Il nuovo colonialismo

*del Dipartimento Internazionale del Partito Comunista Portoghese

Traduzione a cura della redazione di http://www.lernesto.it

Le potenze del mondo capitalista e i loro satelliti hanno deciso di tenere a Londra una conferenza sull’Afghanistan, uno degli stati aggrediti dall’esercito americano e dalla NATO dopo l’11 settembre 2001. Per il popolo afgano il bilancio dell’occupazione militare è catastrofico. Le sofferenze e i massacri ogni volta più crudeli superano in disumanità tutto ciò che era accaduto nel paese durante il governo dei talebani, regime appoggiato per molto tempo dagli Stati Uniti e dalla NATO.
Ma, trascorsi otto anni, la situazione si è trasformata anche in un incubo per le potenze occupanti. Il regime di Kabul si è rivelato un autentico fiasco anche alla luce dei criteri di pseudo-democrazia propagandati dall’imperialismo. La resistenza popolare armata cresce quotidianamente imponendo pesanti perdite alle truppe invasore. La condanna internazionale del militarismo e della guerra obbliga l’imperialismo ad annunciare che il conclave di Londra è destinato a preparare il ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan mentre, di fatto, il suo principale obiettivo è quello di ingannare l’opinione pubblica, di guadagnare tempo, di rafforzare l’occupazione militare e di intensificare la guerra.

In Germania, il 71% della popolazione difende il ritorno dei militari nel proprio paese. In Gran Bretagna e in Francia la volontà dei popoli non è diversa. E anche negli Stati Uniti la paranoia della cosiddetta “guerra contro il terrorismo” non ha prodotto i risultati sperati. Né lo sciovinismo nazionalista dei dirigenti dell’Unione Europea che sognano parate militari sotto una pioggia di coriandoli in stile nordamericano, né la ripresa della retorica sulla cosiddetta “superiorità” della civiltà occidentale, utilizzando la quale il fascismo portoghese ha giustificato più di un decennio di guerra coloniale, riescono a convincere i popoli ad appoggiare un’invasione scatenata con obiettivi inconfessabili ma ben presenti agli specialisti militari delle grandi potenze della NATO.

Il capo del dipartimento della prevenzione e rischi dei servizi di informazione della Bundeswehr, il tenente colonnello Reinhard Herde, riferendosi agli intensi rapporti che mantiene con la “Military Intelligence Community” degli Stati Uniti – in un momento in cui l’imperialismo si era convinto che i popoli si fossero convertiti definitivamente al capitalismo e al militarismo – ha rivelato con rara chiarezza la strategia dell’imperialismo di un nuovo ciclo di guerre nell’organo ufficiale dell’esercito tedesco, Truppenpraxis (n°2, 1996): “Il secolo XXI sarà l’epoca di un nuovo colonialismo” dice questo ufficiale di uno dei maggiori eserciti della NATO e dell’Unione Europea. Herde prosegue affermando che “le colonie del futuro saranno soprattutto fonti di materie prime e mercati per i prodotti delle potenze coloniali”… “I governi degli stati ricchi dovranno creare corridoi di sicurezza fisici e digitali per il trasporto delle ricchezze naturali e per il commercio, come anche per l’informazione e la vigilanza”. E aggiunge che “le grandi guerre del secolo XX sono avvenute tra stati ricchi. Nel prossimo secolo gli stati ricchi dovranno difendere la loro ricchezza contro i popoli degli Stati e delle regioni poveri. Per ottenere ciò che prima si poteva comprare sarà necessario ricorrere alla guerra”.
La conferenza di Londra non ha per obiettivo né la pace, né il benessere dei popoli, né persino la cosiddetta “lotta contro il terrorismo”. La sua principale funzione è quella di cercare di frenare la crescente resistenza dei popoli contro lo sfruttamento e l’oppressione dell’imperialismo e di garantire che il sangue che alimenta il saccheggio dell’oligarchia dei mercati e i profitti del capitale monopolista non cessi di scorrere.