Il KKE e la battaglia nelle elezioni locali e regionali

da Partito Comunista di Grecia – http://inter.kke.gr/News/2010news/2010-10-29-ekloges
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Approfondimento sulle elezioni del 2010

Il 7 novembre 2010 si svolgeranno in Grecia le elezioni locali e regionali. Rispetto l’ultima tornata elettorale di 4 anni fa, gli elettori non saranno chiamati a votare in 57 prefetture e 1.300 comuni ma in 13 regioni e 325 comuni. Questo è il risultato della fusione di vari livelli di governo locale, previsto dal piano “Kallikratis” approvato dalla maggioranza socialdemocratica parlamentare che al di là della fusione dei comuni in un numero minore di enti di maggior dimensione e della sostituzione delle prefetture con le regioni, porterà a nuove e profonde trasformazioni antipopolari.

Il piano “Kallikratis”, elaborato dal partito socialdemocratico del PASOK, condiviso negli obiettivi strategici da ND [Nuova Democrazia, partito conservatore – centro destra] e l’opportunista SYN / SYRIZA [coalizione della sinistra ed ecologista], prevede quanto segue:

– l’ulteriore privatizzazione dei servizi sociali pubblici e comunali (Welfare-Salute-Istruzione) attraverso il “decentramento” e correlato all’imposizione fiscale locale;

– una maggior penetrazione delle politiche antipopolari attuata nel nuovo e reazionario quadro istituzionale degli organi di governo locale;

– implementazione delle politiche di “sviluppo” anti-operaie e antipopolari a livello regionale, centrate sulla competitività del capitale, che porteranno ulteriori disparità tra regioni e, naturalmente, ulteriore disuguaglianza di classe.

– gestione ipocrita e “caritatevole” dei problemi sociali di particolare gravità in capo al governo locale, anziché risposte ai bisogni sociali attraverso un sistema statale unitario.

Due linee politiche in conflitto

Nelle prossime elezioni locali ci sono due linee politiche in conflitto:

Gli industriali, i banchieri, gli armatori, la grande distribuzione e i loro partiti chiedono al popolo di votare i loro rappresentanti nei consigli locali e regionali. Questi ultimi così non ostacoleranno i loro piani per aumentare i loro profitti, per una concentrazione ancora maggiore della ricchezza nelle mani di pochi, per la privatizzazione completa dei servizi sociali in tutte le nuove regioni e nei comuni. Sarà più facile ancora la spogliazione capitalistica della ricchezza sociale prodotta dalla classe operaia e dagli strati popolari, e completamente mercificate le condizioni per la riproduzione sociale della classe operaia come classe nonché il suo diritto all’istruzione, alla salute, alla sicurezza sociale e al tempo libero attraverso l’accesso alla cultura e allo sport, la libera mobilità sulle strade del nostro paese.

Questa linea politica, realizzata dai partiti filo-europeisti, si esprime con tonalità diverse nelle varie liste sostenute dal partito socialdemocratico del PASOK, da quello conservatore Nuova Democrazia, dal nazionalista LAOS, dall’opportunista SYN/SYRIZA, e dagli “Ecologisti” integrati al sistema capitalista.

Sul lato opposto si trovano le forze sociali della classe operaia, dei lavoratori autonomi, dei piccoli negozianti, artigiani, professionisti, agricoltori piccoli e medi e dei pensionati, dei giovani e delle donne degli strati popolari della classe lavoratrice. Oggi, centinaia di migliaia di militanti partecipano alle lotte attraverso il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), il Movimento dei contadini (PASY), il Movimento dei lavoratori autonomi e i piccoli commercianti contro i monopoli (PASEVE), il Fronte militante studentesco (MAS – Students’ Militant Front), la Federazione delle donne greche (Greek Women Federation – OGE) e i vari movimenti antimperialisti e pacifisti, organizzazioni culturali e sportive, associazioni in lotta contro la droga, attivisti per i diritti democratici e le libertà popolari, comitati di tutela ambientale locali. La forza politica di base in questi movimenti è il KKE, che lotta per far emergere la rabbia popolare contro le misure antipopolari nelle elezioni regionali e locali. A tal fine, il KKE sostiene le liste di “Raggruppamento popolare”, in tutte le 13 regioni e nelle città dei principali centri urbani e nella maggior parte dei comuni (…..). Migliaia di candidati delle liste di “Raggruppamento popolare” sono guidate da noti quadri del movimento popolare e del KKE.

Le forze di resistenza sono rappresentate in tutto il paese dalle liste di “Raggruppamento popolare”, mentre le forze reazionarie sono mistificate sotto forme diverse a seconda della situazione, in modo da confondere ed “estorcere” il voto dei lavoratori. E’ significativo che nella più grande regione (Attica), che comprende le principali città di Atene e del Pireo, il PASOK partecipi alle elezioni con tre liste. La prima lista è quella “ufficiale”, un’altra è guidata da un ex deputato del PASOK e la terza è guidata da un membro del Consiglio Nazionale del PASOK, in collaborazione con il partito opportunista SYN/SYRIZA. Dal canto suo SYN/SYRIZA in disaccordo con questa scelta partecipa alle elezioni con un’altra lista. Naturalmente le due liste “non ufficiali” del PASOK muovono talune critiche al governo, con l’obiettivo di raccogliere i voti di protesta, in particolare degli elettori delusi del PASOK stesso.

Un altro esempio eloquente di come le forze politiche europeiste agiscano è quello di Ikaria. Ikaria è un’isola dove in passato venivano confinati i comunisti e in cui il KKE mantiene ancora una forte base elettorale. Nelle ultime elezioni parlamentari il KKE ha ottenuto il 35% dei voti, mentre nelle precedente amministrative i candidati sostenuti dal KKE sono stati eletti alla carica di sindaco nei 3 comuni dell’Isola. Questa volta, in seguito alla fusione dei comuni, l’isola di Ikaria è diventata un Comune e sarà eletto un solo sindaco. Le altre forze politiche (PASOK, ND, SYN/SYRIZA, Laos) hanno deciso di unirsi in un’unica lista, al fine di impedire l’elezione di un sindaco comunista.

Questi esempi mostrano che le forze del sistema capitalistico faranno tutto il possibile per evitare che la rabbia della gente per le misure antipopolari si esprima nelle elezioni e per sottrarre forze al KKE.

I responsabili delle misure antipopolari devono essere condannati.

“Autodeterminazione” e “decentramento” in Grecia sono diventati slogan propagandistico nelle bocche dei rappresentanti della dittatura dei monopoli e del loro stato, per mistificare l’essenza delle “riforme” che è il colpo di grazia ai diritti del popolo in ogni aspetto della loro vita quotidiana.

Il KKE pretende che si arginino queste politiche e che si rafforzi il fronte di lotta:

– contro le privatizzazioni, la concentrazione e l’accumulo dei capitali nel governo locale (le privatizzazioni sono contrabbandate come sviluppo ambientale).

– contro l’ulteriore estensione delle ristrutturazioni capitalistiche nei rapporti di lavoro, istruzione, sanità, sicurezza sociale, sport e cultura.

– contro la manipolazione del popolo dalle politiche della classe dominante.

Il KKE mette in allerta il popolo, poiché se non venissero condannati i piani antipopolari:

– aumenteranno le imposte indirette e le imposte locali;

– saranno potenziate e moltiplicate le forme di lavoro flessibile;

– peggioreranno le condizioni di lavoro di migliaia di dipendenti;

– molti perderanno il lavoro;

– verrà facilmente istituito l’orario settimanale massimo di lavoro di 65 ore;

– sarà aumentata l’età pensionabile a 65 e 68 anni, con l’ingiusta perequazione dell’età pensionabile di uomini e donne, con pensioni da fame dopo 40 anni continui di lavoro;

– educazione, salute, sicurezza sociale, cultura, sport diventeranno chimere, anche peggio di oggi, per gli strati popolari.

Nel suo appello elettorale il KKE sottolinea che “gli strati popolari hanno l’opportunità di condannare le politiche del PASOK e di ND. Questi partiti sono il personale politico dei monopoli che hanno servito fedelmente per anni a scapito del popolo sia quando il PIL era in crescita sia ora in periodo di crisi. Il popolo deve condannare quei partiti e chiunque li abbia sostenuti o si siano compromessi con loro, perché attraverso il governo locale hanno avanzato nuove misure anti-operaie, hanno gravato di nuovi oneri e tasse le persone, hanno disatteso il dovere di realizzare opere infrastrutturali a beneficio del popolo. Queste forze politiche, attraverso gli organi di governo locale, hanno creato opportunità di profitto alle imprese a spese del popolo, appropriandosi di spazi pubblici, foreste e spiagge, danneggiando l’ambiente, inquinando acqua e atmosfera, prendendo in consegna e gestendo la cultura e lo sport a proprio beneficio. A fronte delle barbariche misure antipopolari attuate con il pretesto della crisi, del debito pubblico e del deficit, il piano “Kallikratis” è destinato ad aggravare la situazionee del popolo”.

Il KKE lotta e combatte per un’altra via di sviluppo

Il KKE guarda alle elezioni locali e regionali come all’opportunità di spiegare la sua proposta politica per i lavoratori. Come sottolinea la risoluzione del CC del KKE per le elezioni:

La questione se lo sviluppo debba servire i monopoli o il popolo, è prima all’ordine del giorno. Si tratta di una questione di vita o di morte.

Gli interessi della classe operaia, dei lavoratori autonomi, degli agricoltori piccoli e medi necessitano di un percorso radicalmente diverso di sviluppo, libero dal giogo dei monopoli e più in generale dalla forza motrice del profitto capitalistico.

Solo questa via può garantire oggi ai lavoratori, ai contadini poveri e ai lavoratori autonomi un lavoro stabile e sicuro e un futuro senza incertezze e preoccupazione per la loro sopravvivenza.

Solo il potere popolare è in grado di soddisfare i bisogni legati alla nutrizione, agli alloggi, a un’istruzione integrata, alla salute, al tempo libero e al divertimento creativo.

Solo questa via può portare a un pieno e omogeneo sviluppo delle regioni, allo sviluppo della produzione interna e alla realizzazione delle infrastrutture necessarie per il benessere delle persone.

Solo questa via può garantire la produzione agricola nazionale adeguata a soddisfare le esigenze nutrizionali della popolazione e lo sviluppo di settori correlati dell’industria manifatturiera nazionale.

Solo questa via può trasformare l’acqua, le telecomunicazioni, l’energia e i trasporti quali diritti sociali realizzati attraverso la proprietà sociale di Stato nei settori strategici dell’economia.

Solo in questo modo è possibile estendere e garantire la libertà delle persone e dei diritti dei lavoratori.

Non c’è alternativa. I produttori della ricchezza attraverso l’attività rivoluzionaria devono mettere i mezzi di produzione nelle mani della proprietà popolare per realizzare la produzione programmata in funzione del benessere del popolo.

La classe operaia ha la responsabilità di costruire l’alleanza popolare.

Prenderà forma attraverso il rafforzamento della lotta politica per una diversa via di sviluppo, per il potere popolare.

Sarà forgiata dalla promozione di un quadro di obiettivi comuni di lotta nella direzione antimperialista-antimonopoli in tutti i settori dell’economia.

Emerge dalle lotte coordinate del Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), del Movimento dei contadini (PASY), del Movimento dei lavoratori autonomi e i piccoli commercianti contro i monopoli (PASEVE), sulla base degli acuti problemi sociali, in una linea di rottura con i monopoli e il loro potere.

La costruzione dell’alleanza popolare richiede di tenere in considerazione le differenze e le contraddizioni interne al fine di creare un orientamento antimperialista e antimonopoli. La costruzione di questa alleanza non può perdere di vista la stratificazione sociale degli alleati, le contraddizioni correlate ai loro interessi immediati. Tuttavia vanno ribaditi e rafforzati, acquistandone consapevolezza, gli interessi a lungo termine, riconoscendo il ruolo guida della classe operaia per eliminare le disuguaglianze sociali.

Per spianare la strada a questa prospettiva luminosa occorre intensificare la lotta sulla base di comuni rivendicazioni e obiettivi per la soddisfazione dei bisogni dell’uomo moderno; le lotte devono rafforzare l’alleanza popolare, devono essere coordinate e devono consentire di far accrescere la volontà di contrattaccare e ispirare ottimismo militante. Il popolo dal canto suo deve usare il voto per rafforzare questa linea politica, la strategia di rottura e rovesciamento, di contrattacco contro l’assalto su vasta scala del capitale e delle organizzazioni imperialiste.

In relazione agli organi regionali e locali del potere statale, il KKE lotta con fermezza mobilitando il popolo e combattendo su più fronti, sulla base di obiettivi comuni, per il rovesciamento delle politiche della classe dominante e per la lotta per il potere e l’economia popolare.

Alcuni dei nostri obiettivi di lotta sono:

La ricchezza esiste! Il popolo non deve pagare neanche un euro!

– Abolizione di ogni forma di tassazione locale. Abolizione delle imposte indirette (IVA sui prodotti essenziali per la popolazione, servizio sanitario, medicinali, e sulle utenze domestiche), che pesano sui redditi popolari.

– Abolizione di tutti i pedaggi autostradali a livello nazionale.

– Aumento al 45% della tassazione sui profitti delle imprese e sui beni della Chiesa, aumento dell’IVA sui beni di lusso.

– Finanziamento completo e adeguato di tutti gli enti locali a carico del bilancio statale.

– Noi ci battiamo per la restituzione al popolo di tutte le tasse percepite dal governo centrale per conto delle amministrazioni locali e a loro mai trasferite. Questo denaro appartiene ai lavoratori, i quali vengono privati del reddito, direttamente e indirettamente, da tasse aggiuntive.

Misure necessarie per l’ambiente e le infrastrutture

– Pianificazione centralizzata da parte degli organi statali competenti, che programmino, realizzino e gestiscano le opere guidati dai problemi e dalle esigenze dei lavoratori (es. abitazioni per il popolo, scuole moderne, asili, centri culturali, centri per la salute, per la difesa da inondazioni, incendi, terremoti, condizioni meteorologiche estreme, cadute di massi e valanghe, inquinamento atmosferico e idrico, ecc, per un sistema di irrigazione, depurazione e riciclaggio non privatizzato, per il miglioramento delle condizioni di vita sociale nei quartieri popolari e nelle campagne attraverso la creazione e il consolidamento di servizi pubblici e gratuiti in sanità, istruzione, centri sportivi e culturali).

– Politiche per lo sviluppo dell’edilizia popolare per mezzo di programmi che permetteranno di coprire i bisogni fondamentali del popolo. Misure speciali per le giovani coppie attraverso programmi economici speciali. Un’accurata pianificazione per la prevenzione dalle conseguenze dei terremoti e misure per affrontare le situazioni immediatamente successive ai terremoti.

– Lotta per trasformare comunicazione, energia e trasporto in servizi sociali. Organismi unificati ed esclusivamente pubblici, in settori di importanza strategica, che appartengano al popolo e a disposizione delle esigenze popolari.

– Rimboschimento delle aree bruciate, protezione e conservazione degli ecosistemi forestali che contribuiscono al drenaggio idrico e all’arricchimento delle falde acquifere, nonché alla produzione di legname e di prodotti in legno. Accesso libero per il popolo alle coste e spiagge

– Pianificazione ambientale per la protezione dalle inondazioni. Gestione globale esclusivamente statale delle risorse idriche per quanto riguarda la ricerca, la protezione e utilizzazione in tutto il paese, ma anche in comparti diversi dell’acqua .

– Protezione degli spazi liberi dalla edificazione incontrollata, delle aree verdi semi-urbane in montagna, restrizione delle attività di edilizia, espropriazioni di terreni per lo sviluppo di spazi verdi in aree densamente popolate, tutela di fiumi, laghi, mari dall’inquinamento industriale, protezione delle spiagge dai rifiuti. Costruzione e manutenzione di infrastrutture per la gestione delle acque pluviali. Lotta contro l’inquinamento atmosferico nelle grandi città, come dall’inquinamento acustico e dalle radiazioni elettromagnetiche.

– Maggior attenzione ai problemi ambientali del nostro paese e del mondo. Denuncia delle cause e responsabilità dei monopoli internazionali e dei paesi imperialisti dell’UE, contro l’intervento militare e le guerre imperialiste.

La Salute del Popolo è una priorità.

– Un moderno sistema sanitario generale, comune, esclusivamente pubblico e gratuito – sistema di welfare, prevenzione e servizi medici di emergenza per tutti, interamente finanziato dallo Stato.

– Tutti i finanziamenti devono essere forniti dallo Stato. Abolizione di tutte le attività commerciali nel settore sanitario e nel welfare. Fine di ogni forma di pagamento dei servizi sanitari e dei farmaci per tutti. Abolizione dei contributi dei fondi di previdenza sociale nel sistema sanitario.

– Sviluppo pianificato di un pubblico e libero accesso agli ospedali e ai centri sanitari nelle città e nelle campagne, che devono essere composti integralmente da professionisti con contratto a tempo indeterminato, con attrezzature adeguate e moderne, in modo che ogni esigenza possa essere adeguatamente soddisfatta, in modo rapido e vicino al luogo di residenza del paziente.

– Una rete statale di strutture sociali con servizi gratuiti e completi per la famiglia, bambini, anziani, disabili, senza pre-condizioni ed eccezioni.

– Luoghi di vacanza di proprietà dello Stato gratuiti per i figli dei lavoratori e dei disoccupati, e degli strati popolari.

– Noi respingiamo il funzionamento dei servizi sociali attraverso gli obsoleti, e per pochi, programmi dell’Unione europea, con risorse ridotte e inadeguate. Per tutto il tempo in cui operano, chiediamo che forniscano servizi completi per tutti, con personale adeguato e al completo.

– Incorporazione delle unità sanitarie e di welfare del settore privato, delle ONG che rispondano ai requisiti, e di tutto il loro personale nel sistema sanitario e di welfare pubblico.

L’educazione del popolo e la gioventù non può essere funzionale al profitto.

– Ci battiamo contro ogni provvedimento per la differenziazione-decentramento dei programmi scolastici e delle scuole (le zone di flessibilità, i programmi UE, la valutazione di insegnanti e scuole, l’assunzione di insegnanti attraverso gli enti locali), che estendono le divisioni di classe, gravano economicamente sulle famiglie degli strati popolari, aumentano la redditività del capitale. Noi respingiamo le “zone educative prioritarie ” che coprono e intensificano le disuguaglianze.

– Lottiamo contro la promozione della “formazione permanente” che ha come scopo la preparazione di una forza-lavoro più economica, flessibile e semi-istruita attraverso l’intervento diretto delle imprese nel processo della formazione.

– Nessun accesso consentito agli interessi commerciali, sotto l’ombrello della comunità locale o delle Ong, nell’amministrazione e gestione delle scuole. Nessun aumento delle imposte locali per il funzionamento delle scuole o la creazione di “università” e facoltà municipali, non più tasse sui genitori, nessuno “sponsor” in materia di istruzione.

– Assunzione di massa del personale educativo, con l’unica condizione consistente nel titolo di laurea. Tutto il personale con contratti a termine deve essere stabilizzato. L’assunzione di insegnanti e ogni tipo di personale ausiliario deve essere effettuata a livello centrale.

– Abolizione delle leggi (2218,2240/94) del PASOK, che costituiscono il quadro istituzionale di “decentramento” in materia di istruzione.

– Abolizione dei nidi d’infanzia privati, nonché dei rispettivi servizi comunali che funzionano sulla base del profitto. Immediata abolizione delle tasse scolastiche.

– Infrastrutture per i servizi medici e le prestazioni sanitarie nelle scuole, edifici scolastici moderni e sicuri, adeguatamente attrezzati con laboratori, palestre, strumenti musicali, biblioteche, sale mensa, e progettati in base alla loro funzione educativa.

– Sistema di istruzione esclusivamente pubblico e gratuito. Divieto di qualsiasi attività imprenditoriale nel campo dell’istruzione. Obbligo di due anni di istruzione prescolare. Una scuola secondaria di 12 anni per tutti, senza discriminazione di classe e razza. Formazione professionale inclusa nel sistema educativo statale gratuito successivo al programma scolastico di 12 anni. Diciamo no al “Quadro delle qualifiche” e lottiamo in modo che la laurea sia l’unica pre-condizione per questa professione.

La situazione in cui i lavoratori a tempo determinato sono come ostaggi e tutte le forme di lavoro flessibile devono finire.
Lavoro stabile e permanente per tutti, pieni diritti lavorativi e di sicurezza sociale.

– Lavoro stabile e permanente per tutti. Tutti coloro che lavorano con contratti flessibili devono essere resi permanenti senza condizioni. Queste forme di lavoro devono essere abolite per legge. L’abolizione dello “Stage” nel settore pubblico e privato e di ogni forma di lavoro senza tutele.

– Lottiamo contro la generalizzazione del rovesciamento dei rapporti di lavoro e l’estensione dei “rapporti di lavoro flessibile” nelle amministrazioni locali attraverso programmi a breve termine, piani locali per l’occupazione, programmi di formazione, o altri programmi rivolti ai disoccupati, ecc, e, naturalmente, in qualsiasi attività commerciale o impresa.

– L’assorbimento di tutti i lavoratori delle aziende municipali che sono state esternalizzati con contratti a tempo indeterminato, con pieni diritti lavorativi e di sicurezza sociale

– Individuazione nel commercio e nell’industria di altre “Professioni pericolose e malsane”.

– Misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con la creazione delle corrispondenti infrastrutture e unità sanitarie e di un organo nazionale di medici specializzati nelle malattie professionali, tecnici della sicurezza e infermieri. Divieto di ogni attività commerciale in questo settore.

– Misure per le donne che lavorano: divieto del turno notturno per le lavoratrici dell’industria come per altre professioni, a partire dall’inizio della gravidanza fino al raggiungimento da parte dei bambini dell’età pre-scolare. Gravidanza, parto e allattamento, 2 mesi prima e sei mesi dopo la nascita, con retribuzione piena, con diritti previdenziali e di congedo parentale per un anno uguali per tutte le donne che lavorano, nel settore pubblico come nel privato. Riduzione dell’orario di lavoro da una a due ore per la madre o il padre fino a che i figli siano inseriti nella scuola materna.

– Aumento del congedo parentale nel caso in cui i bambini siano malati o per la loro assistenza a scuola. I membri delle famiglie monoparentali dovrebbero lavorare solo al mattino fino che i bambini raggiungano l’età di dieci anni. Regolamenti più favorevole per le donne che lavorano.

– 30 giorni di ferie all’anno e indennità di vacanza pari a una mensilità.

– Salario minimo fissato a1.400 euro, pensione minima a 1.120 euro.

– Pensionamento all’età di 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, 55 e 50 per le professioni pesanti e dure. Pensionamento con pieni diritti, dopo 30 anni di lavoro.

– Abolizione di tutte le leggi, i meccanismi e le procedure che criminalizzano le lotte operaie e popolari e del sostegno all’intimidazione dei datori di lavoro.

Cultura, Sport e tempo libero creativo

– Garanzia delle condizioni educative e materiali per il libero accesso dei cittadini all’arte e alla cultura, per lo sviluppo della creatività artistica del popolo come rimedio agli stereotipi del mercato dell’industria del monopolio culturale, contro i monopoli dei media.

– Meccanismo unificato ed esclusivamente pubblico per la produzione e distribuzione di prodotti culturali e artistici, composto da enti pubblici (per teatro, cinema, radio-TV) che funzioni sulla base della pianificazione e del controllo sociale.

– Sviluppo di attività culturali locali che siano scientificamente pianificate e organizzate – in collaborazione con gli organi culturali centrali – in modo da assicurare lo sviluppo culturale-educativo del popolo e non i profitti dei monopoli del settore turistico e dello spettacolo.

– Teatri e orchestre statali in ogni capoluogo, con libero accesso per il popolo. Condanniamo la politica di rapida commercializzazione e le operazioni speculative delle istituzioni culturali negli enti locali (organizzazioni culturali, imprese culturali comunali, festival, teatri comunali e regionali, ensemble municipali, gallerie comunali, ecc) che costantemente degradano il livello del prodotto artistico, aboliscono la sua libera distribuzione al popolo e lo consegnano alle imprese del settore della cultura.

– Rete nazionale di centri culturali pubblici in ogni quartiere e comune, così come in campagna, composta da librerie, teatri, sale conferenze, cinema, sale per concerti, ecc, che intenda promuovere lo sviluppo culturale e la creatività popolare.

– Libero accesso dei cittadini ai siti archeologici e a tutti i musei, gallerie, librerie, che devono essere esclusivamente di proprietà pubblica. Accesso gratuito degli studenti ai teatri comunali, cinema, ecc. Libera utilizzazione delle infrastrutture comunali (gallerie, teatri, centri culturali, ecc) per la promozione della creatività del popolo e degli artisti.

– Conservazione e promozione del nostro patrimonio culturale (edifici, monumenti, tradizioni popolari, ecc.), abolizione del coinvolgimento dei vari “sponsor” che, sotto il pretesto della “società civile” e del volontariato, chiedono al popolo di pagare per la sua conservazione.

– Sviluppo dell’estetica e protezione pubblica dell’ambiente naturale vietando il suo utilizzo da parte delle imprese.

– Lo Stato deve garantire ai giovani tutti i pre-requisiti per l’educazione fisica e lo sport.

– Formulazione del quadro giuridico corrispondente che stabilisca il diritto all’educazione fisica e allo sport in tutte le sue forme.

– Sviluppo dello sport per il popolo.

– Turismo sociale, vacanze gratuite per gli strati popolari poveri, i giovani ed i disoccupati.

La lotta contro la droga riguarda tutti

– Nessuna tolleranza per le droghe e i loro succedanei. Creazione di un fronte contro le droghe da parte delle organizzazioni di massa dei movimenti popolari.

– Infrastrutture pubbliche e gratuite per la prevenzione-cura-riabilitazione in tutto il paese. Servizi esclusivamente gratuiti per prevenzione-riabilitazione-reinserimento sociale da parte di un ente pubblico nazionale. Disposizioni particolari per le persone tossicodipendenti riabilitate accusate di crimini nel passato.

– Programmi di prevenzione primaria nella scuola, nei luoghi di lavoro, in famiglia, nella cultura, nei media, nell’esercito, nel tempo libero, ecc. che si occuperà delle cause e non degli effetti della tossicodipendenza.

Difesa dei diritti e delle libertà democratiche del popolo greco, degli immigrati e dei profughi
No agli organi locali di manipolazione e repressione

– Libere attività sindacali e azione politica dei lavoratori, rispetto del diritto di sciopero. Stop ai licenziamenti e alle persecuzioni per attività politiche e sindacali. Stop alla sorveglianza elettronica dei lavoratori.

– Legalizzazione di tutti gli immigrati che vivono e lavorano nel nostro paese. Definizione dei loro diritti lavorativi e sociali. Abolizione di tutte le leggi reazionarie che penalizzano l’immigrazione o pongono ostacoli alla vita degli immigrati e dei loro figli che sono nati o cresciuti in questo paese. Speciali infrastrutture/servizi nei comuni e nelle autorità regionali che forniscano interpreti e avvocati per gli immigrati.

– Abolizione di tutte le istituzioni per la partecipazione del popolo nella sorveglianza locale e nei meccanismi di repressione ad esempio “i comitati locali contro il comportamento delinquenziale”, “il poliziotto di quartiere”, ecc. Abolizione del ruolo della “polizia municipale” come meccanismo di repressione, complementare alla polizia greca.

– Abolizione e rimozione delle telecamere di sorveglianza. Contro la loro estensione ai parchi giochi, scuole, ecc.

– Contro la distorsione della storia e l’equiparazione non scientifica di comunismo e nazismo promossa dall’Unione europea e dalle forze reazionarie della borghesia del paese. I limiti di legittimità sono stabiliti dall’attività del popolo e non dai rappresentanti della barbarie capitalista, il FMI e l’UE.

– Rappresentanza proporzionale per l’elezione degli organi delle amministrazioni locali e regionali.

– Abolizione di tutte le norme che limitano la rappresentanza a livello locale e regionale.

– Elezione indiretta del sindaco e del presidente della provincia, offrendo la possibilità ai consigli che li eleggono di revocarli.