Il Grande Fratello tra i banchi di scuola

L’appello dei presenti sarà sostituito dalle impronte digitali

«Bianchi?» «Presente», «Esposito?» «Presente». La tipica litania con cui da sempre comincia ogni giornata scolastica potrebbe diventare presto un ricordo del passato. O almeno è quello che sperano i professori delle scuole britanniche in cui si sta sperimentando una nuova tecnologia in grado di sostituire il vecchio registro e la noiosa conta degli assenti. Il sistema si basa su uno strumento in grado di riconoscere le impronte digitali degli studenti. Al posto di rispondere con voce ancora assonnata quando viene chiamato il proprio nome, gli alunni dovranno semplicemente appoggiare il dito medio sullo schermo di un computer all’ingresso della scuola. Questo basterà per registrarne la presenza o segnalarne l’assenza mandando automaticamente un messaggio ai genitori. Insomma un sogno o un incubo, a seconda della prospettiva da cui si esamina la novità. Il preside di una scuola del Galles dove lo strumento è in fase di sperimentazione fa parte, ovviamente, del popolo degli entusiasti. «Il sistema è estremamente efficiente», dice Alwyn Thomas della Bryntirion Comprehensive School. «Possiamo sapere subito quando qualcuno è in ritardo e per gli insegnati è un vero aiuto. Gli toglie gran parte del lavoro amministrativo, il che significa che possono concentrarsi di più sull’insegnamento». Sicuramente, però, molti tra gli studenti la pensano in maniera alquanto diversa – e non sono i soli. «Quando si tratta di registrare le impronte digitali di qualcuno, occorre sempre prendere le dovute precauzioni», commenta il portavoce di Liberty, un’associazione che si batte per il rispetto dei diritti umani in UK. Oltre alla spersonalizzazione della scuola, c’è dunque il rischio di violare il diritto alla riservatezza.

Gli ideatori del progetto, però, garantiscono che non sarà un nuovo passo verso un nuovo Grande Fratello. I dati verranno usati solo al fine della registrazione e saranno protetti dalla legge sulla privacy», assicura Jeremy Whittaker, gestore del programma. Il nuovo aggeggio elettronico, nato con scopi militarti e già utilizzato in un istituto di Singapore, funziona fotografando 120 punti del dito medio della mano. Questi vengono poi trasformati in dati alfa numerici e inviati ad un server dove è conservata l’impronta originale. In qualsiasi momento, un insegnante può accedere al database per verificare le presenze di una determinata classe, e i dati sulle assenze e i ritardi vengono comunicati a un addetto della segreteria nel giro di pochi istanti dal suono della campanella. Alcuni pensano che lo scanner possa tornare utile per combattere il problema delle bigiate, una delle priorità che si è dato il governo britannico, come recentemente sottolineato dal ministro dell’educazione Ruth Kelly. Al contrario di quello italiano, il sistema scolastico inglese prevede, infatti, che siano gli alunni a cambiare classe per frequentare lezioni su materie diverse. Questo rende teoricamente più facile per gli studenti saltare qualche ora senza che l’insegnante se ne accorga. Cosa che il nuovo sistema non permetterebbe più.