Il golpe monetario alle porte

Gravi, gravissime e senza precedenti le parole del ministro Tremonti di oggi. Siamo di fronte all’attacco definitivo che il capitalismo usuraio conduce contro la nostra costituzione repubblicana, che ha la sola colpa di dire che la sovranità appartiene al popolo e non alle banche. L’attacco portato avanti recependo direttamente l’accordo del semestre europeo firmato lo scorso marzo a Bruxelles, è serio e purtroppo trova moltissime sponde nelle file dell’opposizione piegata alle logiche della globalizzazione liberista. Lo scorzo marzo a Bruxelles si sono tracciate le coordinate dell’Euro Plus pact, un tentativo, sciagurato quanto riuscito di restringere la democrazia sociale europea in nome dell’interesse economico delle classe dominanti. Oggi Tremonti, dopo il via libera di Veltroni di questa mattina in un’intervista sulla Stampa – che apre all’inserimento del vincolo di bilancio in costituzione – annuncia la modifica dell’art 81. Data la dimensione del debito pubblico italiano – dice il ministro – «più forte è il passaggio costituzionale meglio è» per il pareggio di bilancio. Preoccupa ancora di più il fatto che Tremonti avrebbe addirittura pensato di scardinare l’intero impianto della nostra carta utilizzando il combinato disposto del recepimento dei trattati internazionali. «Il vincolo viene dall’Europa – ha detto – si potrebbe anche importare la norma» con il combinato tra articolo 11 e 117 della Costituzione. Ma nel nostro caso sarebbe meglio un passaggio «forte», quasi a voler rimarcare che l’opposizione deve condividere la proposta. Non è un caso infatti che lo stesso Tremonti prenda in considerazione il testo presentato in Senato da Nicola Rossi e altri. Per Tremonti la proposta depositata dall’ex consigliere economico di Massimo D’Alema a Palazzo Chigi, «è la migliore, senza voler nulla togliere alle altre» . Come abbiamo detto da mesi, la crisi apre di fatto un processo di ristrutturazione costituente, e non è un caso che l’annuncio della modifica della costituzione di questi minuti fatto da Tremonti è abbinato alla proposta della piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali e alla riforma del mercato del lavoro. Il referendum sui beni comuni è acqua passata, e pure la sovranità democratica esercitata dal popolo. Tra pochi mesi l’Italia sarà un governatorato della BCE fondato sul pareggio di bilancio, la cui sovranità appartiene ai mercati internazionali.
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