, non crolla automaticamente”

– “tutti i tipi di teorie, come “non c’è alternativa” alla globalizzazione imperialistica sono propaganda. Si deve lottare contro di loro con la nostra risposta: “il socialismo è l’alternativa”

– “il socialismo è l’unica vera alternativa per il futuro del genere umano e il futuro è nostro”.

A differenza di quasi tutti i partiti comunisti presenti all’incontro di Delhi, il PCC ha gia effettuato nel 1927/49 un vero “rovesciamento rivoluzionario” del capitalismo nel suo paese. Il fatto che partecipi da alcuni anni a pieno titolo agli incontri mondiali dei partiti comunisti, non mostra solo la sua intenzione di appoggiare i partiti comunisti che operano nei paesi ancora dominati dall’imperialismo e dal capitalismo mondiale, ma anche ed ancora una volta la falsità delle tesi, molto diffuse nella sinistra antagonista occidentale, sul presunto carattere “borghese”assunto dal PCC dopo la morte di Mao Zedong, sul suo presunto carattere “filo-capitalista”.

Il PCC non ha cambiato nome, come fece invece nel 1989/91 il PC italiano; non si vergogna di definirsi comunista, come molti della sinistra “antagonista” occidentale agli inizi del terzo millennio, a partire da Bertinotti e Vendola; non si vergogna di definirsi marxista-leninista, come ancora si definisce solo una minoranza in Italia e nel mondo occidentale, anche all’interno dei partiti comunisti.

Un ampio resoconto sulla riunione di Delhi si può trovare sugli eccellenti siti comunisti Resistenze (www.resistenze.org) e l’Ernesto (www.lernesto.it), al cui interno si possono trovare sia la dichiarazione finale di Delhi che l’elenco dei partecipanti e firmatari dell’appello conclusivo.

Fonte: redazione la Cina Rossa (stralci) www.lacinarossa.net