Il militante comunista vota tre volte in tre seggi

ROMA (S.Ta.) Piero Niccolai è comunista da sempre, non per nulla è nato il primo maggio, a Livorno. 62 anni, ex operaio, a lui il protocollo firmato dalla sua Cgil, non piace e cosi si e prestato volentieri a fare il giro dei seggi per mettere in luce i «buchi» della rete del referendum. Alle 10.59 di mattina si è presentato a votare al seggio di Orbassano, quindi è passato alla sede Spi di corso Unione Sovietica di Torino e, infine, alle 11.45 alla sede Spi di corso Sebastopoli. In tutti e tre i seggi ha votato senza dover presentare documenti. La stessa cosa, il voto in 3 seggi, lo ha fatto a Taranto Grazia Talò, e così anche altri denuncia Marco Rizzo, coordinatore dei Comunisti Italiani. «Fuori dalle fabbriche, nei seggi volanti, può succedere di tutto», dice. E annuncia: «Inviteremo i lavoratori a votare da tutte le parti, Così si vedrà che si tratta di un referendum finto».