Il modello spagnolo in Italia? Spinge il Pd e taglia i piccoli

Il sistema elettorale spagnolo applicato in Italia favorirebbe il Pd e penalizzerebbe le piccole formazioni. A beneficiarne sarebbero i due partiti maggiori (il Pd e il futuro Pd) che avrebbero più seggi di quelli che spetterebbero loro in base alla percentuale di voti. Molti partiti che si sono presentati alle elezioni 2006 sparirebbero. Cruciale sarà la definizione della dimensione delle circoscrizioni elettorali.
Sembra che anche Berlusconi si sia, per ora, convertito al sistema spagnolo. Ma quale spagnolo? Quello che piace a Berlusconi e a Veltroni è lo spagnolo vero, con circoscrizioni mediamente piccole e possibilmente con tante piccole circoscrizioni. Infatti più bassa è la dimensione media delle circoscrizioni, e più alto è il numero di piccole circoscrizioni sul totale delle circoscrizioni, maggiore è la dispropozionalità del sistema a vantaggio dei due maggiori partiti. In altre parole con uno spagnolo vero il Pd e il futuro Pdl avrebbero più seggi di quelli che gli spetterebbero in base alla loro percentuale di voti. E molti altripartitine avrebbero dimeno. Ai guadagni degli uni corrispondono le perdite degli altri. Il gioco è a somma zero. Le simulazioni nella tabella in pagina dimostrano questo punto.
I dati sono quelli delle politiche 2006 alla Camera riaggregati. Con il sistema spagnolo molti partiti del 2006 sparirebbero. I loro voti sono stati aggregati a quelli di partiti affini sulla base di stime che possono essere opinabili ma che non spostano il risultato delle simulazioni. In altra parole anche stimando flussi elettorali trapartiti diversi da quellipropo-sti quiil risultato non cambierebbe significativamente. Le simulazioni sono tre. Nella prima il sistema spagnolo è stato applicato alivello delle nostre province. Questo avviene anche in Spagna. Li le province sono meno che da noi ma anche i seggi alla Camera sono meno (350 invece di 630). La dimensione media delle province spagnole è di circa 7 deputati. Nel caso italiano è di 5.8. Come si vede, in questa simulazione l’esito è favorevole ai due grandi partiti e soprattutto al partito in questo caso con più voti, il Pd. La sovrarappresentazione di questo partito è di ben 11 punti. Infatti con il 35% dei voti passerebbe al 46,2% dei seggi. Questo è l’effetto maggioritario di cuiparla Veltroni. Per il Pd la differenza tra voti eseggi sarebbe di 5 punti. Per tutti gli altri partiti sarebbe negativa. E sarebbe particolarmente negativa per i partiti medi come la Sinistra e la Nuova Dc che verrebbero praticamente dimezzati. Questo spagnolo applicato in ltalia con gli opportuni correttivi istituzionali e parlamentari preserverebbe un assetto bipolare della competizione, come in Spagna. Ma come si può approvare una legge elettorale del genere?
La seconda simulazione ci riporta con i piedi per terra. In questo caso la dimensione media delle circoscrizioninon è più 5.8 seggi ma 15.3. Sono quindi circoscrizioni molto più grandi. Ed ecco che l’effetto maggioritario della prima simulazione si ridimensiona drasticamente. La differenza seggi-voti per il Pd si riduce ameno di 4 punti, quella del Pd a poco più di 2. E contemporaneamente si riduce la sottorappresentazione della Sinistra e della Nuova Dc. E con questi dati il bipolarismo italiano cessa di essere una ipotesi credibile. Le coalizioni elettorali e le manovre parlamentari torneranno al centro della scena politica. Ma invece delle coalizioni di oggi visibili agli elettori prima del voto saranno coalizioni decise dopo il voto; Per molti questo assetto equivale a un bipolarismo flessibile. Questione di definizioni Per noi non è bipolarismo. È Prima Repubblica senza un grande partito dicentro ma con un piccolo partito di centro.
La terza simulazione completa il quadro. Qui il sistema spagnolo è stato applicato alle attuali 26 circoscrizioni della Camera che hanno una dimensio- ‘ ne media di 32 seggi, più del doppio delle “circoscrizioni Vassallo”. Come si vede, rispetto alla seconda simulazione, le differenze sono molto modeste. Infatti al di là di una certa soglia di grandezza la dimensione delle circoscrizióni non influisce più sul risultato elettorale.
Questi sono i termini della partita elettorale che forse si giocherà nei prossimi mesi Come si è detto si tratta di un gioco a somma zero in cui la sopravvivenza di un assetto bipolare della politica italiana è affidata alla volontà e alla capacità dei due partiti maggiori di imporre un modello spagnolo vero che favoriscali loro peso elettorale a spese degli altri Ci riusciranno? Si fa fatica a crederlo. È molto più probabile invece che se la partita andrà avanti si assisterà allo spettacolo di un tira e molla parlamentare su ùria cosa tanto poco eccitante come è la dimensione delle circoscrizioni elettorali. Eppure buona parte del futuro assetto politico di questo Paese potrebbe dipendere proprio dal come finirà questo spettacolo.